Cannabis: dopo la commercializzazione è più rischioso parlarne contro

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CON L’APERTURA DEI NEGOZI DI CANNABIS ENTRO I LIMITI DI LEGGE ECCO ARRIVARE I PRIMI EFFETTI NEGATIVI, QUALCUNO ANCHE INATTESO.

Non sono passati molti mesi da quando è stata concessa l’apertura dei primi negozi di cannabis entro i limiti di legge ed è già possibile fare un primo bilancio su alcuni effetti alcuni dei quali anche imprevedibili.

Un primo effetto è quello della possibilità di pubblicizzare il prodotto, è innegabile quanto questo incida sulla percezione comune e sul consumo, anzi rispetto al tabacco la possibilità di pubblicizzazione è maggiore in quanto il “brand” non è legato a singole marche (per ora) ma al prodotto in sé, un esempio di questo si è visto in questi giorni a Roma dove in occasione dell’iniziativa “Canapa mundi” si è visto un proliferare di cartelloni pubblicitari come mai era avvenuto in passato, segno che il business incomincia a funzionare e arrivano gli investimenti. E questo sarà solo l’inizio dato che intorno al business della cannabis si stanno muovendo classi del calibro di Novartis e Marlboro, i personaggi che dichiaravano di voler combattere le mafie hanno fatto il gioco delle multinazionali, sulla pelle delle nuove generazioni.

Qui di seguito alcune immagini dei numerosi cartelloni pagati per la “Fiera internazionale della canapa”, qualcosa che per il tabacco non si è mai vista.

E se con gli interessi commerciali arriva la pubblicità a fare da moltiplicatore di vendite e, fattore non secondario, a creare un immaginario di normalità che funzionerà da abbattitore di remore per l’uso, con essi è giunta anche inaspettatamente la possibilità di intimidire chi volesse promuovere iniziative lesive del commercio della cannabis, un esempio di questa potenzialità è stato segnalato dal sito “Ambiente Bio” i quale riferisce di una diffida fatta pervenire a Mario Adinolfi per aver chiesto la chiusura dei negozi di vendita legale dopo la scoperta di un certo numero di lotti non tracciati e quindi illegali, ritirati da alcuni negozi di Forlì.
Al di là del tipo di illegalità riscontrata e della discutibilità dell’estensione di un provvedimento giustificato per un numero circoscritto di casi ad un’intera categoria, resta il precedente di un’azione legale contro qualcuno che chiede provvedimenti contro la diffusione della cannabis.

In poche parole, essendo la cannabis adesso un’attività lecita, sarà possibile essere denunciati per danni se si solleciteranno provvedimenti restrittivi alla vendita stessa, attenti a chiedere la chiusura del negozi che vendono cannabis perché potrebbero seguire azioni legali. La particolare virulenza delle azioni contro chi fa affermazioni contrarie all’uso della cannabis era del resto emersa già in precedenza quando nel 2017 su denuncia del sito Dolcevita due giornalisti del TG3 erano stati sanzionati per aver esagerato gli effetti negativi del THC, un principio attivo della cannabis, che al di là del rigore di cronaca, nella lotta contro un’abitudine nociva sarebbe un fatto se non irrilevante addirittura meritorio.

Tutto questo quando giungono invece nuove conferme della tossicità della cannabis, come apparso recentemente su Repubblica che non è mai stato un quotidiano bigotto o conservatore.

Con la commercializzazione della cannabis, prima ancora delle conseguenze sulla salute, si sono potute registrare delle conseguenze sulla promozione dell’uso e sulla simmetrica dissuasione dall’intraprendere azioni contrarie alla vendita e alla condanna della sostanza stessa.

L’esperienza del Colorado ha dimostrato che la commercializzazione non toglie business alle mafie, in compenso ci consegna a realtà con potere intimidatorio molto maggiore delle mafie stesse, gli studi legali.

Adesso tutto si farà più difficile e forse scrivere articoli come questo potrebbe diventare un rischio.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

20 commenti

  1. Serenamente,tranquillamente come direbbe un politico di cui non sono amico ma in fondo uomo che sa affrontare a dovere il tempo che passa: l’alcool in ITaly è libero,sostanzialmente anche ai minori(non ufficialmente ecc.ecc.) ma dopo un massimo di un litro(costo della bottiglia pochi euro)il giovane e meno giovane ne esce ubriaco,cioè out.Fumare tutto il giorno spinelli(basta avere euro a sufficienza;ricavati onestamente o meno) da questo momento storico;per il Colorado,per L’Italy o chi sa quale altro paese è possibile!Gridate vi prego:Viva il Libero Mercato !!!! Sballati alla guida di auto e moto tutto il Santo Giorno…..hurrah,hurrah,hurrah…..Viva La Santità del Capitalismo liberatore !!!

  2. Sono nato in una cittadina sotto i ventimila abitanti ma ho abitato(vivo tutt’ora) a Firenze.Ebbene in questo,tutto sommato piccolo centro,in pochissimo tempo, sono nati almeno 5 negozi di cannabis “legale”(se riesco a contare bene….forse anche 6).Belli floridi, anche se non vedo mai nessuna persona indaffarata a procurarsi la dose quotidiana.Strano.Cavolo gente come dicevo sopra :la Libertà e Libertà.O tutto o niente….please.

  3. Ho a lavoro un collega con la SLA, questi essendo giovane non si è mai tirato indietro sapendo che la marijuana da a persone che sono nel suo stato, benefici che nessuna medicina chimica è in grado di imitare e a suo dire dall’avvento (per cosi dire) della marijuana di Stato, l’unica differenza che ha notato, è che l’alto costo di questo prodotto, che potrebbe benissimo essere venduto alla metà ma viene preferito il doppio, ha comportato un aumento della cannabis in mano ai spacciatori e nulla più, peraltro la marijuana classica è e resta più efficiente per i suoi problemi, se confrontata con quella gestita dallo Stato, tanto che se la trova la preferisce anche se poi non trova con facilità i semi, con i quali tra le tante altre cose si nutre.

  4. Fabio Vomiero on

    Io credo che in una società, che peraltro ama autodefinirsi impropriamente civile, qualunque sostanza ritenuta pericolosamente psicoattiva, tossica e/o cancerogena, dovrebbe essere messa prontamente al bando o quantomeno fortemente regolamentata, senza alcuna distinzione di sorta e senza guardare in faccia nessun tipo di business, rimanendo eventualmente disponibile, se serve, soltanto in campo medico. Altro che libertà di fare quello che si vuole. Cannabis, droghe varie, fumo di tabacco e alcool, tanto per cominciare. Inoltre, la medesima società civile, dovrebbe seguire stili di vita appropriati perchè finalmente consapevole di tante cose e avere rispetto per il prossimo, per gli animali, e per l’ambiente, come minimo. Per quanto mi riguarda, la società in cui vivo non rispetta minimamente questi criteri e quindi, ancora per quanto mi riguarda, la considero intellettualmente e comportamentalmente misera. E’ per questo che, come sapete, difendo da sempre la scienza e la mentalità scientifica, che unisce e propone concretamente soluzioni a problemi immensi, e non me ne faccio niente invece delle inutili ideologie di tipo sociologico-filosofico-religioso, che creano soltanto miti e divisione.
    Nel merito, due recenti lavori che, semmai ce ne fosse ancora bisogno, mostrano ancora una volta un certo tipo di risultati.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30706169
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30762090

    • zoldan valentino on

      Ma dott. Vomiero, mi sta dicendo che una civiltà evoluta mi impedirebbe un bicchiere di vino a pasto, e magari saltuariamente un bicchiere con gli amici in osteria? Avrei un problema a ritenere questa società evoluta anche tenendo conto che tre pilastri alimentari delle civiltà mediterranee sono stati il grano (meglio, i grani), l’olio d’oliva e il vino. Come dice mio fratello (scherzando ovviamente) i popoli civili pasteggiano con il pane bevendo vino, quelli incivili li riconosci perchè mangiano patate e bevono birra.

      • Fabio Vomiero on

        Direi che un buon bicchiere di vino a pasto non si dovrebbe negare a nessuno, Valentino. Tuttavia è giusto ricordare che l’evidenza scientifica sta mostrando oramai come l’alcol etilico (etanolo), anche in quantità moderate, sia tossico, psicoattivo e cancerogeno, e ciò, a mio avviso, dovrebbe quantomeno stimolare qualche riflessione sulla possibile gestione del suo consumo. A dir la verità qualcosa si sta già giustamente facendo, ma per esempio si potrebbero intanto abolire i superalcolici e considerare la sbronza come un reato…

        • Dottore reato è reato da sempre.La sbronza non è tollerata nei paesi civili.Il problema è semmai il facile perdonismo.Ma il terrore viene quando certi esseri pretendono di guidare auto o moto o altro!Per il vino una dose giornaliera(seguo su facebook uno dei più grandi esperti di alimentazione ecc.;nativo di Arezzo;comunque anche per lui l’alcool è un veleno)massima di 2 bicchieri e mezzo,nell’arco della giornata è abbastanza tollerabile.

  5. Dott.Vomiero, quando arriveremo a ciò che anche Lei si auspica, sicuramente avremo raggiunto quella che molti chiamano “evoluzione” ,ma non solo materiale e corporea ,ma bensì mentale e spirituale.Siamo ancora lontanissimi da questo obbiettivo.ps.Se mi è concesso atteggiarmi ad esperto di cannabis(sono solo un volontario;oggi abbastanza anziano; che vive e è vissuto all’interno di gruppi di scoppiati, desiderosi e alla ricerca del “benessere” 24 ore su 24) l’uso di questa pianta può risollevare,direi,il “morale”dei pazienti in ricovero medico e probabilmente alleviare un pò l’eventuale dolore.

  6. Gentile Maurizzio (o Maurizio..), come ha postato il signor Fabio, si può e credo, si debba, lasciare un libero uso a scopo medico, terapeutico. Non sono in grado di giudicare, però mi lascia perplesso il fatto che questa pianta debba sollevare il morale di “scoppiati, desiderosi e alla ricerca del benessere 24 ore su 24” oltre a definire “dolore” questo tipo di malessere. Probabilmente non ho compreso bene il senso di quanto lei ha scritto. Tempo fa uno psichiatra, con trentanni di esperienza, interpellato dal Corriere, disse: non ho mai conosciuto un malato di schizofrenia precoce, che non abbia fatto uso di cannabis da giovane, il che, però, non vuol dire che tutti quelli che assumono cannabis da giovani, si ammaleranno di schizofrenia precocemente. Ecco mi fido di quello che ha detto quello psichiatra (confermato da altri a cui ho posto la stessa domanda) e considerato che, come per sigarette ed alcool, per i giovani è facile aggirare i “controlli”, ci aspetta un bel futuro. Saluti

    • Gentile Carlo Pia, la Scienza ha abbastanza dimostrato che la cannabis,in certe situazioni può alleviare il malato.Comunque è molto probabile che sia cosi:siamo in una società di stressati,(in parte scoppiati)dove tutti devono essere Uno,il numero UNO.Se non hai tutto e subito inizia l’autodistruzione…..ps.Durante la rivolta(democratici contro “socialisti”) di giorni fa ,in un paese confinante(compreso un piccolo tratto di mare…..nei pressi della puglia e della calabria)l’Italia ;ho notato la Polizia(di quel paese che non voglio pronunciare) in immagini del telegiornale rai uno,che incendiava rami di una grossa piantagione clandestina di cannabis……E i dimostranti protestano per la corruzione dei vertici(politici) di questo paese!!!!Oramai l’iTALIA è un “porto di mare”…..dunque “APRIAMO(ulteriormente?????) I PORTI.”…! Saluti anche a Lei.

  7. Uso la deformazione del nome Maurizio(maurizzio) per comodità.Non è un errore di stampa.lo uso anche su un quotidiano locale online e su un quotidiano nazionale,sempre online.

  8. Il fatto è che la gente fuma lo stesso, anche dopo la fine dell’ era delle pubblicità sul tabacco. È una scelta volontaria. conoscono i rischi e lo fanno lo stesso.
    È inutile cercare di ostacolare questo sviluppo. Solo la esperienza soggettiva delle potenziali conseguenze può limitare o permettere ad una persona di evitare l’ uso.

    • Enzo Pennetta on

      Però è d’accordo che la pubblicità al tabacco non vada fatta. e così anche per la cannabis la pubblicizzazione e la commercializzazione aumentano il consumo, anche quello illegale.

  9. Io conosco una persona con problemi mentali, che mi ha detto di averne fatto uso. I suoi problemi sono emersi a 19 anni, e ha passato un periodo molto molto turbolento. Però penso che centri anche la questione ereditaria. Sua madre soffre di problemi mentali simili ai suoi.
    Però sono passati 3 anni, e dopo le terapie, adesso è una persona normale, suppongo. Insomma, ci puoi parlare tranquillamente, in modo razionale.

    • Enzo Pennetta on

      L’uso terapeutico è un falso problema,ad esempio nessuno mette in dubbio l’uso della morfina.

  10. Premesso che chiunque faccia un uso abituale di droghe, siano esse leggere e/o pesanti, si pone automaticamente tra i falliti e reietti della cita; io saarei per la legalizzazione della vendita e dell’uso di ogni tipo di droga, sia essa leggera o pesante.
    Innanzi tutto si sottrarrebbe il controllo alla mafia e alle varie organizzazioni criminali, consentendone una notevole riduzione del prezzo e una preparazione in ambiente completamente controllato, asettico e sterile garantito dalle case farmaceutiche… relativamente agli aspetti etici, è solo un falso e stupido problema: ogni individuo è completamente signore e padrone della propria vita, se la vuole sciupare iniettandosi sterco di cavallo nelle proprie vene liberissimo di farlo. Almeno la completa legalizzazione delle droghe qzzererebbe tutta la criminalità legata ad essa.

    • D’accordo con quello che dice(dici).Però eliminata una mafia(più mafie) e considerando che le droghe “leggere” potrebbero essere coltivate sul propio terrazzo di casa per quanto riguarda le droghe “pesanti” occorrerebbe(occorre) un produttore, terreni agricoli,laboratori ecc.ecc. Cioè una nuova mafia ma che non dovrebbe essere chiamata mafia(comprese le case farmaceutiche?)!Oppure lasciare tutto questo lavoro allo stato(case farmaceutiche e produttori “statali”?)!!! Mah a volte mi rileggo la” Rivolta dei Boxer “e penso…….

      • Case farmaceutiche… why not ?
        Alla fine è un prodotto chimico, e garantirebbero i necessari standard di qualità e di confezionamento in ambiente asettico del prodotto, il quale verrebbe venduto a prezzi sicuramente non più elevati di quelli del mercato nero.

    • Francamente non mi trovo daccordo su niente di quello che ha scritto.

      Se lo Stato fa quello che fa la mafia, se nei fatti lo stato diventa criminale, non vedo come sia importante il “sottrarre il controllo alle varie organizzazioni criminali” perchè si ha semplicemente creato un’altra organizzazione criminale. L’errore è nel credere che se cambiamo l’etichetta, cioè se chiamiamo “legale” ciò che è “illegale”, allora cambia anche la sostanza (cioè insomma si fa finta che le parole non abbiano significato).
      Sempre sullo stesso filone di pensiero, non vedo perchè la riduzione del prezzo o la preparazione in laboratori asettici sia di per se rilevante o desiderabile.

      Per quanto riguarda gli aspetti etici, certamente non falsi, stupidi o banali, nessun individuo è completamente signore e padrone della propria vita visto che lei non si è creato da sè. Inoltre il credere di poter disporre a piacimento della propria vita è per me segno di una malattia chiamata “delirio di onnipotenza”.

      Infine, la sua completa e assoluta noncuranza, menefreghismo della vita degli altre persone, oltre, mi dispiace ma è così, a disgustarmi, mi permette di fare una riflessione generale riguardo la libertà.
      Troppe persone credono che la libertà sia “fare ciò che si vuole” o che “la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri”. È davvero triste come la libertà sia così svalutata. Penso che la libertà non possa in primo luogo essere divisa dall’aspetto etico, cioè anche se sono libero di scegliere, quello che scelgo non è per forza “bene” ma può essere anche “male”. Questo aspetto morale da valore alla nostra libertà in quanto stabilisce che le nostre scelte non sono tutte identiche. In secondo luogo un mondo con questa idea di libertà è fatto da uomini-monadi, atomi completamente isolati tra loro, senza canali di comunicazione o relazione: “tu fai quello che vuoi e io faccio quello voglio”. Quella che è venuta a mancare è la cura per le altre persone, un comportamento che ha permesso lo sviluppo della civiltà umana.

      Vedo che è in atto la più classica delle strategie di guerra contro gli uomini: divide et impera.

      Dunque perchè mai dovremmo legalizzare le droghe se rischiamo di far gettare nel fango la vita di altri esseri umani?

  11. Ci sono già migliaia,milioni, di piccoli laboratori “del piccolo chimico” in azione(in tutto il mondo) ! Una droga di “stato”avrebbe tanti e tali concorrenti(alla fine per battere la concorrenza dovrebbe regalare le “pastiglie”)che dubito in un vero “successo”.Davide permettemi:forse non conosci bene le case farmaceutiche? inoltre,Davide,tieni conto che il mondo occidentale fa già enorme uso di ogni genere di “droghe”:tranquillanti,stimolanti e mille altre varietà…..ps.Mi viene sempre in mente l’america e i decenni passati,quando se non “andavi” dallo psicanalista eri un fallito…….oggi se non ti impasticchi non …sei nessuno.Cari saluti.