Cabaret neodarwinista. Su Radio Globe One

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Ultime proposte della scuola neodarwinista, l’uomo discende dalle scimmie e dai maiali.

 

Ultime scoperte scientifiche della scuola neodarwinista, l’uomo discende dalle scimmie e dai maiali, da rivoluzionare tutti i testi di scuola… Un grande problema etico si è presentato di fronte a questa sconvolgente scoperta: possiamo ancora mangiare carne di maiale?

In una affrettata conferenza stampa alcuni importanti studiosi della teoria di C. Darwin hanno definito cannibalismo il cibarsi dei nostri fratelli maiali. La scuola neodarwinista ad un bivio, deve iniziare una lotta contro l’uso della carne di maiale come pietanza?

Il Prof. Boero ci racconta che il neodarwinismo è in supporto all’ideologia eugenetica; se ne è accorto…?

 

Sabato 7 dicembre,

in diretta su www.radioglobeone.it

Fabrizio Fratus e Enzo Pennetta ne parleranno cercando di contribuire al nuovo menu’ culinario del futuro.

Dalle 12.30 alle 13:30

 

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9 commenti

  1. Che due specie lontane decine di milioni di anni possano originare prole, per una bizzarra e improbabilissima coincidenza meiotica, è del tutto contro il neodarwinismo. Come dire che per una incredibile combinazione nasca una rana da un uovo di pesce…
    Non solo, la questione è formulata anche in termini antievoluzionisti: si parla di specie attuali (scimpanzé e maiali) in un passato molto remoto e indefinito, come se fossero specie fisse.
    Infine, la tesi di un solo ricercatore, mosso dalla follia o forse da intenti di marketing, non fa testo e non rappresenta un paradigma.

    • D’accordo con lei, infatti come ho detto nell’articolo di oggi non è tanto la sua teoria a meritare attenzione ma il fatto che si basi sugli stessi criteri di quelle accreditate.

      Chi oggi ride della discendenza dal maiale non è diverso da chi in passato rideva della discendenza dalla scimmia.

    • Il genetista esperto in ibridazioni parte da uno studio su scimpanzè e maiali che può avere “sottomano”.I secondi (i maiali) sono dipendenti e successivi all’homo mentre i primi sono un ramo considerato parallelo.
      Ovviamente lui si riferiva a antenati delle due specie biologiche.Che,se non erro,prima della comparsa dell’homo si stima “convivessero” per circa 2 o più milioni di anni.
      E quindi a questa notizia Enzo mi pare agganci la tesi sostenuta da J.Diamond(professore biologo e filosofo) che con un suo libro proponeva di elevare scimpanzè e bonobo a homo,cioè Enzo mi pare colleghi a questo l’eventualità del “maiale” come progenitore.
      Non è che questo rappresenta il paradigma,che per far ridere vanta già moltissime just so stories,ma intanto rappresenta un sito e una personalità nella “galassia neodarwinista” di cui si teneva conto e di cui aveva già tenuto conto anche Pikaia.

      Ma soprattutto l’importante è il feedback..
      Come nel caso di Horner e del pollosauro.
      Ci si aspetterebbe di fronte a certe notizie(indipendemente se chi le proponga ci crede o lo faccia per marketing o per pazzia)di trovare un feedback negativo,ma per il momento ,come fu per Horner(dove pochissimi scossero il capo(vedi Theropoda))così si vede per McCarthy.

      Ma non è tutto,perchè gli studi e le riflessioni di McCarthy portano a fare delle considerazioni.E non c’è in queste nulla di buono per il paradigma neodarwiniano.

      • Il pollosauro è un progetto teoricamente del tutto possibile, riuscire a far ibridare in natura un maiale e uno scimpanzé è invece assurdo.
        Nessuno ha scosso il capo di fronte a questa tesi perché non meritava neanche attenzioni, infatti è vecchia di almeno 3 anni, ma ora che per qualche motivo è venuta fuori, sui blog sono tantissimi a spendere qualche minuto per mostrare l’ovvio e contraddirla.

        • Il pollosauro è un progetto teoricamente del tutto possibile

          😀

          Per il resto, il feedback ,comunque, adesso che è venuta fuori, anche fosse già vecchia,per com’è ora,di 3 anni, sarebbe comunque dovuto essere negativo,ma non lo è stato poi molto.
          Questo già indica qualcosa.
          Come ho già detto inoltre il genetista non parla di maiale e scimmia,da questi parte per le analisi,ma di progenitori di questi.
          E bisogna fare attenzione a dire che per il paradigma neodarwiniano simili ipotesi siano tabù..non è infatti proprio così..

          • Non è forse documentato il fenomeno dell’atavismo? Comprendo le difficoltà di un tale progetto di ingegneria genetica, ma di certo è infinitamente più promettente del progetto “metti due mammiferi di sottoclassi diverse in una gabbia e vedi se fanno figli”.
            Visto che secondo Lei non sarebbe un tabù, vorrei sapere altri casi in cui sono state fatte ipotesi di ibridazione del genere. Anzi, non la definirei nemmeno ibridazione, che per definizione riguarda specie vicine.

          • L’atavismo è stato oggetto di madornali errori come per il cocige ed i vari organi e strutture “vestigiali” e che rimanda a anomalie genetiche,genetica mendelliana etc.E in quell’accezione che lei riporta altro non è che un pensiero di vecchi evoluzionisti.
            Al più, oggi,indicherebbe semplicemente la comparsa di un carattere(o più di uno)non possedute né dai genitori, né dagli immediati ascendenti,ma che rimanda ad una storia passata nel campo della genetica delle popolazioni.
            Sicchè dire che “il progetto pollosauro sarebbe un progetto teoricamente del tutto possibile”.un progetto che si basa su false credenze smentite da molto tempo,sarebbe già un qualcosa che escluderebbe da un qualsiasi dibattito o discussione inerente all’evoluzione ed al neodarwinismo,ma vabbeh..

            Per il resto,inanzitutto precisato che ibrido può intendersi ad ibridi fra specie,generi e famiglie,ma comunque dipende dalle classificazioni e dal concetto di specie.Parlare di ibrido,una volta compreso di cosa si parli,non è quindi sbagliato.In questo senso una delle cose che fa notare McCarthy fin da subito è che non tutti gli ibridi sono sterili o non lo sono totalmeente.
            Il che è vero.Ora, questa è già una considerazione importante,infatti questo può trovare spiegazione nel fatto che da una popolazione archetipo comune si siano distaccate attraverso processi microevolutivi più “varietà” magari classificate come generi fra loro distinti ma in grado di dare ancora prole illimitatamente fertile o in parte.
            Oppure è anche ipotizzabile che in certe condizioni individui appartenti a popolazioni diverse possono dare prole anche fertile. Il neodarwinismo è orientato sulla seconda.
            Va a ciò aggiunto che uno dei principali problemi che la teoria dell’evoluzione per selezione naturale è chiamata ancora a rispondere riguarda l’origine della riproduzione sessuale,che potrebbe presentare problemi presenti anche nel caso del mutante porco-scimmia.
            Va ancora aggnto quanto detto sopra che non si parla della separazione in milioni di anni fra “scimmie” e “maiali” ma fra antenati di quest’ultimi molto più vicini filogeneticamente che si collegano e divertono da “evoluzioni” di afroteri.
            Quindi si parla di “specie” a dar luogo all’incrocio incognite.Viene fatta soilo una valutazione post-hoc valutando oggi uomo sapiens sapiens,maiale domestico e scimpanzè comune.
            Ma a ritroso potrebbe ,in ottica neodarwiniana, non essere un tabù,infatti ,come ho detto,non è stata accolta universalmente con ostilità questa teoria in quella “galassia”..

            Ma quel’è una cosa importante da sottolineare?
            Quella che riporta Enzo nell’articolo:
            “Ma se noi siamo coerenti nel rifiutare la discendenza suina, gli evoluzionisti neodarwiniani se dovessero rifiutare questa ipotesi sarebbero costretti a rigettare anche le loro congetture sull’origine dell’uomo o a dichiarare che in un caso certi criteri sono validi e in un altro quegli stessi criteri non lo sono. Ma questo significherebbe ammettere che si tratta di criteri che non hanno validità scientifica.”

            Una cosa positiva sicuramente questa teoria la offre.
            ovvero il dare un occhio più critico e indagativo all’ibridazione tout court che potrebbe portare a importanti scoperte e applicazioni anche in campo medico.

          • Aldo, concordo che mi sembra davvero improbabile che mettendo in una stessa gabbia suini e scimmie si ottenga un accoppiamento anziché un “accoppamento” di uno dei due da parte dell’altro.
            Dal punto di vista della sperimentabilità comunque l’ipotesi di McCarthy si può verificare o falsificare con esperimenti in vitro ed è da questo punto di vista scientifica.
            Strampalata ma scientifica.

            Sottolineo quanto già ribadito da Leonetto, a parte il problema degli ibridi(di cui McCarthy sembra comunque essere un esperto) le obiezioni che non vengono fatte a questa teoria non sono motivabili col fatto che non meritava attenzioni, si tratterebbe di una specie di snobbismo scientifico.

            Il fatto che le deduzioni di natura morfologica siano le stesse che portano ad attribuire certi posti nell’albero della vita nelle teorie riconosciute meriterebbe invece un intervento chiarificatore e convincente. Che non c’è stato.

          • Riguardo al discorso sugli ibridi, secondo la teoria (ma anche osservazioni ed esperimenti) l’isolamento di due popolazioni porta gradualmente alla perdita dell’interfecondità, quindi per quanto piccola, anche in specie relativamente distanti può esserci una probabilità residua di generare prole fertile. Ma nessuno ha mai estremizzato a tal punto. Nello studio, almeno come riportato sul web italiano, non si parla di antenati vissuti decine di milioni di anni fa (quando ancora gli antenati di primati e suini erano simili), ma proprio di un’ibridazione che ha avuto luogo quando già esistevano questi due ordini distinti, e che avrebbe originato l’ominazione.

            Per quanto riguarda le deduzioni di natura morfologica si tratta di metodi in parte superati, e comunque si valutava l’animale nel suo complesso, non solo per qualche struttura analoga.