Il Comune di Roma e la setta giapponese

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Una discussa setta di ispirazione buddista punta al proselitismo e cerca visibilità attraverso una campagna umanitaria.

E i comuni italiani concedono il patrocinio.

 

Chi potrebbe non essere d’accordo su un’iniziativa per il disarmo nucleare? Questo è il segreto della campagna “Senzatomica” promossa dalla Soka Gakkai, un nuovo movimento religioso giapponese di ispirazione buddista con una forte propensione al proselitismo, una campagna che in questi giorni viene presentata a Roma:

Un movimento che si può definire setta sia un quanto è separato dal buddismo tradizionale e non è appartenete all’Unione Buddista Italiana (UBI), ma ancor più per via di alcuni aspetti dell’organizzazione che hanno comportato forti critiche da parte di alcuni fuoriusciti. Al riguardo è possibile leggere siti come No alla Soka Gakkai, Fauno Silvestre, Vittime Soka Gakkai, Fiore di loto. Inoltre secondo una commissione parlamentare francese la Soka Gakkai deve essere inclusa tra le sette a tutti gli effetti.

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Alla Soka Gakkai sono dedicate più di 70 pagine del libro “Occulto Italia” a firma di Giovanni del Vecchio e Stefano Pitrelli, edito dalla BUR  nel 2011. Vediamo come si riassumono i unti essenziali della SG nella definizione di Wikipedia:

La Soka Gakkai o Soka Gakkai Internazionale (giapponese Sōka Gakkai, 創価学会: società per la creazione di valore) è una scuola laicabuddhista giapponese diffusa in tutto il mondo, talvolta definita come un nuovo movimento religioso, che pratica e diffonde il buddhismocosì come fu codificato dal monaco riformatore Nichiren (日蓮 Nichiren?) (16 febbraio 1222-13 ottobre 1282), o, secondo altri, una versione moderna dello stesso buddhismo Nichiren.

Fondata nel 1930 dall’educatore nipponico Tsunesaburo Makiguchi, la Soka Gakkai in origine fu una delle associazioni laiche che si affiliarono al tempio Taiseki-Ji, tempio principale della scuola buddhista giapponese Nichiren Shōshū (日蓮正宗), nata a sua volta in epocaMeiji dal riordino di tutti i templi che si riferivano al discepolo di NichirenNikkō (日興, 1246-1333) e dalla quale si separa a seguito di uno scisma nel 1991.

Alla base della pratica della Soka Gakkai vi è la recitazione del titolo (daimoku) del Sutra del Loto, in giapponese “nam myōhō renge kyō” (南無妙法蓮華経) e la lettura quotidiana del Secondo e Sedicesimo capitolo del Sutra del Loto davanti al Gohonzon, pergamena che ne riproduce una incisa da Nichiren e che simboleggia la realtà ultima.

La Soka Gakkai, che in Giappone conta più di dieci milioni di fedeli, è presente in 192 Paesi del mondo. In Italia vi aderiscono circa 70.000 fedeli, pressapoco la metà deibuddhisti italiani[1]. L’attuale leader spirituale vivente è Daisaku Ikeda, terzo presidente, succeduto a Josei Toda nel 1960.

I seguaci della Soka Gakkai ritengono che si possibile ottenere la realizzazione di qualsiasi richiesta recitando un mantra davanti ad un oggetto sacro denominato “Gohonzon” che è la riproduzione di una pergamena del XII secolo:

Gohonzon

Il Gohonzon

Ma più che oggetto sacro il Gohonzon andrebbe correttamente definito un oggetto “magico”, infatti ripetendo infinite volte dinanzi ad esso la frase, del daimoku (grande invocazione) “nam myōhō renge kyō” viene garantita la realizzazione di tutti i propri desideri, si tratta quindi più di una dottrina magica che religiosa. Tra gli adepti illustri in Italia si annoverano l’attrice Sabina Guzzanti, Vladimir Lxuria e Gianna Nannini, ma non bisogna dimenticare Roberto Baggio e Ornella Muti. Tra i nomi stranieri spiccano la cantante Tina Turner e l’attore orlando Bloom.

Sempre da “Occulto Italia” si apprende che lo psicologo Franco Nanni, che ha avuto un’esperienza nella Soka Gakkai,  afferma che la ripetizione insistita del mantra induce stati alterati fino a giungere a volte alla trance, tanto che la stessa SG ne sconsiglia la recitazione ai bambini o a persone psicologicamente deboli o disturbate.

Il reclutamento di nuovi adepti avviene in modo diretto, cercando di coglierli possibilmente in un momento di difficoltà, da quel momento la presenza dei nuovi elementi alle iniziative viene schedata in report che vengono regolarmente inviati alla struttura superiore, si vuole anche sapere il numero di potenziali nuovi adepti ciascuno potrebbe contattare (metodo comune alle famigerate società multilevel). Poi i nuovi arrivati vengono inquadrati in “staff” dove ciascuno ha un compito ed è associato ad altri componenti realizzando così un controllo incrociato e contemporaneamente una “cannibalizzazione” del tempo libero che si risolve nell’allontanamento da tutte le precedenti amicizie e relazioni personali di ogni tipo, situazione che renderà molto difficile fuoriuscire dalla Soko Gakkai in quanto per l’adepto non esisterà più una vita al di fuori di essa.

Parte fondamentale per l’appartenente alla Soka Gakkai aoltre  all’offerta del proprio tempo è quella della propria casa e, infine del proprio denaro che viene vista come una tecnica di separazione dagli attaccamenti (ma come, il mantra non serviva a realizzare i propri desideri anche materiali, e cosa sono questi se non attaccamenti?), e poiché la Soka Gakkai conosce tutto di te, le donazioni dovranno essere in proporzione alle disponibilità. L’offerta del denari avviene sia sotto forma di donazioni che di “indispensabili” oggetti di merchandising quali un’armadietto per la pergamena Gohozon (fino ad oltre 1000 Euro), alla campana, l’incenso, i cuscini ecc… Secondo i dati disponibili nel 2000 le offerte dei seguaci italiani raggiungevano i 7,2 miliardi di lire.

All’inizio del nuovo millennio la Soka ha attraversato un periodo di crisi quando la Prof. di Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma Maria Immacolata Macioti, che fino a poco tempo prima aveva firmato delle pubblicazioni favorevoli alla Soka, la descrive come una setta pericolosa e chiama in causa i suoi dirigenti. La Prof. Macioti in realtà non ha fatto altro che riferire delle lamentele di alcuni seguaci che denunciavano “processi” sul proprio comportamento con tanto di intimidazioni, minacce e perfino pedinamenti, la loro colpa sarebbe stata quella di non aver obbedito senza discutere agli ordini dei loro superiori.

Questa situazione giunse fino alla dirigenza in Giappone preoccupata che questa possa pregiudicare il riconoscimento dello status di religione da parte dello Stato Italiano e potenzialmente l’accesso all’8 per mille delle dichiarazioni dei redditi.

Ecco uno dei punti di rilievo della struttura denominata Soka Gakkai, il capo Daisaku Ikeda, che viene annoverato al 19° posto tra le persone più influenti del continente asiatico e con 8 milioni di seguaci in Giappone è in grado di influenzare un forza elettorale che sostiene il partito Komeito, nato proprio dalla Soka Gakkai, ma è anche uno degli uomini più ricchi, tanto che proprio all’inizio del millennio poteva permettersi l’acquisto di un Renoir per circa 60 milioni di Dollari ad un’asta londinese.

L’importanza delle mostre

Dall’inchiesta condotta da Del Vecchio e Pitrtelli emerge che le mostre rivestono un fondamentale elemento nella strategia della Soka Gakkai in quanto esse fungono sia da raccordo con le istituzioni e i personaggi in vista della cultura, che come mezzo per fare marketing mirato al proselitismo, chi potrebbe infatti dubitare di un’associazione le cui attività vengono patrocinate da un Comune, a maggior ragione se parliamo di realtà come quelli di Milano o Roma?

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Il Presidente della Soka Gakkai Italia, Tamotsu Nakajima, e il Sindaco di Roma Ignazio Marino in occasione della mostra “Senzatomica”.

 

La tecnica di avvicinare personaggi in vista sia della cultura che della politica è funzionale alla creazione di un’immagine positiva a livello mondiale, non sono pochi i Nobel avvcinati dalla Soka Gakkai, e ogni mostra effettuata deve essere accompagnata da un riconoscimento di qualche genere che sia in grado di accrescere il “carnet” di attestati e onorificenze dell’associazione il cui capo sembra non nascondere l’aspirazione ad essere candidato al Nobel per la Pace.

 “Soga Gakkai, in Italia è boom” titolava nel 2013 l’Espresso, il boom di un’associazione con molte ombre ancora da chiarire e che tende ad utilizzare la politica per espandersi, e ad espandersi per fare politica.

Colpisce la capacità dimostrata dalla SG di arrivare ai vertici di numerosi comuni italiani, un fatto allarmante in quanto le Istituzioni sono tenute a non spendere il loro patrimonio di immagine per rendersi strumento di marketing, in particolar modo di realtà con molte ombre.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

39 commenti

  1. Alessandro Giuliani on

    Certo l’assonanza tra il Gohonzon e Gonzo è stupefacente e dovrebbe mettere in guardia ;))
    A parte gli scherzi, le sette sono pericolosissime per lo stato di soggezione che inducono ma possono proliferare solo in una situazione che è già degenerata ‘di suo’….il patrocinio del Comune non mi stupisce più di tanto, il guaio è che un certo tipo di persona da risposte sbagliate a una giusta e naturale esigenza di spiritualità e il buddismo (a torto) viene visto come un ‘vestito spirituale’ poco impegnativo e di moda….

    • Grazie, non avevo notato l’assonanza di Gohonzon con Gonzo! :mrgreen:
      Dal punto di vista del marketing questa non è una scelta molto felice…

  2. La religione è un fatto intimo e personale ed io non capisco questa necessità del proselitismo, sebbene la storia insegna che tutte le religioni che hanno conosciuto una crescita esponenziale lo hanno fatto imponendosi con la forza oppure grazie ad un’incessante opera proselitica.
    Riguardo le sette invece, purtroppo queste esistono in tutte le religioni, anche nel cristianesimo, penso infatti ai Legionari di Cristo o all’Opus Dei, quest’ultima riconosciuta e molto vicina a GPII, che arrivò pure a beatificare il suo fondatore, un cattolico fascista che fece dell’ottenimento del potere una vera e propria dottrina. Diversi sono i testi che dimostrano come l’Opus Dei sia una vera e propria setta elitaria, classista ed escludente (in Italia quello di F. Pinotti: ‘Opus segreta’, è un buon testo) non esenta da episodi di veri e propri sequestri ed in cui esiste la pratica consolidata (ma non riconosciuta ufficialmente) di far firmare unimpegno scritto che vincola alla setta per tutta la vita anche a ragazzini di soli quattordici anni. Tutto questo è successo (e succede) sotto i nostri occhi, ma nessuno dice niente. In difesa del proselitismo.

    • Buonasera Flavio,
      dal suo accostamento alle sette di movimenti come l’Opus Dei e i Legionari vedo che c’è un problema di fondo: queste non sono da nessun punto di vista sette.
      Come specificavo nell’articolo per setta si intende o un movimento che si pone al di fuori e in contrapposizione alla religione a cui si ispira (e questo non è proprio il caso dei movimenti citati), o che agisce separando gli appartenenti dalla famiglia e gli amici, e per conoscenza diretta non vedo per niente queste caratteristiche negli appartenenti, non esiste nulla di disdicevole che accade sotto i nostri occhi.
      Le consiglio di non fare troppo affidamento sui libri scandalistici di Pinotti.

      • Gentile Enzo, se l’italiano non è un’opinione, una setta non deve necessariamente essere disconosciuta dalla propria religione di riferimento, sempre che s’ispiri ai valori di una qualche religione. E non deve necessariamente recludere o separare gli adepti dalle loro famiglie o dalle loro amicizie, anche se ovviamente questa tendenza è ricorrente quando sorgono problemi con i membri più “ricalcitranti”. Nel caso dell’Opus Dei è comunque appurato e dimostrato che si tratti di una setta, dove i membri sono costantemente controllati mediante un sistema di confessione gerarchica e mediante, per i membri residenti, di una forte limitazione della libertà di movimento o anche solo d’informazione. In una recente omelia, lo stesso Papa Francesco si è fatto scappare la frase: “Sono un cristiano testimone di Gesù o sono un semplice numerario di questa setta?”. Lapsus freudiano o qualcosa di più? Non credo che ora questo importi, quello che importa è sapere che le sette esistono e sono ben attive e puntare il dito contro una d’ispirazione buddista e dimenticarsi che in casa propria c’è di tutto e di più, mi sembra un esercizio abbastanza sterile.
        Cordiali saluti.

        • Flavio, il termine setta indica necessariamente un parte di qualcosa di più generale, o un gruppo di persone che si stacca dalla comunità generale, le due cose possono essere entrambe presenti o può essercene una sola, in caso contrario siamo solo in presenza di un “gruppo” come tanti.
          Vedo che lei insiste con l’Opus Dei, ripeto che io conosco alcune persone che ne fanno parte e non mi risulta quanto lei afferma.
          Mi sembra che in generale ci sia l’abitudine di parlare di realtà solo per sentito dire, magari per confermare un’idea che comunque già ci si è fatta e che si vuole mantenere per rafforzare il proprio schema sulle cose.
          Cordiali saluti

          • Avere la proibizione di leggere i libri che non rientrino in una determinata lista, navigare su internet, muoversi liberamente o avere l’obbligo di raccontare anche i minimi dettagli della propria vita ai diretti superiori è cosa tipica da setta. Nell’Opus Dei poi ci sono i membri numerari, quelli aggregati ed i soprannumerari e solo per i primi vi sono questi obblighi. In ogni caso anche in Scientology (che è una setta sebbene non “faccia parte di qualcosa di più generale”) apparentemente ci sono persone normali, con libertà di movimento e di pensiero, ma questo non toglie che quella che frequentano sia una vera e propria setta.
            Un ultimo appunto: Pinotti non è stato denunciato nè condannato per diffamazione, quindi quanto scritto nel suo libro corrisponde a verità. Aspetto quindi fiducioso un suo articolo anche sulle sette cattoliche, perchè come abbiamo visto, per esserci ce ne sono, e così magari riusciamo a capire se queste sue analisi sono dettate da settarismo religioso o se sono dettate, come sarebbe auspicabile, un puro e sano interesse per la verità.
            Le auguro una buona serata.

          • Flavio lei è certo di quello che dice? Ma le sembra credibile che uno non legga dei libri solo perché glielo vietano?
            E poi a che servirebbe una tale lista, se uno deve fare opera di contrasto a qualcosa dovrà pur informarsi in ogni modo.
            Quindi i numerari, che sarebbero i vertici, si impongono delle limitazioni che ai livelli inferiori non ci sono, ci pensi bene, tutto questo non ha logica.
            No, francamente mi sembra che Dan Brown abbia fatto più danni del previsto.
            Stia certo che io attingo informazioni di prima mano, non leggendo Pinotti (se venisse querelato gli farebbero un piacere), stia certo che se avrò notizie nel senso da lei dichiarato lo dirò domani stesso.
            Comunque, per non andare OT, il punto dell’articolo è che un Comune si presta a favorire le adesioni ad una setta molto discutibile.
            Per assurdo con il suo intervento non si parla più della Soka Gakkai ma dell’Opus Dei che non c’entra niente con l’articolo.
            Buona serata anche a lei

          • Caro Enzo, vedo che non sa praticamente nulla dell’Opus Dei, della sua storia e del suo funzionamento, nemmeno di quanto è trattato nel libro di Pinotti o come l’autore ha fatto a documentarsi. Per questo le suggerivo, per amor all’imparzialità, di estendere le sue critiche anche alle sette cattoliche, temo comunque che non lo farà, sicuramente per quel settarismo religioso di cui le dicevo prima, e di cui sembra nessun fedele riesca a sottrarsi.
            Cordiali saluti.

    • non esenta da episodi di veri e propri sequestri ed in cui esiste la pratica consolidata (ma non riconosciuta ufficialmente) di far firmare unimpegno scritto che vincola alla setta per tutta la vita anche a ragazzini di soli quattordici anni.

      Domandina: che valore legale puo’ avere un impegno firmato da un ragazzino di quattordici anni? E se codesto “impegno” venisse anche firmato da un maggiorenne, che valore potrebbe avere se prevedesse cose contrarie al codice civile e penale?

      • Nessun valore legale ovviamente, però si un grosso valore a livello psicologico, soprattutto se il contraente è un ragazzino che quotidianamente deve render conto di ogni sua anche più minima azione, che non può accedere a internet o a letture di propria scelta o che in tutti gli spostamenti, anche quelli per svago, avvengono sempre in gruppo e sotto la stretta vigilanza dei superiori.

  3. Deve essere la setta, o qualcosa di analogo, che ha rovinato un mio parente acquisito, ma non è un fenomeno recente, spiace che sia “boom” dopo anni di danni. La prima volta che lessi la famosa frase di Chesterton sull’uomo di oggi che crede a tutto, ho pensato appunto a fenomeni come questo.

    • Una delle cose che mi ha colpito di più è proprio il credere alla magia, l’uomo di oggi nel suo “non credere”, o crede troppo nei miracoli della scienza o finisce col credere alla magia, credo che questo Chesterton l’abbia capito con grande chiarezza di pensiero.

      • I fedeli non esistono.
        Tutte le religioni sono sempre state influenzate dal pensiero magico, d’altronde queste sono le seduzioni della ragione che esige prove per quanto udito dal pulpito. Ogni fedele vuole aver prova dell’influenza della propria divinità (facendo questo però, non è più fedele…) e ne cerca i segni ovunque; madonnine che piangono e fanno numerose apparizioni, crocifissi che sanguinano, comunicazioni medianiche con angeli, profezie più o meno farlocche, reliquie e sindoni non sono altro che differenti espressioni del pensiero magico.
        Lo ripeto: i fedeli NON esistono.

        • “I fedeli non esistono”…. caspita, così vengono fatte sparire milioni di persone, altro che magia!
          Ma mettiamo da parte gli scherzi, esiste una bella differenza tra chi basa la propria visione sulla magia e chi invece accetta di base la realtà con spirito di sopportazione.
          Poi se qualcuno ha una religiosità personalizzata ed errata è un altro discorso.

          • Beh, prof, le migliaia di persone a Medjugorje non sono “qualcuno”, sono una moltitudine. Le migliaia di fedeli che andranno a vedere la sindone non sono “qualcuno”. Tutti cercano l’esperienza mistica/magica, tutti vogliono “toccare” il divino con mano (la mia non è una condanna nè un pistlotto morale, sia chiaro).
            Anche la teologia è stata costruita attorno ad un’esperienza mistica per poi diventare quell’arido corpus di dogmi e dottrine che conosciamo oggi. Per me la mistica è razionale, mentre la teologia è meramente razionalista.
            Anche lei è un mistico prof, lo ammetta! 🙂

          • Vede Luca, la dfferenza, come ho provato a spiegare prima, è nel credere al soprannaturale come effetto pragmatico di una esecuzione corretta di una pratica magica, e chi invece segue una religione che insegna ad accettare le prove della vita e che contempla solo eccezionalmente eventi soprannaturali.
            Una grande differenza no?

          • Inoltre non conta certo quelo che dice la chiesa ma quello che credono i fedeli. A Lourdes vengono portati i malati nella speranza che guariscano miracolosamente, ovvero per assistere al prodigio e per goderne, la devozione semmai viene dopo.
            Fedeli…pfui!

          • Luca, ma perché si continua a parlare di realtà che non si conoscono?
            Il pellegrinaggio a Lourdes notoriamente si può concludere molto eccezionalmente con una guarigione miracolosa, il senso serio del pellegrinaggio è un accrescimento spirituale, vedi:
            “A Lourdes per ritrovare la fede”
            “Che benefici ottengono questi pellegrini ?
            «Il pellegrinaggio dona pace al cuore delle persone. Tutti pensano ai miracoli, ma questi luoghi, per chi crede e per chi non crede, sono luoghi di grazia che tranquillizzano interiormente». “

            .
            Allora ripeto ancora una volta, un conto è credere di ottenere vantaggi personali (tra cui ricchezza, sesso, fama…) recitando delle formule, altro è dare un senso alla sofferenza ammettendo che eccezionalmente (e la pagina di wikipedia lo conferma) possa accadere qualcosa di inspiegabile.
            La verità Luca, è che vuoi vedere la fede come fa comodo ai tuoi pregiudizi, quel “pfui” finale la dice lunga.
            Ma sii onesto con te stesso.

        • Gentile Luca, concordo con la sua analisi: tra “magia” e “miracoli” non c’è differenza sostanziale, essendo entrambe le fenomenologie questioni indimostrabili, sfido infatti chiunque a trovare la differenza tra lo scioglimento del sangue di san Gennaro e la statuina di Ganesh che beve il latte da un cucchiaino che gli viene avvicinato alla bocca.

          • E trovo che, riguardo ai miracoli, c’è anche chi crede che con una serie di fortunatissime mutazioni casuali possano nascerenuovi gruppi tassonomici.
            Roba da matti… 🙂

          • @ Flavio
            Certamente. Con la frase “I fedeli non esistono” (che ribadisco e sottolineo) non intendevo certo condannare nessuno ma semplicemente sottolineare un fenomeno e vidente e cioè il bisogno di prove a supporto della propria fede che, da sola, non potrebbe mai reggersi in piedi. Sostanzialmente nessun credente vive la fede in maniera oggettiva, tutti solo alla ricerca dell’esperienza mistica.

          • La frase “i fedeli non esistono” non mi sembra dare alcun contributo e comunque non porta a nulla. Da “possibile” cattolico quello che mi sento di dire é che ciò che ha insegnato Gesù vale INDIPENDENTEMENTE da miracoli, eventi inspiegabili e ipotetiche ricerche dell’impossibile destinate ineluttabilmente a giustificare una improponibile sicurezza nel reale. Ad esempio tutti i Vangeli mantengono sostanzialmente integri significati ed insegnamenti indipendentemente dalla presenza o meno dei miracoli.
            .
            La Fede, quella vera, può essere trovata e può rimanere nel cuore di una persona indipendentemente da ricerche o constatazioni di eventi non spiegabili destinati a corroborarla; la Fede é tutto fuorchè scienza con la differenza che mentre la scienza si autoalimenta e “diviene” nel tempo sapendo a priori che mai riuscirà a spiegare il Tutto, la Fede, quando é sincera, si limita per intanto (e solo) ad aumentare la speranza di acquisire quel senso del Tutto nella parte a portata di mano nella normalità delle persone normali (per inciso lasciando molto spazio alla “ricerca” delle spiegazioni della realtà fisica attraverso un sano approccio scientifico alla stessa realtà… ma questo é un altro discorso).
            .
            Da un punto di vista squisitamente logico, del resto, una Fede corroborata dal miracolo, non sarebbe più Fede e, soprattutto, non darebbe alcun senso alla esistenza del credente stesso, il quale, a “dimostrazione fatta” non resterebbe altro che rimanere succube e servitore dell’Entità che giustifica il Tutto. Quale potrebbe essere il senso delle cose in questo caso?… Ci ritroveremmo a sguazzare nel “senso delle cose” che molto più prosaicamente ed in “formato similare” é in grado di garantire l’agnostico, e il comportarsi e agire di conseguenza, vivere nel deduttivo e rapportarsi alla vita con l’immancabile visione utilitaristica che ci insegna la mentalità dominante del nostro tempo.
            .
            Pochi contenuti e banalità nelle posizioni; giusto come il caso della Soka Gakkai (e giusto per rimanere in tema, altrimenti il responsabile di C.S. mi tira le orecchie 🙂 per l’OT).

  4. Perche’ il Comune di Roma (ed altri) danno il patrocinio a queste “associazioni”?
    per far vedere quanto sono “aperti e tolleranti” e dire “vedete? Non e’ vero che siamo contro le religioni. Certo, se quegli scassamaroni dei cristiani smettessero di rompere gli zebedei con la loro Verita’ e si adeguassero al potere politico come fanno i protestanti e i catto-comunisti, allora non avremmo problemi neppure con loro!“.
    D’altronde, come si spiega tutto il daffare di giunte comuniste e post-comuniste come Pisapia, nel voler diffondere il Corano nelle scuole, aprire moschee, menu’ “etnici”, per una religione/ideologia che ammazza gli omosessuali, merifica e lapida le donne, ecc ?
    Chiedetevelo!

    • Il Comune (o molti comuni a quanto pare), sponsorizzando queste iniziative mostrano un’immagine di sé aperta al multiculturalismo ma non si accorgono che è la loro credibilità che viene trasferita al soggetto sponsorizzato, e così diventa molto più facile per gli adescatori convincere qualcuno ad entrare nella setta.
      E’ questo che non può essere permesso.
      Non c’è nulla di illecito nel proselitismo, ma ciascuno lo faccia con i propri mezzi e non usando strumentalmente un’immagine pubblica.

      • Mi permetta di dissentire…
        “…aperta ad un CERTO multiculturalismo…” (aggiungo io: molto politicamente corretto, e soprattutto a scopo elettorale).
        Perche’ se una ragazza (o ancor piu’ un ragazzo ) tiene alla sua verginita’ viene trattata come una povera demente col cervello sciaquato dai preti, o una processione cattolica viene vista con sufficienza e derisione, o ancora i lazzi verso il Vaticano al Concertone del I Maggio (di cui lei ha gia’ parlato precedentemente), mentre guai a ironizzare sugli islamici?
        Avete mai visto un corteo di femministe contro quelli che pregavano contro la Moschea di Viale Jenner?

  5. E’ del tutto evidente che l’appoggio alle altre religioni è un’arma sfruttatissima da tempo dai laicisti nella speranza di potersi liberare più rapidamente dall’odiato cattolicesimo che ancora è prevalente tra la popolazione.
    Si spera che si crei molta confusione e tante confessioni per poi dire “Che vi dicevamo ? Qual’è la vera religione ? Nessuna, La cosa più razionale e giusta è non credere ad alcuna religione”. Il sogno degli illuministi che spingevano molto su questo aspetto (vedi Voltaire) parlando dei paesi esotici con l’intento di dimostrare che cambiando latitudine cambiavano le credenze e le usanze e che quindi tutto è relativo. Ora invece gli eredi degli illuministi, “tifano” per creare sotto casa questa mescolanza che conduce l”opinione pubblica verso il relativismo . Diciamo che questo intento porta i laicisti a vedere di buon occhio proprio le religioni meno adeguate ai valori cristiani e occidentali, in modo da poter dire che dove vi è religione vi è inciviltà e che una religione vale l’altra, alla Dawkins, per intenderci, ma il tutto senza farsi accorgere dalla popolazione che in una certa misura resta ancora legata alla tradizione e al cattolicesimo e potrebbe reagire male. Anche perché è proprio la popolazione che ha potuto apprezzare i frutti del cristianesimo nel corso dei secoli e benché sottoposta da tempo a queste astute strategie laiciste, riesce ancora a percepire, magari inconsciamente, che il resto è peggio e che il peggio del peggio è proprio non avere alcuna religione.

    • Il suo intervento ha un certo senso. Mentre il multiculturalismo può esistere e convivere pacificamente, arricchendo reciprocamente le varie radici e le varie tradizioni, non si può dire la stessa cosa delle religioni, perchè presentandosi ognuna come verità filosofica assoluta ed inamovibile, significa necessariamente che se una è vera, tutte le altre sono false, o almeno false interpretazioni. Sentivo infatti un padre domenicano affermare che i miracoli che avverrebbero nelle altre religioni sono opera di Belzebù e solo quelli del cristianesimo opera di Dio. Ora, se immagino che anche le altre religioni dicono lo stesso dei miracoli che avvengono nel cristianesimo, è facile immaginare che la convivenza tra le religioni è difficilmente possibile, quindi ha ragione lei quando si dimostra così geloso e così preoccupato del fatto che un giorno in Italia tutti i credi o in non-credi possano godere di pari diritti e dignità.
      Cordialmente la saluto.

    • Si spera che si crei molta confusione e tante confessioni per poi dire “Che vi dicevamo ? Qual’è la vera religione ? Nessuna, La cosa più razionale e giusta è non credere ad alcuna religione”.

      Non corriamo pero’ il rischio di andare dall’altra parte dell’estremo, dicendo “Tutte le religioni sono di per se’ buone e tendono alla pace“, cosa che accade sempre piu’ spesso, soprattutto per pavidita’ e politicamente corretto.
      Il rischio infatti e’, secondo il mio giudizio, che per cercare (maldestramente) di salvaguardare la propria religione, si cerchi di giustificare tutte le altre (che, per definizione, per il primo sarebbero tutte false).
      Per esempio, per salvaguardare il “diritto” cattolico di obiezione di coscienza, di sostenere certe tesi all’interno della scuola, ripeto MALDESTRAMENTE, si tende a giustificare il fatto che un islamico non voglia farsi visitare da un medico donna, o che le ragazzine a scuola possano tenere il velo, ecc ecc., come ipocrita sengo di “multiculturalismo” de’ noantri.
      Oltretutto per un cristiano l’unica vera religione e’ ovviamente quella propria, e tutte le altre sono di origini diaboliche, specialmente quelle che espressamente NEGANO (come e’ il caso dell’Islam, ma per codardia si omette spesso di dire) le verita’ contenute nel Vangelo (e ovviamente nella Tradizione, ecc ecc…), altro che “dialogo interreligioso” (si che basi? e a cosa si dovrebbe rinunciare? voi con un ignorante in matematica accettereste che, per “dialogo intermatematico”, possa esserw 2+2=5?)
      La Verita’ non ha bisogno di giustificazioni. Le opinioni sono giuste se suffragate dalla Verita’ (che, se esite, e’ una ed una sola).
      Ma la verita’ fa male.

  6. Il multiculturalismo è un’utopia che sta fallendo miseramente davanti agli occhi di tutti, possiamo giusto cantarne il “de profundis”.
    Io so un’altra storia, per il cristiano, per il cattolico in particolare “lo Spirito soffia dove vuole” quindi anche nelle altre religioni si trovano delle verità, poi è chiaro che chi è anticristiano si andrà a trovare tutti i casi in cui i singoli vanno a smentire queste posizioni ribadite dalla Chiesa anche con l’ultimo concilio.
    Ricordiamoci che il cattolicesimo è inclusivo, cattolico significa “universale” in greco, è la religione degli “et…et”, non degli “aut…aut”. Questo sin dagli albori, con S. Paolo che diceva “Vagliate ogni cosa, tenete ciò che è buono”. Il relativismo è invece integralista senza ammetterlo perché non accetta posizioni non relativiste, è la dittatura del pensiero unico del nostro tempo, ma l’uomo è un animale davvero particolare perché può subire per un certo tempo varie imposizioni e condizionamenti, ma mantiene sempre nel suo intimo uno spirito di libertà che alla fine prevale e ribalta anche i poteri che sembrano imbattibili, questo perché davvero l’uomo ha iscritta nel proprio cuore la verità ed è proprio questa che alla fine ci fa liberi.

    • E’ sicuro che il multiculturalismo stia fallendo? Io, a differenza della generazione dei miei genitori, ho amici di tutti i continenti e di diverse religioni. Tra noi reciprocamente conosciamo usanze, tradizioni, cucina, storia e tant’altro… non vedo proprio dove sia il fallimento, forse lo vede solo chi vuole erigere barriere e muri laddove non c’è bisogno.

  7. Giuseppe Cipriani on

    Che ci siano tante religioni che significa? Per me che sono frutto della cultura, dell’elaborazione… Fossimo nati in altri luoghi del mondo saremmo stati figli di quei luoghi, come poter smentire questo dato? In Italia è facile diventare cattolici, in Tibet buddisti, in altri luoghi musulmani e abbracciare l’islam con convinzione… L’educazione permea il senso religioso dell’uomo, che sarà anche innato, ma si è temprato con la cultura e i profeti più diversi, come smentire questo dato?
    Perciò è fin troppo comodo e direi finanche banale dire che lo spirito soffia dove vuole se poi si sostiene che la verità è solo una… A ognuno la sua, naturalmente.

  8. Non per mischiare il profano con il sacro, ma a me ,da convertito, una persona nata in terre di tradizione cristiana e sopratutto cattolica come la nostra, che mette tutte le religioni sullo stesso piano mi porta alla mente la pur sconcia frase di una maitresse parigina che era solita dire: “le ragazze non sanno che quando si stanno sedute, stanno sedute sulla propria fortuna…”.
    Difficile spiegare a chi sa giusto fare di tutte le erbe un fascio per opportunità ideologica, che sta buttando via la “fortuna” di essere nato in questo contesto storico, culturale e religioso.
    “Dai frutti riconoscerete l’albero ” è una frase molto utile di Gesù, per chi si toglie il paraocchi ideologico (e magari anche ormonale), non è difficile riconoscere i frutti nati da questo albero in abbondanza e confrontarli con lo scarso raccolto di altri alberi.

    • Beh, lei non è nè più nè meno dell’ebreo, l’induista, il musulmano o il buddista che si sente di esser fortunato di essere nato tale ed è proprio per questo che il commento di Giuseppe Cipriani assume un significato molto importante.

  9. Ho visitato la mostra in qualità di docente accompagnatore di un gruppo di alunni per iniziativa di una collega. Altro che solo patrocinio del Comune: la mostra esibiva, tra l’altro, una medaglia che ne riconosceva l’alto valore, attribuita dal Presidente della Repubblica (Napolitano). Detto questo, la mostra era efficace e la questione della guerra nucleare era ben illustrata, con una serie di filmati di interviste a sopravvissuti che erano certamente la parte più emozionante.
    I maggiorenni sono stati invitati a firmare la petizione e anch’io l’ho fatto. Tutto sommato, mi è sembrata un’iniziativa corretta, non ho avvertito tentativi di proselitismo. La Soka Gakkai era ovviamente più volte citata, ma nessuno ci ha invitati a lasciare contatti per ricevere materiale o qualcosa del genere né gli accompagnatori hanno fatto pressioni di alcun tipo in direzione del buddismo o di questa sua particolare variante. Non so se questo sia avvenuto per altri visitatori o possa avvenire in seguito in altre fasi delle quali questa sarebbe solo la prima: naturalmente è pensabile che l’evento possa rientrare in una strategia a lungo termine. Staremo a vedere.

    • Buongiorno Klaus,
      grazie di questo “reportage” sulla mostra in questione, quello che riferisci conferma il quadro generale.
      Le mostre sono uno strumento che la Soka non impiega per fare direttamente nuovi aderenti ma per “sdoganare” un’immagine rassicurante associadola a quella delle istituzioni, e la presenza della medaglia di Napolitano ne è una conferma clamorosa, come già detto non si fanno mostre se le utorità non dannoin cambio un riconscimento ufficiale.
      La buona qualità della mostra stessa è anch’essa una conferma, giustamente non si può fare un’operazione d’immagine senza curare proprio la qualità.
      Come giustamete dici, staremo a vedere fin dove arriverà la Soka.

    • In Italia promuovono la mostra Senzatomica e in Giappone fondano un partito , il Komeito; che ha vinto le elezioni grazie ai voti Soka Gakkai ed ottenuto dopo 70 anni di pace il riarmo del Giappone e l’ok a partecipare alle guerre internazionali. Per informarsi su csa fa davvero questa organizzazione basta leggere articoli autorevoli come quello qui linkato.

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-01/tokyo-approva-difesa-collettiva-giappone-non-e-piu-ultrapacifista-093452.shtml?uuid=ABAYrYWB

      • Grazie Mik, riapro i commenti solo per dire che questo tuo contributo è davvero importante in quanto mostra il re nudo: la Soka promuove mostre contro la guerra e in Parlamento vota provvedimenti che aprono le porte al coinvolgimento del Giappone in azioni contro la Cina o altre potenze regionali anche senza aver subito un attacco.
        Il Giappone di fatto viene reclutato nella guerra di aggressione contro il duo Russia-Cina,se un altro Comune appoggerà le mostre Soka Gakkai non avrà giustificazioni.