2018: le battaglie all’orizzonte

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Forse potrà sembrare eccessivo caratterizzare le prospettive di azione del nuovo anno con le immagini evocative di una battaglia ma non lo è.

Quello che si va sempre più delineando è il confronto tra due mondi, tra due concezioni antropologiche opposte che individuano una linea di faglia.

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Quando il 24 maggio del 2011 veniva pubblicato il libro “Inchiesta sul darwinismo” era già chiaro che quell’operazione andava a rompere i tradizionali schemi che bloccano la questione dell’evoluzione nello stereotipo del confronto tra la scienza da una parte e anacronistiche e irrazionali posizioni antiscientifiche dall’altra. La questione intorno alla teoria darwiniana veniva portata da una parte nell’ambito di scientifico nel senso più stretto del termine e dall’altra si poneva nelle sue implicazioni politiche e antropologiche.

 Nella quarta di copertina si legge infatti:

…Francis Bacon pensava ad una scienza al servizio del potere. Il nascente impero britannico, ispirandosi all’utopia proposta da Bacon nella “Nuova Atlantide” e alla successiva visione del “Leviathan” di Thomas Hobbes, si dotava nel 1660 dello strumento adatto: la Royal Society. Quando nel XIX secolo la teoria economica di Thomas Malthus venne fatta propria dall’Inghilterra coloniale e capitalista, il naturalista Charles Darwin la pose come fondamento della sua teoria sull’origine delle specie conferendole dignità scientifica.

Da quel momento la teoria darwiniana avrebbe costituito un paradigma indissolubilmente legato alle dinamiche imperialistiche e neoimperialistiche veicolate anche attraverso le politiche ONU. Una teoria scientifica che per tale motivo è stata “blindata” dalla Royal Society e da altre istituzioni impedendo che potesse essere seriamente messa in discussione.

Quella del darwinismo non è mai stata solamente una questione scientifica, la pubblicazione di “Inchiesta sul darwinismo” è stata seguita a stretto giro dall’apertura del sito ‘Critica Scientifica’ che aveva lo scopo di attuare un’azione più continua e “sulla notizia” rispetto a quella di un libro. Che in quel momento si stesse giocando una partita fondamentalmente culturale lo confermò una anno dopo autorevolmente M. Piattelli Palmarini in un articolo sul Foglio (agosto 2012) nel quale faceva delle affermazioni riguardo la sua pubblicazione del 2009 (Gli errori di Darwin):

Dunque il problema, più che di correttezza nelle dispute accademiche, riguarda il nocciolo duro della vicenda: avere infranto, con un saggio di grande spessore, non solo un paradigma scientifico, ma una cappa di conformismo culturale è cosa impossibile da accettare.

Un anno prima di quell’articolo io sostenevo nel libro che la teoria fosse stata “blindata” contro la stessa volontà di Darwin e questo veniva confermato da P. Palmarini quando nello stesso articolo ricordava un passaggio scritto da Darwin nel suo “L’origine delle specie”:

“Se si potesse dimostrare l’esistenza di un qualsiasi organo complesso che non abbia potuto essere formato attraverso modificazioni numerose, successive, lievi, la mia teoria dovrebbe assolutamente cadere” (Charles Darwin, “L’origine della specie”, 1859, trad.it, Boringhieri, Torino 1967, pagina 242).

Scrive proprio così? “Sì, nell’originale inglese Darwin scrive ‘absolutely break down’. Non dice che la sua teoria dovrebbe risultare allargata o estesa.

Ora, di tali organi complessi, impossibili da spiegare mediante la selezione naturale, ne sono stati trovati a iosa, come illustriamo in dettaglio nel nostro libro. Quindi, come Darwin stesso sosteneva, la sua teoria cade assolutamente”.

Ma anziché cadere di fronte alle evidenze contrarie la teoria è stata tenuta in piedi contro lo stesso parere di Darwin e questo richiede una spiegazione che parzialmente fornisce lo stesso P. Palmarini:

…non verrà mai dichiarato apertamente un abbandono delle tesi darwiniane. Per motivi extra scientifici (come l’orrore del creazionismo, che certo anch’io condivido), verrà presentato, appunto, come un allargamento, un perfezionamento, una coesistenza di teorie diverse.

Pigliucci, Pievani e altri vinceranno sociologicamente, non scientificamente. Anzi, stanno già vincendo.

Emerge con grande evidenza che se si vuole considerare la questione del darwinismo come una mera disputa scientifica non si comprenderà mai di cosa realmente si tratta. Quello che è in gioco è un sistema ideologico che come tale ha bisogno di imporre una determinata visione del mondo che è quella del liberismo, la visione deve essere quella di un’umanità essenzialmente animalizzata e finalizzata alle esigenze della produzione dove anche l’ambito politico sia infine soppiantato da una presunta applicazione di metodi tecnici non sottoponibili al giudizio democratico.

Ed eccoci giunti alle battaglie, battaglie che CS conduce da sempre e che nell’anno appena iniziato verranno portate avanti con un’incisività ancora più alta di quanto accaduto in precedenza.

La questione antropologica e politica connessa con il darwinismo si è confermata un tema sensibile presso l’opinione pubblica, un tema che le persone chiedono venga trattato in modo approfondito senza accontentarsi delle non spiegazioni apodittiche degli esponenti darwinisti e senza ascoltare i banali argomenti di antidarwinisti di comodo che fanno il gioco della parte opposta, la prova in questo senso è giunta dal grandissimo successo costituito dall’intervista COSE CHE NON VI RACCONTANO DI CHARLES DARWIN pubblicata su Byoblu di Claudio Messora, circa un’ora e venti minuti  di esposizione (un tempo quasi proibitivo secondo le consuetudini di Youtube) nei quali racconto i collegamenti tra darwinismo e ideologia liberista e gli errori della teoria. Le oltre 100.000 visualizzazioni raggiunte in due mesi sono un fatto del quale si deve e si dovrà tenere conto (gli esponenti del darwinismo in Italia, nonostante la grande visibilità sulle reti nazionali e nelle librerie, non hanno mai avuto risultati minimamente confrontabili): la questione del darwinismo sta quindi uscendo fuori dai discorsi di nicchia e dagli pseudo dibattiti con avversari di comodo che nascondono i veri problemi.

1- L’affermazione scientifica e sociologica del darwinismo non è più certa come in passato.

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In questi ultimi anni sono andate crescendo delle realtà culturali e socioeconomiche che aggregano personalità di grande rilievo e in grado di formare opinione, queste realtà si stanno dimostrando sempre più convergenti con le tesi socio antropologiche sostenute da me e in generale su CS fin dal principio.

L’azione che inizialmente era solo imperniata sul sito si è andata spostando verso un terreno più ampio e in sintonia con realtà emergenti che condividono le stesse istanze culturali e la stessa visione antropologica, si vanno così delineando e rafforzando rapporti personali e sinergie con realtà quali l’Interesse Nazionale di Diego Fusaro e A/simmetrie di Alberto Bagnai e Vicepresidente Marcello Foa, in più vanno considerate numerose altre collaborazioni editoriali e personali che non elenchiamo per brevità.

2- La questione antropologica ed economico politica che abbiamo sempre sollevato sta emergendo con forza. 

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La questione antropologica, la giusta collocazione del darwinismo con le sue problematiche scientifiche e le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche, hanno come naturale e principale luogo di confronto la formazione scolastica, ed è su questo terreno che andrà ad aumentare l’impegno.

Nel mese di febbraio sarà pubblicata una nuova intervista di Byoblu dove affronterò questo tema all’interno di una serie di incontri promossi dal canale di Claudio Messora. Anche sul versante della scuola sta emergendo la consapevolezza che un’opera di svuotamento e depotenziamento è stata condotta e che è necessario prima di tutto sensibilizzare per poi proporre iniziative concrete. Si dovrà porre l’attenzione su cosa insegnare e come, ovviamente una particolare attenzione verrà posta sul buono e corretto  insegnamento del pensiero scientifico, la ‘buona’ nuova scuola che si vuole imporre andrà contrastata con una vera buona scuola.

3- La formazione scolastica è il terreno di confronto emergente e strategico per la visione antropologica che si affermerà, è il luogo dove le linee di faglia dovranno confrontarsi con particolare energia.

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Per ultimo, ma non ultimo, il confronto sul terreno sociologico è adesso fortemente affiancato da una novità sul piano scientifico che farà sempre più sentire i suoi effetti, stiamo parlando della TRE, la Teoria delle Risonanze Evolutive, una teoria che spiega le dinamiche evolutive in modo alternativo al darwinismo e che promette di essere più esplicativa. Si tratta di una teoria che supera il darwinismo proprio in virtù di quanto ebbe a dire lo stesso Darwin nel passo sopra riportato:

“Se si potesse dimostrare l’esistenza di un qualsiasi organo complesso che non abbia potuto essere formato attraverso modificazioni numerose, successive, lievi, la mia teoria dovrebbe assolutamente cadere”

La TRE non contempla l’evoluzione per modificazioni numerose, lievi… come ebbe a dire Darwin, quindi la TRE è in alternativa alla concezione darwiniana, con buona pace di tutti coloro che si domandano insistentemente perché mai essa dovrebbe pensionare definitivamente l’evoluzionismo di tipo darwiniano e neo-darwiniano.

La TRE costituisce la più seria alternativa al dogma neodarwiniano e che ha i seguenti punti di forza:

a) è una teoria scientifica pubblicata su una rivista peer review, non è quindi attaccabile come argomento antiscientifico.

b) è una teoria dell’evoluzione, e quindi non è un supporto all’antievoluzionismo

c) non è riconducibile ad argomenti creazionisti e quindi non è screditabile con una semplice “reductio ad creazionistam”

 

4- i meccanismi neo-darwiniani hanno oggi un’alternativa reale e non costituiscono più l’unica possibilità di spiegazione né tanto meno un dogma indiscutibile.

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Nel mese di gennaio è prevista inoltre la pubblicazione della seconda edizione de “L’ultimo uomo” che ha riscosso un notevole successo di pubblico (tanto da superare le capacità di soddisfare le richieste da parte dell’editore)  con un ampliamento di alcuni argomenti e con un intero nuovo capitolo dedicato proprio alla scuola.

Questi sono dunque i punti sui quali si giocheranno i confronti e anche gli scontri in questo 2018, sullo sfondo resta la minaccia di una possibile restrizione della libera informazione legata ai provvedimenti contro la libertà di opinione sul web che vanno sotto il nome della pretestuosa lotta alle ‘fake news’ ma, almeno per ora, esiste ancora un sufficiente margine di azione.

Buon 2018 


NB: all’interno di questo quadro generale va detto con grande chiarezza che resta un’ampia libertà di opinione dei vari autori che collaborano su CS e che non si deve ritenere che condividano necessariamente tutte le idee qui esposte.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

  • valentino

    Sei un leone, non ti arrendi mai nemmeno di fronte ad un nemico irriducibile, nel mio piccolo, per quanto posso non ti farò mancare il mio pur modesto appoggio e sono certo che altri ben più titolati faranno lo stesso con apporti importanti, non me ne vogliano gli altri, tutti validissimi ma il pensiero è corso a Giorgio Masiero.
    Nel frattempo hai risvegliato in me vecchie passioni e ho deciso di rileggermi “il Leviatano” voglio capire cosa mi avesse tanto entusiasmato di quel libro, se la mia giovinezza ribelle, le tesi sostenute, o piuttosto gli stilemi visto che sono particolarmente sensibile al fattore linguistico; per questo motivo non lo rileggerò in lingua originale ma questa volta lo affronterò in italiano.

    Volevo scaricare l’ultimo uomo, noi poveracci non possiamo permetterci più di acquistare libri cartacei, ma l’indirizzo http://www.circoloproudhon.it/shop/lultimo-uomo/ mi produce un errore 404 che la pagina non si trova su quel server, al tentativo di accedere alla home-page con l’indirizzo http://www.circoloproudhon.it mi risponde FORBIDDEN You don’t have permission to access / on this server.

    Buon anno a tutti!

    • Maurizzio

      Valentino concordo nel considerare il Prof.Giorgio Masiero una colonna portante in questa libera Tribuna.Pur esperto(e titolare) di Fisica negli ultimi anni,mesi è riuscito a gareggiare con risultati brillanti anche nei pressi della Biologia e Palentologia.Alcune delle fondamentali materie per cercare di comprendere il rebus Evoluzione(evoluzione come materia di studio).Complimenti. Buon Anno a Voi nella speranza di 365(almeno lo auguro) giorni accettabili !

      • Enzo Pennetta

        Ciao Maurizzio,
        approfitto di questo tuo commento per ribadire il ruolo di Giorgio Masiero, il termine colonna portante è un altra felice definizione.
        Buon anno a te!

        • Maurizzio

          Un grazie grandissimo a te e a tutti i frequentatori del sito.Dalla A alla Z per il loro “democratico” contributo.Buon Anno.E se mi permetti,un grandissimo grazie anche a Greylines e alla correttezza nell’esporre la Teoria Darwiniana.Dibattuta in modo magnifico da entrambi(Greylines-Pennetta).Un sito ,un gioiello preziosissimo,nella marea infinita del “Nulla trionfante”all’interno di internet e della società attuale.

    • Enzo Pennetta

      Ciao Valentino, tu parli di leoni ed è una bella immagine, ma io posso testimoniare che questa definizione si addice certamente anche a te e ti ringrazio per il tuo sostegno che, lungi dall’essere modesto, è molto consistente oltre che per me importante dal punto di vista umano.
      E ti ringrazio per l’occasione che mi dai di dire pubblicamente quanto sia fondamentale per CS e per me personalmente l’apporto di Giorgio Masiero, un vero leone anche lui, oltre che gigante intellettuale, che non ringrazierò mai abbastanza per la sua presenza.

    • Enzo Pennetta

      PS per chi volesse leggere L’ultimo uomo faccio presente che l’editore ha cambiato nome diventando GOG e adesso si trova al seguente indirizzo:
      https://www.gogedizioni.it/prodotto/lultimo-uomo/

  • Maurizzio

    Di certo la Democrazia(nessuno chiede a Cs di partecipare ad un dibattito televisivo ?) in questo paese non esiste.Nello scorso mese nella cittadina di Castefiorentino(Prov.di Arezzo) su invito degli attuali gestori del potere comunale è stato invitato il prof…….(non posso citare il suo nome per non rischiare di essere invitato dai suoi Avvocati a non permettermi di nominare cosi tanta innominabile Altezza) in passato dal Prof.(vero Valentino, Pennetta ha un coraggio da LEONE) apertamente contestato.Niente di strano diremmo.Una normalissima conferenza “scientifica sull’evoluzionismo”.Semmai,direi,quello che in modo stupefacente sorprende sono le parole di incredibile esaltazione “Della Somma Mente,Luce di Verità ecc.ecc.” rivolte a questo signore da parte di una locale televisione aretina!.Dio quanto mi rendo conto di essere piccolo!

    • Enzo Pennetta

      Caro Maurizzio, pazientiamo, forse potrebbe arrivare anche quel momento.
      Se dovesse essere sarà però perché proprio non se ne potrà fare a meno, non un momento prima.
      Ma saranno loro a chiederlo per la preoccupazione di far sentire anche la loro voce e non solo la nostra…

      • Maurizzio

        Fino a pochi anni orsono,come giustamente affermavi,gli “avversari del Dio Caso”in pratica svolgevano solo una critica formale(Chiesa compresa).In fondo tutto poteva essere risolto(anche oggi comunque) con un qualche compromesso e tanta tantissima ignoranza da parte della “massa”.Trovare un qualche contestatore,preparato e coraggioso,era impresa titanica(cioè impossibile).Nel mentre continueranno a considerare gli “oppositori”(disponendo come sempre detto di tutti i mezzi economici,di comunicazione,di politica ecc.)”pericolosi sovversivi”da emarginare a tutti i costi.Ma piuttosto il loro problema vero è(immenso) avere di fronte una serie di Leoni capaci di ruggire(e possibilmente mordere)!!!

  • Giorgio Masiero

    Ringrazio Valentino, Maurizzio e Enzo per le gentili parole a me rivolte, che giudico al di sopra di quanto meriti. Le considero uno sprone a continuare sulla strada dell’interdisciplinarità, senza la quale non c’è spirito critico, e quindi nemmeno conoscenza, di alcunché.

  • Zimisc

    Una cosa non capisco, se il problema del darwinisno è
    “imporre una determinata visione del mondo che è quella del liberismo, la visione deve essere quella di un’umanità essenzialmente animalizzata e finalizzata alle esigenze della produzione” questo non cambia anche con una diversa teoria dell’evoluzione. Cioè, l’ideologia che ama considerare un accidente la differenza tra specie e dare diritti civili agli animali intelligenti (e contemporaneamente toglierla agli uomini inutili) può continuare tranquillamente il suo programma anche con una teoria dell’evoluzione diversa da quella darwiniana. O no?

    • Giorgio Masiero

      Una “ideologia che ama considerare un accidente la differenza tra specie” è darwinismo distillato!

      • Enzo Pennetta

        Concordo, il darwinismo per dichiarazione di Darwin è gradualismo, e solo con il gradualismo la differenza tra uomo e animali può essere considerata un “accidente” insignificante.

  • Bruno Cordani

    Idee assolutamente condivisibili quelle sostenute da Enzo Pennetta. Colgo però al volo l’implicito invito contenuto in quella “ampia libertà di opinione” di cui si parla alla fine dell’articolo per esprimere un mio sostanziale dissenso su un punto fondamentale, non perché il sottoscritto sia un estimatore del darwinismo ma proprio per il motivo contrario. Ritengo debole e ancora affetta dalla piaga dello scientismo la posizione di chi ritiene che il darwinismo, essendo insoddisfacente, debba essere sostituito da un’altra teoria più “scientifica”. Bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo e dichiarare apertamente che la nascita della vita e la sua evoluzione sono un fatto primigeneo, non ulteriormente riducibile e scomponibile ma connaturato con la manifestazione stessa della realtà.

    • Giorgio Masiero

      Capisco la Sua obiezione, prof. Cordani, che del resto è condivisa da diversi scienziati, anche premi Nobel. Però, almeno finché non avremo una definizione scientifica, univoca di “vita”; e almeno finché le nostre conoscenze non escluderanno la capacità di costruire strutture fisico-chimiche autoreplicanti e la loro esistenza in ogni regione dell’universo fisico; fino ad allora, io penso, la scienza naturale ha il diritto/dovere di studiare come può essere sorta spontaneamente la vita terrestre e come possa essersi sviluppata qui in tante forme diverse.
      Non siamo “scientisti” perché siamo aperti al fallimento. Né ci manca il “coraggio” di denunciare i limiti della scienza, dove questi sono dimostrati, perché sappiamo che ogni spiegazione scientifica rimanda ad un mistero più vasto.

      • Bruno Cordani

        Messa in questi termini sono totalmente d’accordo: abbiamo il diritto-dovere di indagare ben sapendo che c’è la possibilità (a mio parere la certezza) che non riusciremo. Per fare un paragone con la Fisica, non mi scandalizzo, anzi, mi fa piacere, se alcuni ricercatori cercano di ridurre la meccanica quantistica a quella classica (confesso che da giovane anch’io ho cercato di farlo), perché è doveroso non arrendersi subito di fronte a questa scioccante teoria ma indagare tutte le possibilità.