L’eccessivo riscaldamento climatico fa andare a male anche l’informazione

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Il “negazionismo”, ultima frontiera della riprovazione del politically correct nel caso del nuovo capo dell’agenzia USA per l’ambiente.

L’articolo su Moto Retrogrado.


L’eccessivo riscaldamento climatico fa andare a male anche l’informazione

Di Federico Cavalli

A Dicembre dell’anno scorso mi sono ritrovato a scrivere una piccola rubrica, di tre articoli, dove cercavo di affrontare e di spiegare razionalmente la problematica del riscaldamento globale causato dall’uomo (articoli che si possono trovare a qui ); negli scritti appena citati illustravo la ragionevolezza di quella teoria che esclude una responsabilità umana nell’attuale aumento della temperatura terrestre. Bisogna quindi porre l’accento su come non si stia negando in alcun modo un riscaldamento globale, ma di come invece si discuta se quest’aumento di temperature sia dovuto o meno all’operare umano.

Scrivo ciò non perché abbia una particolare affezione alla problematica ma, semplicemente, per il fatto di aver letto un articolo inerente all’argomento su Repubblica.it, dove si trattava delle dichiarazioni di Scott Pruitt, il nuovo capo dell’Environmental Protection Agency (Epa, l’agenzia federale per l’ambiente). Egli ha affermato quanto segue: ”Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale”.

Partendo dalla presentazione che la testata giornalistica fa di Scott Pruitt, dove si evidenziano le battaglie ideologiche che ha portato avanti nel corso della sua vita, come l’esser contrario all’aborto ed ai matrimoni fra due persone dello stesso sesso, lotte in cui Repubblica si è sempre trovata nello schieramento opposto rispetto al nuovo capo dell’Epa, si può capire come il giornalista miri a dare al “suo” lettore, sin dall’inizio del pezzo, un ritratto negativo di Pruitt attraverso argomenti che nulla centrano con la tematica centrale dell’articolo, ovvero il cambiamento climatico.

Edward Scott Pruitt (Danville, 9 maggio 1968) è un avvocato e politico statunitense, membro del Partito Repubblicano, già titolare della carica di Attorney General dell’Oklahoma.

Alberto Flores D’Arcais, l’autore dello scritto che sto analizzando, evidenzia come il nuovo capo dell’Epa voluto dal Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, non sia uno scienziato ma bensì un avvocato che, nonostante non abbia competenze elevate in ambito scientifico, vada contro, cito testualmente, ad “una posizione molto chiara nella comunità scientifica internazionale”. In realtà nelle dichiarazioni Scott Pruitt non teorizza nulla di nuovo ma si rifà alle teoria di una parte consistente della stessa comunità scientifica internazionale, che va contro quell’organismo- i cui membri sono scelti attraverso nomine politiche/governative – che sostiene la responsabilità diretta delle attività umane nel Global Warming.

L’organismo in questione, sponsorizzato dall’Onu, si chiama Ipcc che altro non è che l’acronimo di International Panel on Climate Change. Essendo quest’organo costituito tramite nomine politiche è evidente che esso verrà composto da quegli uomini di scienza che attribuiscono alle attività umane la responsabilità dei cambiamenti climatici. La parte della comunità scientifica che non crede a tutto ciò si è riunita in un altro organismo, l’N-Ipcc, che formatosi spontaneamente senza alcuna nomina politica, si è dato lo stesso compito dell’Ipcc, e cioè valutare criticamente la letteratura esistente sulle responsabilità umane sul clima, giungendo però a conclusioni opposte: la natura, e non l’attività umana governa il clima (Il rapporto prodotto da tale organismo conta oltre 700 pagine). Quella dichiarazione è stata sottoscritta da oltre 3800 fisici dell’atmosfera e geologi, 1000 matematici, oltre 5800 fisici, oltre 4800 chimici, circa 3000 biologi, oltre 3000 medici e oltre 10000 ingegneri. Il primo firmatario della petizione è Frederick Seitz che fu presidente sia dell’American Physical Society che dell’Academy of Sciences americana.

Seitz Frederick

Non bisogna poi far passare inosservate le dichiarazioni di alcuni premi Nobel per la fisica, come Carlo Rubbia o Ivar Giaever, dove anch’essi affermano l’erroneità dell’ipotesi antropica riguardante il riscaldamento globale. In poche parole l’argomento del consenso scientifico su cui fa leva il giornalista di Repubblica non è poi così fondato come ci vuole far credere; consenso scientifico che, alla fin fine, non ha poi così tanto spazio nel mondo scientifico dato che in esso contano esclusivamente i fatti. Fatti che, come già trattato nella rubrica sovra citata, dimostrano come l’operare umano non abbia nessuna rilevanza nei vari cambiamenti climatici.

Carlo Rubbia (Gorizia, 31 marzo 1934[1]) è un fisico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984 insieme al collega Simon van der Meer.
È senatore a vita della Repubblica italiana dal 2013.

Ivar Giaever (Bergen, 5 aprile 1929) è un fisico norvegese, premio Nobel per la fisica nel 1973, assieme a Leo Esaki e Brian Josephson

Alla luce di tutto ciò termino l’articolo in un modo insolito, ovvero facendovi vedere come  alcune testate giornalistiche italiane intitolano i vari articoli sulle dichiarazioni di Scott Pruitt:

Il Corriere della Sera

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.
Nel 2016 ha pubblicato “L’Ultimo uomo”

  • LUIGI MOJOLI

    Alberto Flores D’Arcais … evidenzia come il nuovo capo dell’Epa … non abbia competenze elevate in ambito scientifico …
    Mi piacerebbe sapere che competenze scientifiche elevate o non abbia Alberto Flores D’Arcais.

    • GIUSEPPE CACIOPPO

      Dovrebbe essere fratello del più famoso Paolo, comunista trotskista,
      direttore della rivista Micromega finanziata da De Benedetti, che in una lettera apparsa su Repubblica il 18/1/08, si schierava a favore di coloro che avevano impedito a Benedetto XIV di parlare alla Sapienza! Sull’ estensore dell’ articolo trovo soltanto che ha studiato filosofia alla Sapienza, (non viene precisato se ha ottenuto il titolo) e che fa parte del gruppo giornalistico di Repubblica. Sulle competenze scientifiche conviene fare ulteriori ricerche.

      • LUIGI MOJOLI

        Grazie. Non mi è chiaro da quale Sapienza sia uscito. Nel caso di Roma 3 spero che abbia preso un bel 30 dal prof. Giovanni Guanti: quello che, a richiesta, elargisce il 18 politico come fossimo ancora al 68.

  • Roberto Filiberto Gorelli

    Salve sig. Penneta,
    mi piacerebbe conoscere la sua opinione.
    Grazie.

    • Enzo Pennetta

      E’ un’opinione ben nota Sig. Gorelli, per non ripetermi in poche righe basta aprire la sezione “clima” degli articoli.

  • valentino

    Potrei dire che se fosse per me e se la faccenda del CO2 fosse vera, mi metterei a produrrlo in grande quantità, il priodo più gradevoledella mia vita (dal punto di vista climatico) l’ho vissuto nel mezzo del deserto arabo con una temperatura, in casa dai 37 ai 40°C dalle 7 di mattina alle 11 di sera, poi scendeva e si arrivava ad un minimo di 27.
    Ma mi sembra di ricordare che qui su CS più volte si sia affermato che il picco di CO2 segua e non provochi l’innalzamento delle temperature e quindi non ho alcuna speranza.
    Purtroppo sembra che anche in questo caso la “scienza ufficiale” non coincida con la Scienza, diciamo che così come altre cose come il linguaggio, la distinzione fra verità e bugia, e altre teorie scientifiche sensibii di cui qui si discute spesso, ci sia tanto tanfo di zolfo e che tutto sia diventato “politically driven” con gravi conseguenze sia morali che sociali.
    A me è più che evidente che questa storia del riscaldamento globale di origine antropica dovrebbe essere chiamato con il suo nome: business.
    E ‘ business per il commercio delle quothe CO2, è business per l’utilizzo a discapito dei paesi emergenti.
    La copertura scientifica serve solo ad imbellettare la cortigiana che puttana è e puttana rimane.

    • Enzo Pennetta

      Il business principale è comunque il sottosviluppo “a fin di bene” dei paesi del Terzo Mondo.

      • valentino

        Infatti ed il paesi di sviluppo sono un albero pieno di frutti da cui i suoi abitanti sono tenuti lontano così che ce li possiamo pappare noi (in senso lato) con le ONG a fare da cani da guardia.

        • Maurizzio

          La verità scolpita in un commento !

          • Maurizzio

            Ed è oramai certo che le ONG cooperative rosso-bianche sono un business autorizzato,totalmente a carico di chi lavora.Mentre,come dicevi,i FRUTTI DEGLI ALBERI ce li pappiamo….le multinazionali-banche-enti-speculatori internazionali(a maggioranza occidentale).

  • GIUSEPPE CACIOPPO

    Non entro nella discussione del problema che appare, soprattutto ad un profano come me, irto di difficoltà. In ogni modo il concetto di “certezza scientifica” è svanito dalle menti degli studiosi, degni di tale qualifica, da almeno un secolo! Ritengo che la problematica meteorologica con tutte le variabili messe in campo si presti meno che mai agli argomenti di coloro che agitano ad ogni piè sospinto lo slogan dello ” scientificamente accertato”!
    Piuttosto, sembra emergere, dall’ articolo del giornalista di Repubblica, un sottofondo ideologico che soggiace alla contesa.Precisamente quando dice che l’ avvocato di Trump è noto per essere contro l’ aborto. Cioè a favore della vita! La precisazione non ha alcuna rilevanza scientifica in merito alla discussione, ma dovrebbe mettere in rilievo l arretratezza di pensiero del rappresentante americano!
    Flores D’ Arcais invece fa parte di quel mondo che ritiene, “scientificamente”, che l’ uomo sia causa del surriscaldamento del pianeta Terra. È , più o meno, lo stesso mondo che sostiene a spada tratta aborto ed eutanasia! Che abbiano la specie umana in “gran dispitto”?

  • Blas

    Purtroppo il riscaldamento causato dall´uomo ha lasciato di essere un problema scientífico per essere un problema político. Non importa quante evidenze ci siano della debolezza del ipotesi é mantenuta viva da una burocrazia nata per risolvere il problema, imprenditori che fiutano un affare e politici che trovano un arma di potere.
    La soluzione “politica” potrebbe nonostante tutto essere facile. Come i sostenitori del AGW l´unica soluzione possibile che trovano é ridurre la popolazione mondiale si li potrebbe invitare a che diano l´esempio di eliminarsi.