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La “razza dei capi”

Di - 31 maggio 2012 50 Commenti

“…fissare le qualità della razza dei capi è un’impresa impossibile”.

Charles Galton Darwin, 1953.

 

Non è possibile stabilire a tavolino chi avrà le qualità di un “capo”, e il fenomeno Beppe Grillo lo dimostra.

 

Ma oltre al carisma del capo, qual è il programma del movimento 5 Stelle su temi come i cambiamenti climatici, eutanasia, controllo delle nascite?

 

 

Lo stato agonizzante dei partiti tradizionali seguito all’insediamento del governo dei “tecnici” ha spianato la strada al “fenomeno” Beppe Grillo, l’unico uomo nuovo del momento, ma adesso non basta più criticare, è necessario che vengano proposti dei programmi.

Abbiamo visto nell’articolo del 15 maggio in CSStrane profezie per il 2050… quali siano i programmi del suo “amico” Roberto Casaleggio, ma quanto è emerso dai filmati messi in rete non è stato tranquillizzante.

Lo stesso pensiero lo debbono avere avuto in molti se il 30 maggio lo stesso Roberto Casaleggio si è sentito in dovere di scrivere una lettera aperta al Corriere della Sera: “Casaleggio: «Ho scritto io le regole del Movimento 5 Stelle»“, una lettera nella quale afferma:

Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui.

Non è poco, in pratica Casaleggio ha affiancato il fenomeno Beppe Grillo e ne ha ricavato un movimento politico, che adesso ha un capo e un organizzatore. Ma quello che segue è molto interessante, lo stesso diretto interessato elenca quali sono i sospetti che sono stati avanzati sulla sua figura:

Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c’è solo Gianroberto Casaleggio.

Casaleggio sceglie dunque il principale quotidiano italiano per tranquillizzarci, per dire che non è vero che in pratica egli sarebbe uno strumento scelto da “i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs “, per cavalcare un cavallo di razza, un esponente della “razza dei capi” come Beppe Grillo e guidarlo in una direzione “desiderabile”.

Ma c’è qualcosa che non convince nella dichiarazione di Casaleggio, qualcosa che solo in pochi hanno notato, il riferimento è alla frase con cui conclude la lettera:

Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense».

«Honi soit qui mal y pense»…. cioè “Il male a colui che pensa male” una breve frase che da sola è in grado di mettere in dubbio tutto quanto è stato affermato prima.

Si tratta infatti del motto di uno dei più antichi ordini cavallereschi, l‘Ordine della Giarrettiera, fondato nel 1348 da re Edoardo III e tuttora esistente con a capo il Re d’Inghilterra, non proprio una presa di distanza dai cosiddetti “poteri forti”. La cosa non è sfuggita al giornalista Francesco Maria Del Vigo che su Il Giornale del 30 maggio, nell’articolo “Se voti Grillo voti Casaleggio Lettera del guru al Corriere: “Sono cofondatore del M5S”” ha così commentato riprendendo il discorso di Casaleggio:

“Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, Honi soit qui mal y pense”.

Casleggio chiude così la sua missiva, con una citazione dell’ordine della giarrettiera. Giusto per non smentire la sua passione per l’epopea cavalleresca ma, soprattutto, per i gruppi ristretti, chiusi ed elitari. Tutto il contrario di quello che il Movimento 5 Stelle racconta di essere.

Ma l’insolita frase era stata già pronunciata dallo stesso Beppe Grillo in occasione della contestata affermazione in Sicilia del 30 aprile, come riferito nello stesso blog di Beppe Grillo “Mafia: honi soit qui mal y pense“.

Quanto dunque il “Casaleggio pensiero” influisce sulla linea di Grillo e del M5S?

Al riguardo bisogna dire che di segno opposto appare invece la dichiarazione con la quale Grillo propone di nazionalizzare le banche, una proposta che non farà certo piacere ai “poteri forti”. Sembra insomma che mentre Grillo manda messaggi preoccupanti per i poteri forti, Casaleggio lavori in senso opposto. Del resto la sua presa di distanze da realtà come la massoneria non risulta convincente non solo per l’utilizzo del motto dell’Ordine della Giarrettiera, ma  anche per alcuni simbolismi e idee apparse nei video da lui pubblicati:

Simbolismo massonico nel video “Prometeus

La distruzione dei simboli “occidentali”, ma in realtà solo di quelli cristiani, nel futuro ipotizzato nel video “Gaia il futuro della politica“.

 

Sarà importante vedere quale sarà veramente l’orientamento del “M5S” non solo sulla nazionalizzazione delle banche (che sembra decisamente troppo pericolosa per poter passare), ma anche su temi come l’applicazione del Protocollo di Kyoto, l’eutanasia, l’aborto, le politiche di controllo delle nascite nei paesi poveri, la politica estera.

La situazione appare dunque poco chiara, bisognerà aspettare ancora.

Per il momento gli unici ad essere rassicurati dall’utilizzo del motto «Honi soit qui mal y pense» sono i “fratelli” frammassoni e “Londra”.

 

 

 

 

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50 Comments »

  • Giorgio Masiero scrive:

    Qualcuno conosce una, dico una sola, banca italiana “privata”?

  • Enzo Pennetta scrive:

    Direi che bisogna vedere cosa resterà di italiano in Italia….
    Le privatizazioni quando vengono fatte corrispondono ad una svendita a realtà estere

    • Riccardo scrive:

      Più o meno perchè quelle che vengono fatte non sono vere privatizzazioni!
      D’accordo con il professor Masiero su questo punto.

    • Leonetto scrive:

      Precisamente.
      Ad ogni per quanto detto su ovviamente se esiste una banca centrale europea…vanno da se alcune cose..è ovvio.
      Quanto alla statalizzazione che alla privatizzazione fanno danni esagerati entrambe le cose,il tutto è amministrarle correttamente con cognizione di causa e impedire “abusi” o irregolarità.
      La cosa più distruttiva è esattamente quella che dice Enzo che si verifica sia direttamente che indirettamente.
      Prendiamo anche piccole-grandi realtà provinciali o comunali.
      Ammettiamo che in una data cittàsi estragga un qualche minerale che appartiene ai monti di quella città.Per qual motivo quel minerale estratto dovrebbe venir inviato a lavorare in cina invece che nei laboratori della città stessa?E perchè se arriva una società a mettere un laboratorio nella suddetta città da un altra regione o città oltre che dirigenti e capi-settore si porta anche artigiani-operai o si cura di assumerne altrove magari “stranieri”(niente contro questa cosa in se per se)invece che affidarsi prima alle disponiboilità di esperti autoctoni?
      La città viene privata di una risorsa sua che viene svenduta e la popolazione rimane impoverita di una risorsa che gli appartiene.
      Lo stesso ,ahimè,quando vengono statalizzate spesso fra nepotismi fra “rigiri”, tagli,risparmi,negligenza,mancanza di stimoli di interesse personale dietro la cosa,incapcità di amministrare il bene viene fatto andare in malora.
      Per tutta una serie di cose analoghe più una feroce tassazione una crescita economica è qualcosa di semplicemente impossibile.
      E’ un po’ quello detto in altra sede riferendosi al bisogno di una produzione sotto il controllo della comunità piuttosto che ‘alienato’,autonoma rispetto alla fonte di risorse e mirata alla cooperazione di città,regioni.
      Mentre invece “viene fatto muro su muro” e ogni possibilità viene pesantemente stroncata prima o dopo.
      Riguardo alla tassazione poi è feroce,l’anno successivo a quello di apertura dell’attività arriva la “grande botta iniziale”di tasse e contributi che compromette molto la attività,senza contare l’IVA e il fatto che fra saldi ed acconti in un anno alla fine della fiera di tutto ti trovi in tasca pressocchè la metà o meno del fatturato(se va bene) poi devi contare le tasse personali di sostentamento da versare..
      Per comprare una casa e ricevere un prestito per questa cosa devi dare una casa in garanzia…o devi aver una busta paga altrimenti”pedalare”..poi arriva un omino fresco fresco dei suoi plurimi posti fissi che dice che il posto fisso è noioso…
      Bisognerebbe anche vedere che l’uguaglianza statale=pubblico che molti credono o fanno tranquillamente è di fatto una mera fantasia..

  • Giorgio Masiero scrive:

    Sono d’accordo con i diversi commenti.
    Le uniche cose che ho visto del programma di Grillo mi fanno o ridere (la nazionalizzazione di banche – che sono già tutte pubbliche -; la moneta parmense per pagare gli stipendi; ecc.), o piangere (blocco della Tav – più camion?! -; blocco del termovalorizzatore emiliano – gli emiliani porteranno a smaltire i loro rifiuti in Olanda a 109 euro la tonnellata, come i napoletani? -, ecc.).

    • Leonetto scrive:

      Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole, gratuità dei libri di testo mettendoli a disposizione in formato digitale, accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie, insegnamento gratuito dell’italiano agli stranieri e sviluppo di strutture di accoglienza per studenti.E’ la deificazione della rete(già ho avuto modo di dire alcune falle in primis il sondaggio fatto in sito dai grillini facilmente falsificabile)
      Bello anche quanto “pare” a qualcuno ma in primis…chi paga?
      Nel campo dell’energia e dello smaltimento esattamente proff.Masiero avviene un qualcosa senza alcuna analisi di tipo economico o “ingegneristico”.Semplicemente,con molta demagogia,si mescolano incentivi all’energia,abolizione degli inceneritori etc..sempre tutto senza però scendere poi nel dettaglio pratico..
      Una serie di discorsi che a parole introducono pseudo-misure protezionistiche volte ad aiuti di Stato ad industrie inefficienti e politicamente connesse,e comunque senza cognizione di causa..
      Del resto Grilo delizia con analisi di questo tipo:
      «La riforma delle pensioni deve iniziare da chi in pensione c’è già, senza alzare continuamente l’asticella dell’età pensionabile accampando la scusa risibile dell’aspettativa di vita. Non me ne frega un cazzo delle statistiche»
      Sicuramnete sbagliano quelli che dicono che il M5S non ha un programma,fa bene Grillo ha dire che c’è etc..il problema è che quel programma è “risibile” traslato nel concreto..

    • Enzo Pennetta scrive:

      Riguardo alla banche, pensandoci bene parlare di nazionalizzazione svia il problema, quello che non viene menzionato infatti è il ritorno alla sovranità monetaria.

      Per il resto mi sembra che quando si dovrà rendere una posizione su tutti quegli argomenti il movimento, che è unito solo dal “NO” rischia di andare in frantumi.

      @Leonetto
      tutto quel parlare di Internet a scuola come se fosse quello il problema da risolvere per migliorare l’istruzione, fa venire la pelle d’oca ad un tradizionalista come me!

      • Piero scrive:

        Non si tratta di tradizionalismo, ma di deificare un mezzo come se fosse la panacea di tutti i mali.
        Una volta si parlava dei problemi dell’agricoltura in Italia, manco a farlo apposta, da attivissimo, e la soluzione per un tizio quale dovrebbe essere? “Vendi la frutta su internet”…

        Poi c’e’ una cosa che non capisco: come mai tutti quelli che complottano, nella fattispecie, i massoni, devono per forza mettere dei simboli massonici, o motti che richiamino ad ambienti elitari ed esclusivi?
        Cavoli, se io volessi conquistare il mondo, nei miei messaggi metterei tutto e solo quello che i miei ignari ed ingenui interlocutori volessero sentirsi dire…
        Avete mai visto “Segreti Svelati” su History Channel?
        C’era una puntata sulla Statua della Liberta’: tutto, ogni singolo monumento negli USA pareva essere un messaggio massonico. :D
        Ma dico io? ma c’e’ bisogno di un monumento alto 55 metri che si vede dall’oceano per ricordarti che sei un massone?

        • Enzo Pennetta scrive:

          Mah… forse la Statua della Libertà potrebbe servire a ricordare agli altri chi è che comanda! :)

          • Piero scrive:

            certo. ma se uno non e’ iniziato come fa a capire i segni?

          • Leonetto scrive:

            Esatto “la Statua della Libertà potrebbe servire a ricordare agli altri chi è che comanda! ”
            I segni,se ci sono, sono lasciati “per” gli iniziati.
            E’ un po’ la firma sull’opera a cui l’artista non può rnunciare..
            Il titolo ufficiale della statua della libertà è il seguente: “Liberty Enlightening the World”- La Libertà che
            Illumina il Mondo. Infatti mantiene una Torcia che Illumina, riferimento ai massoni illuminati e la loro Torcia
            Fiammeggiante della Ragione,(la figura riferisce chiaramente a semiramide) nella Placca posta sulla pietra d’angolo della statua:
            http://depositfiles.com/files/umxs8tbqa
            testimonia come venne posta seguendo il rituale massonico.
            Bartholdi ed Eiffel erano noti massoni…
            Questi son fatti poi non è detto ci vadan ricercate per forza certe cose però ecco alcune cose son chiare per quel che sono.Perchè uno dovrebbe usarle altrimenti?O è uno scherzo,una burla, un gioco o è fatto con cognizione di causa…il caso direi si esclude tranquillamente..

          • Enzo Pennetta scrive:

            Perfettamente d’accordo, aggiungiamo che nella mentalità esoterica i simboli agiscono pure sull’inconscio.
            Almeno così dicono…

          • Piero scrive:

            Si OK.
            Che tenga una torcia, mi sembra perfettamente normale, visto che doveva fare da faro per il porto di New York.
            OK Bartholdi e Eiffel erano massoni, daccordissimo, e’ abbastanza normale visto il periodo e quello che facevano.
            Ma trovare cose tipo “l’altezza della statua, espresso in piedi, meno un pollice sommando le cifre (a caso ) si ottiene 7 che e’ un simbolo massonico”. Poi a parte che su un’altezza di 55 metri, “meno un pollice”, 2.54 centimetri ci stia come errore di tolleranza, e che sommando delle cifre fino ad otterere un numero di una sola cifra, si ha poco piu’ del 10% dipossibilita’ di beccare un “simbolo massonico”.
            Poi una statua a tutto tondo, essendo a simmetria “cilindrica”, mi sembra ovvio che dividendola in quarti secondo le direzioni cardinali, si avra’ sempre un insieme di 4 elementi inframmezzati da 3 altri. 4+3=7 simbolo massonico!!
            Mi ricordo di una puntata di Quark dove misuravano una cabina telefonica e ci trovavano tutte le costanti matematiche che si volevano!!!

          • Enzo Pennetta scrive:

            Sono d’accordo con te Piero, è assurdo cercare tutti quei presunti significati nascosti, con quel metodo potrei trovarne anche nelle misura del mio lavandino!

      • Leonetto scrive:

        Certo ..come ho detto ed ha ribadito Piero è una vera e propria deificazione..
        Come giustamente dici tu Enzo..fosse quello il problema dell’istruzione…

        • Leonetto scrive:

          E alla deificazione della rete ricordiamo che si aggiunge “l’abolizione” ,diciamo così,della moneta..
          Già nel piccolo:
          http://www.leggo.it/news/politica/parma_i_grillini_pensano_alla_loro_moneta_batteremo_il_signoraggio/notizie/180654.shtml
          http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2009/12/eliminazione-del-denaro-contante.html
          E questo è un argomento che è anche al di fuori di Grill e del M5S….
          La digitalizzazione raggiunge livelli esasperanti…
          Purtroppo chi c’è più vicino chi più lontano tutti sapranno dei recenti terremoti in emilia romagna(io un paio di scosse le ho anche sentite,ovviamente qui da me non hanno fatto danni,per fortuna..)
          Ebbene questo per dire che filmavano la scossa col cellulare per mandarla su youtube o facebook o chissà…
          lo facevano adulti,bambini…
          C’è chi si riprende mentre fa azioni che sono perseguibili pensalmente e per questo poi viene anche beccato…

          Tu Enzo giustamnete scrivi:

          “tutto quel parlare di Internet a scuola come se fosse quello il problema da risolvere per migliorare l’istruzione, fa venire la pelle d’oca ad un tradizionalista come me!”

          sarà che sono anche io “tradizionalista”,chissà,mai avuto facebook,ne twitter..ma non credo che i livelli di digitalizzazione e come soprattutto avviene la relazione fra essa e la società siano qualcosa di normale,costruttivo e comunque così da deificare e portare ancora e sempre più all’estremo…
          Questa tendenza,che ripeto,è anche fuori dal M5S forse è bene analizzarla bene e rifletterci su un po’..

        • Enzo Pennetta scrive:

          Leonetto,
          io per motivi anagrafici sono un “migrante digitale”, una definizione che fino a qualche tempo fa mi faceva collocare in una posizione svantaggiata rispetto ai “nativi digitali”, coloro che sono nati nel mondo di internet.

          Ma adesso ho capito che i “migranti” hanno in realtà un potenziale maggiore, la nostra formazione culturale ci permette di usare le tecnologie informatiche per incrementare le potenzialità della nostra formazione umanistica.

          Chi parla di “internet” e testi su tablet per “modernizzare” la scuola è un nemico della vera scuola che è fatta di “maestri”, di comunicazione umana, fatica e di una cosa che è quello che veramente manca alla scuola oggi: amore.

          Questa è la ricetta, molto umanistica e poco informatica, per una vera “riforma” della scuola:

          1-Amore per la vita.
          2-Amore per la materia che si insegna.
          3-Amore verso chi si ha di fronte.

          Punto.

          • Leonetto scrive:

            E già da questo si vede poi come il “Grillismo” altro non sia una sorta di un gruppo seme della Bailey…un qualcosa di simile al movimento Zeitgeist..se si va a vedere ci sono forti analogie,ciò che viene offerto da “fenomeni” come questi altro non è che uno strutturalismo in salsa new-age.

        • Enzo Pennetta scrive:

          Israel è un vero riferimento sull’insegnamento, quando organizzammo un corso di formazione per le scuole cattoliche in Vicariato il primo incontro fu affidato a lui, sui volti dei professori quando parlava si poteva leggere un’espressione del tipo “finalmente qualcuno lo dice…”

          Voglio segnalare un intervento di un lettore:
          “Stamani una collega mi ha informato che nel suo istituto tecnico hanno istituito alcune classi 2.0, cioè invece di libri e quaderni ciascun studente ha sul banco un portatile con connessione wifi.
          Nessuno ci vuole andare a insegnare.
          Si dirà: perchè i prof. non son digitali…Pare invece che sia per via della baraonda: un tempo lunghino per avviare il tutto…e poi mezza classe va per conto suo su internet.
          Non che ci volesse tanto a prevederlo”.

          CVD

          • Valentino scrive:

            Bello l’articolo.
            Chi lavora nella scuola sa che il digitale (come informazione, non come produzione) serve a:

            1) passare un’ora facendo finta di fare qualcosa

            2) dare ai Dirigenti Scolastici (spesso incompetenti ed inutili) l’opportunità di farsi belli (spesso loro principale se non unica attività)sulle pagine dei quotidiani locali. (che nostalgia per i vecchi Presidi!)

            3) dare agli studenti la possibilità di utilizzare il copia e incolla da wikipedia per produrre montagne di ricerche inutili ma utilissime a corroborare e soddisfare i punti precedenti.

            Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una preparazione frammentaria, puntiforme, slegata e superficiale (una non preparazione), non per niente hanno dovuto inventare quella boiata delle “competenze” per poter dare delle valutazioni positive, altrimenti altro che 100 alla maturità, probabilmente andrebbero respinti 90 studenti su 100 se valutati in maniera corretta.

            Tutti usiamo internet, è comoda e ci si trova di tutto, e il contrario di tutto. Resta il fatto che, a mio modesto parere, per studiare i buoni vecchi libri sono insostituibili, se non altro per la difficoltà di “scappare” da un libro, cosa facilissima in internet con il clicking (simmetrico allo zapping televisivo).

          • Leonetto scrive:

            Il punto è sempre un po’ sempre lo stesso.
            Se quello che si vuole è il progresso ecco che allora il digitale diviene uno “strumento” per potenziare il mondo dell’istruzione dalle elementari al post-laurea.
            Ma costruendo il lavoro sulle capacità dell’uomo che potenzia le sue capacità avvalendosi della tecnologia.
            Non costruiendo sulla tecnologia in cui il professore diventa una sorta doi operaio o tecnico,magari anche sostituibile da un automa…
            Perchè la “via ” è quella ragionando in quell’ottica.
            Cosa produci così?Gente preparata,potenziali geni?personale qualificato?persone oneste?persone con una buona capacità critica?qualcosa del genere?
            No la scelta è grossomodo fra ignoranti e schiavi …
            Brutta storia…

  • Matteo Dellanoce scrive:

    Premessa: il problema economico attuale non sta nel debito degli stati ma in quello delle banche. Sono le banche quelle che stanno messe male. L’attacco ai debiti pubblici è volto solo a coprire il debito bancario.
    La nazionalizzazione delle banche altro non è che la statalizzazione del debito bancario. Cioè è incamerare debito e non ricchezza!
    Questa è la lettura autentica delle geniale pensata di Grillo. Altro sarebbe rimettere la politica monetaria sotto il controllo degli stati e non, come adesso, in mano alla BCE che detta le linee politiche. Il disegno di questa Europa non lo ha voluto di certo ne il popolo europeo ne tanto meno quell’aria politica conservtrice che tanto da fastidio ai poteri forti.
    Matteo Dellanoce

    • Giorgio Masiero scrive:

      A me risulta che lo stato italiano abbia un debito intorno ai 2.000 miliardi, pari al 120% del pil; che quest’anno siano in scadenza 300 miliardi, 6 ogni settimana in media, e che lo Stato faccia sempre più fatica a rinnovarli, se non a tassi che rispetto a quelli tedeschi sono superiori di quasi il 5%. Fin quando lo Stato troverà finanziatori?
      Quanto alle banche, il loro problema non è il debito (che è molto basso e irrilevante rispetto al patrimonio), ma le loro sofferenze, cioè all’opposto il loro “credito”, che nei confronti dello Stato italiano ammonta a circa 1.000 miliardi (sarà in grado di pagarli lo Stato?! quando?) più altri 100-200 a rischio di fidi verso aziende in difficoltà.
      Per questi motivi, la trovata di Grillo è tutt’altro che geniale e vale zero.

      • Enzo Pennetta scrive:

        D’accordo con voi, voglio inoltre segnalare che se non fosse per questo assurdo meccanismo di banche (BCE) che prestano soldi allo Stato e chiedono gli interessi sul prestito non ci sarebbe nessun debito.

        Le entrate fiscali infatti superano di molto le spese dello Stato:
        “Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari a 15.658 milioni di euro…”
        http://finanza.lastampa.it/notizie/0,461508/Italia_nel_2011_deficit_PIL_al_3_9__avanzo.aspx?refresh_ce

        E questo nonostante tutti gli sprechi che conosciamo!

        Questo dimostra che il problema all’origine di tutti gli altri, o che rende gli altri non risolvibili, è la perdita della sovranità monetaria.

        • Giorgio Masiero scrive:

          Enzo, se una metà del debito dello Stato è nelle mani delle banche (e dei risparmiatori italiani), l’altra metà (cioè quasi 900 miliardi), è in mano ad investitori stranieri. Il tasso è stabilito alle aste settimanali dall’incontro tra la domanda e l’offerta ed è stato questa settimana intorno al 6%. Ciò vuol dire che il costo del finanziamento del debito è di 120 miliardi all’anno, che si mangiano in un mese quel misero saldo primario!
          Certo, hai ragione: l’unità europea è stata fatta a metà, a livello monetario e non a quello politico. Però qual è la proposta di Grillo? L’integrazione politica europea con ulteriori rinunce alla sovranità, o l’uscita dall’euro ed il recupero di una piena autonomia nazionale? Nessuna delle due, solo qualche parolaccia contro l’aritmetica, che però è innocente come la verità.

          • Piero scrive:

            Prima pero’ era quasi completamente in mano ai cittadini italiani. Ed era meritorio il tentativo di quell’imprenditore di riacquistare il debito pubblico italiano, per rimetterlo in mani “sicure”.
            Il Giappone ha il 200% e passa di debito pubblico, ma non c’e’ questo schifo.
            Fanno come i cravattari che ti scringono fino all’ultmo poi ti offrono la via d’uscita comprando a prezzi stracciati i gioielli di famiglia. Andiamo a vedere quanto era l’export italiano e tedesco prima e dopo l’euro…
            Chi era che invitava a giocare in borsa invece di metterli nel mattone o nella propria attivita’?
            Chi invitava a investire in Cina (svendendo il know how italiano in cambio di carabattole da quattro soldi) e ancora adesso e’ il cagnolino al guinzaglio della Cina?

            Chi si e’ sempre opposto a dazi per la merce contraffatta proveniente dalla Cina, che guarda caso, copiava sempre merce italiana?

            Chi ha fatto entrare la Cina nel WTO?

            La crisi viene da molto lontano, somma di tutti gli errori fatti da italiani europei e americani…

          • Giorgio Masiero scrive:

            @Piero
            Certamente la crisi viene da lontano. Ma come se ne esce, “adesso”? Con maggiore integrazione politica a livello europeo (che poi vuol dire rinunce alla sovranità in cambio di europeizzazione del debito: la soluzione adottata dagli stati federati che poi sono diventati Usa, durante la guerra d’indipendenza dalla Gran Bretagna), o uscita dall’euro e pieno recupero della sovranità nazionale (che poi vorrà dire, tra l’altro, default dell’Italia nei mercati finanziari internazionali?).
            Onestamente io non vedo altre opzioni.

          • Piero scrive:

            adesso e’ un bel casino lo so.
            Ma mi sembra assurdo che l’Italia faccia default, vista la ricchezza che ha.
            E’ come dichiarare insolvente Agnelli mentre e’ in un letto di ospedale a cui vai a frugare nelle tasche per contare quanti soldi ha.
            Se io ho un’azienda che vale un milione di euro, e se mi chiedono un milione di euro, e’ chiaro che non ce li ho, anche se ho ordini, mezzi capacita’ e conoscenza per ben piu’ di un milione di euro.

          • Piero scrive:

            Inoltre non capisco come mai l’intero debito pubblico della Grecia, 250 miliardi di euro, possa causare tanti sconquassi ad una eurozona che, solo per stare ai 3 piu’ grandi Germania Italia e Francia, conta alemno 6000 miliardi di ricchezza prodotta.
            Noi stessi come Italia abbiamo regalato alla Grecia 31 miliardi di euro, abbattendo il suo debito del 14%.
            E’ solo speculazione.
            sono cravattari.

          • Giorgio Masiero scrive:

            Secondo Lei, Piero, l’Italia è una nazione solidale ed unita in un progetto, o solo un’espressione geografica, o un mix delle due?
            Io sono molto pessimista sulla capacità degli italiani di autogovernarsi (con o senza internet) e per questo, politicamente, li preferisco all’interno di una comunità più vasta come quella europea. L’alternativa, temo, sarebbe quella di una dissoluzione di tipo jugoslavo.

          • Piero scrive:

            Dio ce ne scampi dall’Europa!
            Preferisco affondare (in una nava piena di lingotti d’oro, per come siamo messi noi) e ripartire daccapo, senza tanti parassiti a succhiare sangue, che non ancora piu’ europa.
            L’educazione e il rispetto per il prof Pennetta e per Lei mi impongono di non palesare l’invito che vorrei fare all’europa e agli euroburosauri, invito che peraltro ha piu’ volte fatto Grillo un po’ a tutti, e solo in questo e per questo mi e’ simpatico.

          • Giorgio Masiero scrive:

            Capisco la Sua delusione, Piero. La mia è ancora più grande, perché dopo aver lavorato (da giovane) per una Europa dei popoli e dei cittadini, mi ritrovo ora con un esercito di burocrati senza anima.
            Ma penso, spero, voglio credere, che una maggiore integrazione politica possa costituire l’occasione per rimettere le cose al loro posto.

          • Enzo Pennetta scrive:

            Piero, mi associo a queste tue conclusioni!

            La diffidenza verso l’Europa nasce anche per il fatto che queste persone hanno progettato per anni, e fortemente perseguito, questa realtà che adesso ci sta trascinando alla rovina.

            Doveri fidarmi di questa gente?

            O sono degli incapaci o l’hanno fatto per dei secondo fini che non contemplano certo il nostro bene.

            Tertium non datur.

            Quindi, in ogni caso, “grillianamente”, V………

          • Enzo Pennetta scrive:

            Giorgio, capisco la tua delusione, ma mentre tu lavoravi ad un Europa dei popoli chi davvero aveva le leve di comando seguiva tutt’altra idea.

            La situazione si potrebbe recuperare iniziando dal recupero dell’identità culturale e antropologica dell’Europa, quella che ha guidato il mondo verso la civiltà.
            Ma queste radici sono state espressamente tagliate nella costituzione europea rinnegando la nostra storia: o ci riprendiamo le nostre radici o nessun intervento potrà migliorare le cose.

          • Piero scrive:

            Infatti, mi associo al prof. Pennetta.
            Lo sa vero, che ogni altra ulteriore “integrazione” europea vuol dire cancellazione dell’identita’ culturale cristiana in Italia?
            E non mi meraviglio affatto che questa sia la vera ragione.
            Francamente vivere come in una squallida periferia di Bonn non ci tengo.

            L’Italia negli anni ’70 ha saputo “tranquillamente” (a parte gli episodi di terrorismo a cui non sono estranee potenze straniere) convivere con l’inflazione a 2 cifre, il debito pubblico in espansione esponenziale.
            Cosa cambia adesso?
            La verita’ e’ che l’Italia e’ sempre stato un concorrente troppo pericoloso: ancora bruciano le commesse ad Augusta e Finmeccanica, per non parlare di Beretta, all’esecito americano.
            La ridicola politica estera (sempre prona agli umori altrui e pronta a cambiare bandiera a comando) italiana dirottata per supportare meglio l’export.
            Gli accordi sulle materie prime con Russia, Algeria e Libia…
            Le fa la BP e tutto va bene, le fa l’Italia e ad un tratto Gheddafi e’ il piu’ pericoloso al mondo (come se quelli attuali fossero diversi e come se Re Fhad & Co fosse diverso dalla dittatura libica ).

            Le piccole imprese artigianali intaliani esporta(va)no piu’ delle grandi aziende nordeuropee.
            Chissa’ perche’ “con l’Europa” abbiamo dovuto chiudere l’Italsider (il piu’ grande centro di produzione di acciao del mondo), per poi farci colonizzare dal gruppo Krupp che si sono pappate le Acciaierie di Terni, le quote latte, le arance sotto i trattori e chissa’ cos’altro.

            Mario-netta ha avuto il compito di tenerci a galla fin quando i suoi padroni non rientrano delle somme investite.
            Ma venderemo cara la pelle.

            Poi vedremo se qualcuno festeggera’ per le strade.

            P.S.: mi puo’ dare tranquallamente del TU.

          • Piero scrive:

            Comuqnue e’ anche colpa “nostra”.
            Non ci e’ stato possibile affrontare un pubblico dibattito sulle scelte in Europa, qualsiasi tentativo di discutere, comprendere, modificare e’ stato subito tacciato di eresia nel migliore dei casi, quando non trattati come appestati chiunque in contrasto con l’idea egemone.
            Sostanziali perdite di sovranita’ sono state approvate nel silenzio generale come se si dovesse trattare del bilancio del canile di Poggibonsi (con tutto il rispetto per il canile).

            Percio’ per me non e’ possibile che tutto qu4sto sia stato fatto per semplice ignoranza o incapacita’.
            Come ci “insegna” Dawkins, avessimo messo una scimmia a governare, statisticamente avrebbe preso almeno un provvedimento utile all’Italia.
            E’ stata una manovra, come si dice, “scientificamente preparata e studiata” da lungo tempo.

          • Enzo Pennetta scrive:

            Piero, non posso che quotare tutto!!!

      • Piero scrive:

        prof, a me risulta che:

        - lo Stato Italiano sia debitore per le forniture dei suoi concittadini per circa 190 miliardi di euro
        - che ci sia un sommerso in Italia di circa il 10-15%, quindi il pareggio di bilancio in pratica c’e’ gia’
        - l’Italia ha la terza riserva aurea mondiale, dopo Stati Uniti e Germania: togliamo pure gli USA visto che Fort Knox e’ vuoto, e a quelli della Germania dovrmmo togliere qualche centinaia di tonnellate rubate nella II Guerra Mondiale nei paesi depredati, tra cui l’Italia, e l’oro degli Ebrei
        - gli italiani era il popolo che aveva la piu’ alta attitudine al mondo al risparmio (per i figli, per i tempi bui, ecc ecc)
        - gli italiani sono il popolo che ha piu’ immobili al mondo per persona fisica
        - lo Stato italiano ha SEMPRE pagato i suoi debiti. Il dollaro e’ una moneta virtualmente fallita, ma non si dice se no crollerebbe il mondo. SOno solo artifici contabili
        - In Italia c’e’ evasione per 180 miliardi e’ vero, ma in Germania sono 160 miliardi
        - Solo alla Germania e’ stato permesso di scorporare la Cassa depositi e prestiti dal computo del bilancio federale, se si fosse permesso anche all’Italia staremmo con i conti meglio della germania
        - Sommando la ricchezza pubblica a quella privata saremmo primi in europa con la Germania: quindi abbiamo i cittadini che lavorano come giapponesi e tedeschi ma abbiamo uno stato da quarto mondo

        and so on…

  • Piero scrive:

    Un’altra, sempre di quella stessa parte, ammessa nell’Olimpo della genta che conta (i nostri soldi):
    http://www.ilgiornale.it/spettacoli/lilli_rossa_debuttanella_corte_esclusivadei_potenti_mondo/02-06-2012/articolo-id=590786-page=0-comments=1

    • Enzo Pennetta scrive:

      Mi si passi la “cattiveria”… allora sono alla frutta!

      O forse il Bilderberg Group è ormai così noto che è diventato scomodo, e allora lo si svuota di importanza.

  • Matteo Dellanoce scrive:

    Facciamo quattro conti.
    L’economia italiana è solida. E’ solida fino a quando si difenderanno le piccole, piccolissime imprese che sono redistribuzione della ricchezza. Questo non lo sta facendo il governo Monti che, anzi, le sta uccidendo a favore dei grandi gruppi.
    L’Italia non ha nulla da invidiare al resto dell’Europa e del mondo. La somma del debito privato e pubblico è migliore anche di quello inglese. L’unica cosa che abbiamo è un mondo politico di sinistra che pur di far sposare omosessuale ed ammazzare disabili ci descrive nel resto del mondo come analfabeti e retrogradi. L’evasione fiscale poi analizziamola. Quanto è multe e quanto è evasione? Ed ancora quanto è poi effettivamente stabilito che sia evasione. Un conto è dire che nei blitz si sono contestati x euro di evasione ed un conto è poi quello che la magistratura effettivamente dichiara che ci sia ( e siamo ad un bel 40 % in meno).
    Le banche stanno facendo un gioco sporco grazie alla connivenza dei loro uomini messi nei gangli del potere: spostano il debito dallo stato al privato ( vedi IMU). Facendo così il problema non si risolve. E loro continueranno a fare gli strozzini. Infatti un debito lo si estingue creando ricchezza. Ma se la ricchezza ti è stata dimezzata prima con il cambio 1 a 2 ( un euro duemila lire) e poi rendendo impossibile la stampa di moneta ( cosa che fanno americani, svizzeri, giapponesi ed inglesi)mi spiegate come si fa a sanarlo?
    Fino a quando non ci avranno portato via tutto andranno avanti così! Impariamo dall’Argentina, fuori dalle palle gli stranieri ( americani), rifacciamoci la nostra liretta,manteniamo i nostri pensionati ad un livello decente, facciamo crescere la nostra economia interna, sistemiamo lo stato svalutiamo ed esportiamo e che i tedeschi si f…ttano.
    Altro non c’è! A meno che non si dica chiaramente:
    1) si cambiano le regole.
    2) si fa un bel condono sul passato.
    3) si stampano euro a coprire i debiti
    4) si armonizza il sistema economico ( i tedeschi hanno le materie prime gli altri no)
    5) e da adesso in poi chi sgarra è punito.
    Semplicissimo. Ma se lo fai i grembiulini e loro fratelli si vedono il giocattolo scappare dalle mani e questo non è bene, evidentemente per loro.
    Matteo Dellanoce

  • Valentino scrive:

    Ormai lo sanno anche i sassi che il debito è fasullo.
    Chi non controlla la moneta non controlla nulla e non ha nessun potere, per cui lo stato democratico che non conia la propria moneta è una pura finzione.

    Il dilemma, come è stato evidenziato, consiste nelle due possibilità:

    -Uscire dall’euro
    -Rinunciare ulteriormente alla sovranità

    Entrambe scelte dolorose ma come qualcuno, non ricordo chi ha detto, la scelta è fra (parafrasando perchè non ricordo le parole esatte, una fine orrida ed un orrore infinito.

    Io sinceramente preferisco la prima ipotesi, meglio una violenta e cruenta battaglia con il 90% di vittime che un secolo di trincea con il 100% di vittime (morti, mutilati e segnati per sempre nel profondo del loro animo). Il 10% dei sopravvisuti nella prima ipotesi avranno l’energia di chi ha vinto e la voglia di costruire, i sopravissuti della seconda ipotesi saranno delle larve.

    L’Argentina ha sofferto molto negli ultimi 10 anni, ma le scelte fatte la stanno premiando.

    La seconda ipotesi al momento non è proponibile, cadremmo dalla padella alla brace.
    Se l’Europa fosse qull’Europa delle meraviglie di quando l’Europa era un faro (pur con tutti i suoi errori e le nefandezze) che ha prodotto tanta cultura, arte, architettura, scienza sarebbe sicuramente un’opzione praticabile, ma quell’Europa non c’è più, peggio, è stata volutamente rinnegata. Questa Europa dei burocrati non eletti e della finanza non è un’opzione perchè la sua unica prospettiva è lannichilimento e l’asservimento dell’uomo all’interesse di pochi. Questa Europa è una versione moderna del medioevo feudale nei suoi aspetti più deteriori.

  • Matteo Dellanoce scrive:

    Io sono più ottimista.
    Fermo restando che una uscita dell’euro porterebbe ad una svalutazione del 20% circa non si vede dove sia il problema/guaio in cui si incorrerebbe visto l’impossibilità attuale di uscire dalla crisi (voluta) economica non essendo in mano nostra la politica monetaria!
    L’economia si fonda sui servizi e non più sui prodotti. Le materie prime ( tolta l’energia) acquisiscono valore sempre minoritario. La risorsa è uomo, è cioè intorno all’uomo che si crea economia. Se metti in giro poca moneta l’uomo sarà costretto a lavorare sempre di più più a lungo e sempre a meno guadagno arricchendo le elite! Per fare questo bisogna non farlo pensare, massificarlo, ed allora via alla politica dei diritti e del divertimento.
    Poi ci aggiungiamo le politiche relative al fenomeno dell’immigrazione che volutamente non sono state applicate nella loro chiarezza ordinatrice ed abbiamo un esercito di manodopera per lavori a meno capitale intellettuale che genera schiavitù! E’ di questo che si sta parlando di schiavitù!
    Faccio sinitesi, perchè lo schema va completato. La diffusione di povertà porta ad una sempre più stretta dipendenza dallo stato. E lo stato così non lo si può intaccare. Ma lo stato è anche lo strumento attraverso cui si domina l’uomo. E lo stato, gli stati, oggi sono in mano ai finanzieri. Ergo i finanzieri ci stanno mettendo volutamente sul lastrico ed al posto di togliere loro lo strumento che usano per affamarci noi lo rendiamo sempre più forte. E loro ringraziano!
    TRagedia italiana sono i sindacati che o sono conniventi o sono deficienti, la sinistra che o è connivente o è deficiente, il cattolicesimo di sinistra che è l’utile idiota di turno ed il mondo intellettuale massmediatico che è al servizio dei poteri forti. Ci sarebbe anche da riflettere sulla magistratura … ma non voglio fare la fine di Buffon!
    Matteo Dellanoce

    • Valentino scrive:

      Sì concordo.
      L’unica vera arma che abbiamo per, non dico invertire ma almeno ammortizzare la tendenza è quella di riappropriarci (o meglio che lo stato si riappropri di una sua caratteristi sovrana) cioè battere la propria moneta e sicuramente, a parte le boutades berlusconiane, l’euro non lo può battere in nessun caso. Ergo l’unica via d’uscita è quello di tornare alla lira o al massimo dare vita ad un’altra valuta, nuova di zecca (LOL) alla quale potrebbero aderire Grecia, Portogallo, Spagna e forse anche i paesi balcanici; in pratica è la stessa idea che circolava tempo fa, quella dei due euro, uno per i paesi forti (LOL again) e quello per i PIIGS, solo che questa non sarebbe Euro, vogliamo chiamarla MED? (forse fa troppo club vacanze), perchè non sarebbe sottoposta all’autorità BCE ma sarebbe monta sovrana di stato (o unione di stati) sovrano/i.
      Resterebbe da decidere se stampare carta straccia come l’euro ed il dollaro (basando cioè il valore sugli assets immateriali oppure legandone il valore ad assets materiali tipo convertibilita oroecc.). Entrambe le soluzioni hanno pro e contro ed entrambe le soluzioni sono estremamente dolorose in termini di ricadute immediate sull’economia e sulla società (svalutazione ecc.).

      Il debito così come si è formato è illegale perchè le prerogative sovrane dello stato sono prerogative del re e nello stato democratico il re è l’insieme dei cittadini elettori per cui chi è demandato tramite elezione ad amministrare non è titolare della prerogativa sovrana ma ne è esclusivamente il gestore e quindi non ha il diritto di cederla.
      Quindi il debito può essere disconosciuto (è già successo nella storia).
      In ogni caso, senza arrivare a tanto, il debito potrebbe essere anche onorato (il disconoscimento comporterebbe ulteriori problemi che probabilmente sarebbero ingestibili o troppo onerosi) ma allo stato presente non in un sistema che attraverso il rifinanziamento a interesse fa crescere il debito più velocemente di quanto cresca la ricchezza.

      Secondo me il problema non è quindi il debito in sè stesso ma il suo meccanismo dinamico che prende avvio dalla rinuncia alla sovranità monetaria demandata a dei privati.
      Lo stato deve riappropriarsi della sua sovranità, il debito lo onoriamo, anche con lacrime e sangue visto che la cosa piace tanto ai nostri politici, ma il meccanismo della crescita del debito si fermerebbe rendendo così lo stesso onorabile e non tendente ad infinito e quindi mai onorabile.

      Purtroppo questo stato non lo può, non lo sa o non lo vuole fare, vuoi per l’ignavia della nostra classe politica, vuoi per la paura e la ricattabilità della stessa, o per l’impianto costituzionale.

      Lo stato va rifondato, la nostra costituzione ha fatto il suo tempo, è stata utile ma è superata pur restando apprezzabile in alcuni punti va rivista.

      Il semplice fatto che la repubblica sia fondata “sul lavoro” (asset immateriale) la dice lunga, non è vero che al centro c’è luomo o il cittadino, al centro c’è il lavoro.

      Non vedo purtroppo all’orizzonte dei personaggi di caratura in grado di affrontare queste sfide e da quì il mio assoluto pessimismo.

      • Enzo Pennetta scrive:

        “Non vedo purtroppo all’orizzonte dei personaggi di caratura in grado di affrontare queste sfide e da quì il mio assoluto pessimismo.”

        Dopo aver letto i vostri interventi, se vi presentate vi voto! :)

        • Valentino scrive:

          Le auguro con tutto il cuore di non doverlo mai fare :) (parlo per me naturalmente)