Se i maschi fanno sciopero

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Alcuni mesi fa avevamo pubblicato un articolo sul fenomeno chiamato sexodus, esaminando i motivi per cui molti uomini rinunciavano alle donne e alle relazioni sentimentali in generale.

Con questo nuovo articolo vogliamo approfondire l’argomento, a partire dal libro Men on Strike (Uomini in sciopero, 2013), della psicologa Helen Smith. La Smith s’interessa da diverso tempo dei diritti degli uomini, e i suoi articoli possono essere trovati sul suo blog. Il libro ovviamente prende in esame la situazione degli USA, ma molto di ciò che sta accadendo lì ormai è ravvisabile anche in Europa.

Lo sciopero del matrimonio e della paternità

Negli ultimi decenni, la percentuale di matrimoni è di molto diminuita. Ad esempio, negli USA un quarto dei ragazzi tra i 25 e i 34 vive ancora a casa con i genitori e non lavora e a quanto pare si tratta della percentuale più alta degli ultimi 75 anni. Persino tra gli ultracinquantenni aumenta il numero di coloro che preferiscono coabitare senza sposarsi

Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare questo stato di cose, ma nessuno è ancora riuscito a individuarne i veri motivi.

Nonostante questo, però, secondo una ricerca del Pew Research Center, il 37% delle donne fra i diciotto e i trentaquattro anni dice che avere un buon matrimonio è una delle cose più importanti per loro, percentuale salita di ben 9 punti dal 1997. Per gli uomini, invece, è accaduto il contrario: la percentuale è scesa dal 35% al 29%.

Secondo i dati riportati da Kay Hymovitz nel libro Manning Up, nel 1970 l’80% degli uomini tra i 25 e i 29 anni era sposato, mentre nel 2007 solo il 40%. Nel 1970, l’85% degli uomini tra i 30 e i 34 anni era sposato, nel 2007 solo il 60%.

Negli ultimi anni, sono stati scritti diversi libri che tentano di spiegare come mai gli uomini non siano più interessati al matrimonio, ma, nota la Smith, tutti gli autori di questi libri finiscono per concludere o che gli uomini sono dei “bambinoni” che non vogliono crescere e che preferiscono passare le giornate a giocare coi videogame o a guardare film porno, o che si sentono “minacciati” dall’emancipazione femminile.

Tuttavia, questa è un’analisi superficiale, perché non spiega i motivi per cui gli uomini “non vogliono crescere”. Forse il motivo è che crescere viene visto non come un premio, ma come una punizione.

Quello che viene fuori dalle ricerche della Smith è che gli uomini hanno iniziato a vedere il matrimonio o come un’incognita o come qualcosa di piuttosto pericoloso. A parte il fatto che, nella maggior parte dei casi (circa il 70%), il divorzio viene chiesto dalle donne, e per semplici motivi di “incompatibilità”, in caso di divorzio tutte le leggi sono a favore della donna. A causa degli alimenti da versare alla moglie e, se ce ne sono, ai figli, l’uomo può ritrovarsi sul lastrico e perdere tutto quello che ha, incluso il diritto di vedere i figli, anche nel caso in cui sia stata la moglie a tradire il marito. In pratica, finché il figlio non diventa maggiorenne, l’uomo sarà costretto a lavorare per mantenere lui e la ex moglie, pena la prigione:  in pratica sarà uno schiavo, perché non potrà tenere per sé ciò che guadagna, ma lo dovrà dare a terzi.

I dati circa gli uomini in prigione perché incapace di pagare gli alimenti sono piuttosto frammentari, comunque, secondo Douglas Galbi, negli USA in una giornata tipo ci sono 50.000 persone in prigione per questo motivo. Ovviamente poi chi finisce in prigione farà fatica a trovare lavoro una volta uscito e quindi tutta la situazione diventa un cane che si morde la coda. Fra i senzatetto ci sono molti uomini separati (anche qui in Italia ) e fra di essi i suicidi non sono affatto rari (anche qui in Italia).

Non è raro nemmeno che la moglie accusi falsamente il marito di violenza su se stessa o sui figli, sperando così che all’ex marito venga tolto il diritto di vederli. In molti casi possono volerci anni prima che l’uomo venga prosciolto da tutte le accuse.

Un ulteriore disincentivo a instaurare relazioni sentimentali riguarda i cosiddetti diritti riproduttivi. Oggi, solo le donne possono vantare diritti riproduttivi. Gli uomini non ne hanno, nel senso che non possono decidere se e quando diventare padri. Se una donna resta incinta dopo una notte di sesso con X, può indicare X sul certificato di nascita del bambino e lui sarà costretto a mantenerlo. Oppure, una donna può fare sesso con un uomo dicendogli che sta usando la pillola anticoncezionale, mentre invece non è vero. La donna può quindi crescere il bambino da sola e magari, dopo dieci o vent’anni (a seconda dello stato) chiedere il mantenimento retroattivo per il figlio. Anche in caso di divorzio, sono le donne quelle che vengono più tutelate e i figli vengono in genere affidati alla madre (negli USA, solo 17,8% dei padri riceve l’affido dei figli). Ovviamente in caso di aborto solo la donna può decidere e l’uomo non ha voce in capitolo. In caso di madri single, in alcuni Stati USA la madre può addirittura dare in adozione il figlio senza che il padre ne venga informato.

Esistono anche situazioni ai limiti dell’assurdo. Ad esempio, vi sono diversi casi di ragazzi al di sotto dell’età del consenso che sono stati coinvolti in attività sessuali con donne molto più grandi di loro. Nel caso in cui tali donne sono rimaste incinte, i tribunali hanno sempre deciso che il ragazzo dovesse pagare il mantenimento, nonostante agli occhi della legge il rapporto in cui era stato coinvolto era uno stupro, perché il ragazzo non aveva l’età per dare il proprio consenso (qui si possono leggere diversi casi di “paternità per coscrizione”).

Al contrario, quando le donne restano incinte possono rifiutarsi di mantenere il bambino e non riconoscerlo, dandolo in adozione.

Un’altra questione molto delicata è quella degli uomini ingannati circa la paternità dei loro figli. Non si hanno stime precise, ma secondo un articolo di Men’Health Magazine circa un milione di padri americani starebbe crescendo figli non loro. La cosa assurda è che, anche quando il test del DNA mostra che tra padre e figlio non c’è alcun legame, l’uomo è comunque costretto a mantenerlo. Ora pare che, lentamente, le cose stiano cambiando e (grazie anche ad attivisti come Carnell Smith) due Stati (Tennessee e Georgia) hanno adottato dei provvedimenti che consentono all’uomo di interrompere il mantenimento del figlio nel caso in cui scopra che non è suo.

Vi sono anche casi in cui le donne si appropriano con l’inganno dello sperma dell’uomo con cui fanno sesso, per poi farsi inseminare e chiedere il mantenimento. Forse è per questo che oggi, perlomeno tra gli uomini benestanti, si sta diffondendo la moda di sottoporsi alla vasectomia.

A questo proposito, la Smith ha scoperto che, se a voler sottoporsi alla vasectomia è un uomo sposato, molti urologi pretendono il consenso scritto della moglie, in modo da potersi tutelare legalmente proprio nei confronti della moglie. Ovviamente nessuno si sogna di chiedere il consenso scritto del marito se una donna vuole farsi legare le tube.

Stando così le cose, non deve stupire che molti uomini preferiscano stare lontani da matrimonio e relazioni sentimentali in genere.

Sciopero al college

A partire dalla fine degli anni ’80, il numero di maschi iscritti al college ha iniziato a diminuire. Nel 1996 erano iscritti 8,4 milioni di donne e 6,7 milioni di uomini. Nel 2009, c’erano 11,6 milioni di donne e 8,7 milioni di uomini. Anche per quello che riguarda i corsi post-laurea, dal 2000 al 2010 il numero degli uomini iscritti è aumentato del 38%, mentre quello delle donne del 62%. Dal 1975 al 2006, il numero di donne con un diploma di college è aumentato dal 18,6% al 34,2%, mentre quello degli uomini dal 26,8% al 27,9%.

Nel suo libro The War Against Boys, Christina Hoff Sommers sostiene che oggi nelle scuole i maschi sono visti come “femmine difettose”, che quindi devono essere corretti per eliminare i loro tratti tipicamente maschili. Secondo gli “esperti” di università come Harvard, Wellesley e Tufts e di tutte le organizzazioni femministe, gli uomini rimarranno sessisti (e quindi pericolosi), a meno che non vengano allontanati, con l’educazione, dalla loro mascolinità. Si vogliono quindi rendere i ragazzi meno competitivi, più portati a esprimere i loro sentimenti, più femminili, insomma. Giochi come acchiapparello o palla avvelenata sono stati eliminati e il tug-of-war (tiro alla fune) è stato rinominato tug-of-peace, mentre tutti i grandi eroi maschi sono stati sostituiti dal Girl Power. Addirittura gli edifici scolastici di recente costruzione non hanno nemmeno un cortile o un giardino. Secondo una ricerca della London School of Economics, inoltre, i maschi ricevono voti più bassi dalle insegnanti donne (che sono la quasi totalità) e come sappiamo negli USA i voti ricevuti a scuola sono importanti per l’ammissione nei college. Più in generale, sono ormai numerosi gli studi che mostrano come, negli ultimi decenni, i risultati scolastici dei maschi siano di molto peggiorati rispetto a quelli delle femmine, probabilmente proprio a causa di un ambiente pregiudizievole e sfavorevole nei loro confronti (qui, qui e qui  alcuni articoli sull’argomento).

Non sorprende quindi che i maschi si sentano completamente disconnessi dal sistema educativo e non nutrano interesse per proseguire gli studi.

Quelli che poi vanno al college vengono visti come persone sospette, potenziali criminali o stupratori. Tra i corsi di orientamento per le matricole, ad esempio, si possono trovare corsi dal titolo “Lei ha paura di te”. Ci sono poi le marce “Riprendiamoci la notte” e le messe in scena dei Monologhi della vagina. Sul suo blog, la Smith ha raccolto molte storie di giovani che, a causa dell’ambiente ostile e discriminatorio trovato sul campus, hanno preferito abbandonare il college.

Il grosso problema dei ragazzi al college, infatti, sono le false accuse di stupro. Chi viene accusato di stupro rischia di venire condannato senza un giusto processo, perché a quanto pare per l’accademia americana un maschio è colpevole a prescindere (tutto questo grazie a un provvedimento del 2011, la cosiddetta lettera “Dear Colleague”). In pratica nei college e nelle università viene richiesta una bassa “preponderanza della prova”, ritenendo che così sia più facile individuare il colpevole. Nella realtà, però, l’unico risultato che si ottiene è condannare degli innocenti.

Tutto ciò è anche dovuto a un ampliamento del concetto di “violenza sessuale”, del quale sono entrati a far parte, ad esempio, il “bacio forzato”, il “tentativo di bacio forzato” e anche il sesso fatto da ubriache, secondo il principio per cui una donna ubriaca non può dare il suo consenso. Quindi un uomo ubriaco il consenso può darlo, ma una donna no, il che farebbe pensare che le donne siano davvero un sesso molto debole come si pensava in passato. Addirittura gli uomini possono dare il loro consenso persino quando non hanno ancora raggiunto l’età del consenso (come dicevamo più su), mentre invece le donne adulte hanno bisogno di essere continuamente protette quando ci sono uomini in giro.

Alcuni dei ragazzi falsamente accusati hanno dovuto aspettare anni prima che la loro innocenza venisse riconosciuta, mentre altri non ce l’hanno fatta a sopportare l’ingiustizia e si sono suicidati . Proprio in questi giorni, però, qualcosa è cambiato.  Nel 2013, infatti, tre madri di ragazzi falsamente accusati di stupro hanno fondato il FACE (Families Advocating for Campus Equality) un’organizzazione che si batte per il giusto processo degli accusati di stupro nei campus. Un paio di settimane fa, i rappresentati del FACE si sono incontrati con Betsy DeVos, ministro dell’Istruzione USA, per chiedere la modifica delle leggi attuali. Il 22 settembre è stato annunciato che la lettera “Dear Colleague” è stata revocata, per cui ora si spera che, in caso di accuse di stupro, nei campus torni a regnare il diritto e non il pregiudizio.

Un’altra associazione nata per tutelare gli studenti è il FIRE (Foundation for Individual Rights in Education, qui  è possibile leggere un’intervista al suo presidente), che si occupa sia degli studenti condannati (per un qualsiasi motivo) senza giusto processo, sia di tutte violazioni della libertà di espressione (che ormai riguardano quasi tutti i campus americani), che negli USA è protetta del Primo emendamento.

Quello che è importante tenere presente è che il percorso di studi andrà poi a ripercuotersi anche in ambito lavorativo, per cui chi possiede un titolo di studio basso potrebbe non avere accesso a carriere di un certo tipo o stipendi alti  (poi ovviamente ci sono anche le eccezioni, alcune delle quali raccolte dalla stessa Smith).

Come se tutto ciò non bastasse, una volta che gli uomini iniziano a cercare lavoro hanno meno probabilità di trovarlo se il loro sesso è noto. Al contrario, se il sesso della persona che fa domanda per un certo lavoro è sconosciuto, il datore di lavoro tenderà ad assumere più uomini, perché si basa solo sul curriculum.

Prima le donne e i bambini?

Purtroppo, l’equazione uomo=pedofilo/stupratore non si limita solo agli studenti del college. Oggi si è arrivati al punto in cui molti uomini preferiscono evitare di stare a contatto coi bambini o camminare nelle vicinanze di luoghi frequentati dai bambini. Secondo dei sondaggi svolti dal Servizio sanitario inglese e da un’associazione di volontariato per l’infanzia, uno dei motivi per cui si fa tanta fatica a trovare volontari maschi è proprio questo timore di essere scambiati per pedofili. Nel libro, la Smith riporta diversi casi estremi. Ad esempio, nell’Illinois un uomo di ventotto anni, per evitare una 14enne comparsa improvvisamente sulla strada, aveva sterzato bruscamente con la sua macchina. Quindi era uscito dall’auto, aveva preso la bambina per un braccio e le aveva fatto una breve ramanzina. A causa di questo gesto, però, venne accusato di “arresto illegale di minore” (che in Illinois è un reato sessuale), e nonostante sia il giudice che la giuria abbiano creduto alla sua versione dei fatti, l’uomo è stato iscritto nel registro dei colpevoli di reati sessuali. Il suo nome e il suo indirizzo sono pubblici, deve fare rapporto alle autorità, le sue possibilità d’impiego sono ridotte e non può vivere vicino a scuole o parchi (qui alcuni dettagli in più).

Nelle scuole vengono fatti vedere film come Miss Representation, che mostrano come le donne sarebbero ritratte negativamente dai media, ma nessun film viene mostrato per far vedere come anche gli uomini vengano ritratti negativamente dai media. Secondo uno studio eseguito da un professore australiano, Jim Macnamara, (autore del libro Media and Male Identity: The Making and Remaking of Men) nei film e telefilm gli uomini vengono per lo più dipinti come cattivi, aggressori, pervertiti, sciupafemmine. Inoltre, per il 69% i media si esprime in maniera negativa verso gli uomini. Gli unici uomini dipinti in modo favorevole sono i “metrosessuali”.

Uno degli ultimi capitoli del libro si apre col riferimento a un evento italiano, il naufragio della Costa Concordia. Durante l’abbandono della nave, il “prima le donne e i bambini” venne di fatto messo da parte, sostituito da “ognuno per sé”. Infatti, sia gli uomini dell’equipaggio che i passeggeri maschi correvano a mettersi in salvo sulle scialuppe, spintonando e passando avanti a donne, anziani e bambini. Ma perché sorprendersi? Per decenni gli uomini sono stati puniti ogni volta che si “comportavano da uomini”, quindi ora questi sono i risultati: gli uomini sono diventati né più né meno che femminucce isteriche.

Cosa gli uomini possono imparare dalle donne

Il libro si conclude con alcuni consigli pratici su ciò che gli uomini possono fare per tutelarsi, ad esempio informarsi sul diritto di famiglia nel proprio Stato o far sentire la propria voce ogni volta che i diritti o l’immagine di uomini e padri vengono calpestati.

Il consiglio principale che però la Smith dà agli uomini è imparare a chiedere aiuto. Nonostante i decenni di rieducazione, infatti, gli uomini non hanno perso la ritrosia tipicamente maschile a chiedere aiuto. Per loro chiedere aiuto non è una cosa “da maschi”, è una debolezza, e quindi, quando sono in difficoltà, preferiscono vedersela da soli. Così facendo, però, il più delle volte non ottengono niente. Ad esempio, molti dei padri finiti in prigione perché impossibilitati a pagare gli alimenti non hanno mai parlato con un avvocato. Gli uomini, quindi, devono imparare a chiedere aiuto. Oggi, come abbiamo isto, esistono molte associazioni nate a tutela di uomini e ragazzi, e a volte la determinazione di un singolo individuo può cambiare le cose.

La Smith non lo dice, ma è chiaro che dietro questo stato di cose è all’opera il solito divide et impera, per cui si fa in modo di mettere le persone le une contro le altre in modo da renderle sempre più miserevoli, destabilizzare la società e non disturbare i manovratori. È importante riconoscere queste situazioni, se non vogliamo ritrovarci in un mondo in cui ognuno penserà per sé mentre la nave sta affondando.

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About Author

Laureata in Lingue presso l'Università per gli studi di Perugia, lavora come traduttrice dall'inglese e da alcuni anni studia pedagogia.

21 commenti

  1. Pingback: Ingegneria Sociale: La Criminalizzazione del Maschio Come Mezzo per Liquefare Sempre Più la Società – Freeonda Revolution

    • Enzo Pennetta on

      Come si permette Aldo Grasso di chiedere scusa a nome di tutti gli uomini?
      Così criminalizza una categoria ingiustamente creando conflittualità. Io mi dissocio e dico “non nel mio nome”, non chiedo scusa perché non sono colpevole di quello o di altri fatti.

  2. Franco Grassi on

    Vorrei soltanto dire che TUTTE, ma proprio tutte le donne che conosco in modo sufficientemente approfondito da poter dare un giudizio, sono ai miei occhi un totale fallimento da ogni punto di vista, salvo soltanto quelle che da adulte hanno vissuto la seconda guerra mondiale.

    Il re e’ nudo sotto i nostri occhi, la donna moderna e’ un totale e completo fallimento in famiglia, sul lavoro e anche COME SINGLE.

    Come dice Stefan Molyneux, lo stato moderno con il welfare E’ IL VERO MARITO.

    QUANDO QUESTA DISTORSIONE CESSERA PER IL FALLIMENTO DELLO STATO SOCIALE, i rapporti fra sessi torneranno allo stato precedente, perche non si puo prescindere dalla complementarieta fra maschio e femmina

    • Conosci Stefan Molyneux? Ho guardato diversi suoi video in questo periodo. E’ molto interessante.
      Tra l’altro sto preparando un altro articolo in cui si parla proprio del welfare in relazione allo sfascio della famiglia afroamericana e quindi in relazione a tutti i problemi dei neri. Probabilmente è come dici tu.
      Spero solo di non essere un fallimento totale pure io! 😀

      • Franco Grassi on

        Un paio di anni fa, forse meno, ha fatto un ora di trasmissione sullo sfascio delle famiglie nere, molto ben presentato, e con abbondanza di statistiche e se ben ricordo anche le fonti da verificare su internet,ora do un occhiata, se lo trovo te lo passo

        Secondo lui comunque, quando ML King si incontro’ con Lyndon Johnson, chiese pari opportunita, e lo sciagurato gli disse, pari opportunita e pari outcomes… li nacque il deep welfare e la distruzione della famigla nera che era stata storicamente molto salda

        • Ah sì, questo mamme single l’ho visto. Se non sbaglio ne ha fatti diversi su questo argomento.
          Quello sulle famiglie nere invece non credo di averlo visto. Comunque sì, all’inizio la famiglia nera era salda e anche nel lavoro non c’erano molte differenze coi bianchi. Queste cose però non le insegnano nei Black Studies nei college americani…

        • Grazie, in questi giorni mi guardo quelli sui neri. Comunque vedo che sono usciti anche diversi libri che smentiscono la versione ufficiale del razzismo e puntano il dito contro il welfare, per cui qualcuno che ragiona c’è. 🙂

    • Cacciatrice di stelle on

      Per me la grande illusione è pensare di poter essere/avere tutto, è questo che porta al fallimento su tutta la linea. Io conosco donne che sono professioniste di successo, madri “di successo”, perché ad un certo punto hanno fatto una scelta: il lavoro o la famiglia. Queste donne sono felici.
      Con questo non ho scritto che sia sbagliato per una madre avere un lavoro fuori casa, non lavorare per curarsi della famiglia è sempre stato un lusso riservato dalla borghesia in su. Le povere hanno sempre fatto le contadine, le filatrici, eccetera…il pane in tavola lo dovevano portare pure loro.
      L’errore è pensare di poter essere sempre presente per i figli e per il capufficio allo stesso tempo.

      • Franco Grassi on

        Io lo direi in poche parole, se vogliamo una discendenza di buona qualita, dobbiamo adattare una divisione del lavoro familiare molto rigida con ruoli complementari… se invece non ci sentiamo di compiere quella scelta, allora e’ meglio la rinuncia.

        • Cacciatrice di stelle on

          Detta così sembra così semplice. Ci vuole tuttavia un lavoro culturale pesantissimo, per riparare ad errori madornali fatti dal femminismo e dalla rivoluzione sessuale.
          Riabilitare la donna madre, riabilitare i lavori domestici (insegnarli a scuola a tutti, in America si fa), ripensare radicalmente l’educazione sessuale.
          Nel momento in cui le persone vedono una convenienza, seguono quella strada, ma occorre che questa convenienza appaia. Nessuno, uomo o donna, vuole occuparsi della famiglia, se è considerata la fine della bella vita e una specie di condanna alla frustrazione eterna.

          • Franco Grassi on

            La vedo in modo opposto, la scuola e’ un centro di indottrinamento, essa ci ha rovinato, ed un controindottrinamento non sarebbe morale, e sarebbe sicuramente poco efficace.

            C’e’ una cosa che si chiama CONSEGUENZE DELLE PROPRIE AZIONI… alla fine impareremo, come individui, ognuno responsabile per se stesso, impareranno altrimenti la civilta occidentale sparira… non lo credo possibile.

            A noi resta il compito di dare il buon esempio non predicando, ma con le buone azioni, dobbiamo amare i nostri figli, preferire l’homeschooling che li protegge da questa tendenza a renderci tutti schiavi, che inizia all’asilo.

            Se possibile facciamone piu di due, io mi sono fermato li…

            *** *** ***

            La bella vita comunque finira’ perche siamo sulle soglie di una gravissima crisi finanziaria, ( io lavoro in questo campo ne parlo con cognizione di causa ) quello che abbiamo visto dal 2007 fino ad ora e’ un piccolo anticipo, e quando arrivera’ il tempo di combattere per il cibo, e vedremo la rivalutazione del maschio, cosi come e’ avvenuto nei recenti cicloni in USA e Puerto Rico. Naturalmente la TV non parla di questo aspetto dei soccorsi…..

            Quando crolla la sovrastruttura statale, una societa’ costruita su basi collaborative e volontarie, nasce spontaneamente, l’impegno dello stato centralista in questi ultimi 170 anni, dovunque nel mondo, e’ stato distruggere la cooperazione sociale spontanea, le mutue private, le misericordie, le societa’ di mutuo soccorso, esso si e’ sostituito con la forza all’autoorganizzazione spontanea, impoverendoci materialmente ed umanamente.

            Se io mantengo e curo gli ammalati con donazioni volontarie, sono piu’ morale e coinvolto che se sono forzato a pagare tasse che verranno distribuite da qualcun’altro. E’ immorale togliere a qualcuno per dare ad altri, resta sempre un furto, anche se sembra soltanto una donazione forzata.

            Lo stato non e’ la societa’, ne e’ invece il parassita, e tutta la divisione sociale e’ stata creata artificialmente per poter regnare su sudditi e non su cittadini. Avvicinandosi il crollo finanziario, non esistera’ piu giustificazione per avre un parassita, ecco che allora si inventano emergenze artificiali come guerre e Global Warming ( che serve ad istituire un global order con una global tax ed una global bureaucracy ) e si inventano tutte queste divisioni artificiose, figli contro genitori negli anni 60 donne contro uomini, neri contro bianchi nei 70-80, tutte le artificiose differenziazioni sociali e sessuali inventate negli ultimi anni… tutto e’ teso ad indeboloire lasocieta’ e a renderla sottomessa allo stato.

          • Franco Grassi on

            Qui lo stiamo facendo, non c’e’ alternativa, non si puo esercitare violenza, per diffondere le nostre idee, la forza serve soltanto per le idee cattive, se la scuola fosse una cosa buona non ci sarebbe l’obbligo, se i vaccini non fossero anche pericolosi non ci sarebbe l’obbligo, allo stato di natura non siamo scemi, ma il sistema ci afferra e ci trasforma in automi senza spirito critico.

          • Cacciatrice di stelle on

            Spero vivamente che Lei stia scherzando. Allora anche le cinture di sicurezza, il casco in moto, la presenza a lezioni universitarie, il segreto professionale, la fedeltà coniugale, il rispetto di standard qualitativi nell’industria sono state rese obblighi in quanto dannose?
            Dissento anche sulla Sua opinione sulla scuola espressa nel commento più in alto. Molte scuole PUBBLICHE sono usate come centro di indottrinamento, su questo non ci piove. Non può però fare di tutta l’erba un fascio, esistono molte scuole valide, nel privato e anche nel pubblico, e sicuramente non tutti hanno la capacità di fornire una istruzione superiore ai propri figli a casa propria, per cui la scuola serve e servirà sempre. Perché, mi spiace molto deluderLa, ma, allo stato di natura, forse non saremo proprio tutti scemi, ma ignoranti Le assicuro di sì.

  3. Cacciatrice di stelle on

    Noto che, nell’articolo, si fa ampia menzione di quanto accade dopo il matrimonio (divorzio e atrocità ad esso riconducibili), ma nessun accenno al cambiamento radicale intercorso negli ultimi cinquant’anni per quanto riguarda i rapporti di coppia PRIMA del matrimonio. A mio parere gran parte della riluttanza al matrimonio e alla famiglia dipende da questo cambiamento e, solo in seconda battuta, da quanto giustamente riportato nell’articolo.

    • Ma infatti ho scritto che sicuramente i motivi per cui la gente non si sposa più sono numerosi e probabilmente ancora poco chiari. Il libro di cui ho parlato, però, tratta delle ingiustizie subite dagli uomini a causa del femminismo e non fa un’analisi dei rapporti di coppia dal punto di vista storico.

      • Cacciatrice di stelle on

        Certamente, l’intento dell’articolo è chiaro. Non sono d’accordo con la poca chiarezza dei motivi. Per me sono fin troppo cristallini, ma purtroppo assai impopolari e impossibili da proclamare senza subire una lapidazione sulla pubblica piazza…