Il declino dell’uomo

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Nuovo Video di Byoblu: Ettore Gotti Tedeschi ed Enzo Pennetta parlano della mutazione antropologica operata dall’ideologia neoliberista.

Estratto della conferenza svoltasi il 14 marzo scorso presso la Fondazione Cristo Re di Roma dal titolo “L’Ultimo uomo: l’invenzione di un nuovo tipo di umanità. Dal darwinismo sociale alla società liquida.

Interventi che trattano in modo politicamente molto scorretto di scienza, economia e antropologia.

Ancora una volta Byoblu si conferma vero servizio pubblico dando spazio al pensiero non omologato che propone i veri dibattiti culturali di questo tempo.

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2 commenti

  1. Siamo dunque nella tenaglia tra due dittature. Da una parte
    quella della gnosi che in ultima istanza mi porta all’omologazione, alla
    perdita di identità, al Regno di Carosello, dall’altro quella della Chiesa (qui
    ridotta alla funzione miserrima di rassicurare, tranquillizzare, dare certezze)
    che sceglie al posto mio cosa sia bene e cosa male, cosa devo e posso pensare o
    cosa no.

    Personalmente rifiuto entrambe le dittature, anzi non le vedo proprio, non le considero tali. Le considero due fantocci che dal lato opposto del ragionamento si auto-alimentano La gnosi ha bisogno dell’immagine di un cattolicesimo illiberale per proporre la sua falsa libertà, il cattolicesimo di stampo fondamentalista ha bisogno della gnosi come nemico che lo induce a radicalizzarsi (evitando come la peste il pensiero critico). Due dittature che nentrambe non funzionano perché vivaddio esiste il libero arbitrio. Così come esistono una fede e una Chiesa molto più grandi, belle e dinamiche (evoluzione) di come qui vengono dipinte. Infatti non mirano alla conservazione ma nientepopòdimeno che al Regno di Dio.

    Ci vorrebbe credo un poco di più di umiltà perché Dio non lo
    conosciamo, possiamo e dobbiamo solo adorarlo e cercarlo (con l’aiuto della Chiesa e
    oggi di papa Francesco).

    Come dice la Gaudium et Spes (43) “Non pensino però (ilaici) che i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, ad ogni nuovoproblema che sorge, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una
    soluzione concreta, o che proprio a questo li chiami la loro missione; assumano
    invece essi, piuttosto, la propria responsabilità, alla luce della sapienza
    cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero”

    Io penso con Theillard de Chardin che caso, necessità,
    evoluzione siano in un certo modo il libero arbitrio della natura. Sappiamo con
    certezza che un fine esiste ed è buono ma non possiamo presumere senza peccare
    di diabolica presunzione di conoscere già dove ci stiano portando. Perché come ci
    assicura il catechismo la nostra libertà è parte essenziale del disegno di bene
    dell’altissimo e Dio deve per forza essere un pochino più grande e complesso di
    noi.

  2. Gotti Tedeschi avanza il sospetto che il pensiero del papa, addirittura nella stesura delle encicliche, sia eterodiretto (Booom !). Come definrlo ? Irriguardoso ?