Adattamenti (evolutivi?) in diretta: ovvero la selezione naturale non è evoluzione

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Paesaggio adattativo

Un interessante studio pubblicato su Science mostra le dinamiche dell’adattamento.

 

Non c’è traccia di meccanismi evolutivi, ma su Le Scienze si parla impropriamente di “adattamenti evolutivi”.

 

 

Su Le Scienze del 14 gennaio scorso è stato pubblicato un articolo dal titolo “Adattamenti evolutivi in diretta” nel quale si riferisce di uno studio condotto da Christopher H. Martin e Peter C. Wainwright dell’Università della California a Davis, con cui si è approfondito lo studio della selezione naturale.

I ricercatori hanno fatto incrociare dei pesci di tre specie affini di Cyprinodon creando circa 3000 ibridi dei quali 1865 sono poi stati reintrodotti nei laghi di provenienza. Dopo tre mesi sono stati studiati gli esemplari sopravvissuti, come riferito da Le Scienze:

la maggior parte dei pesci sopravvissuti si è collocata su un picco isolato corrispondente a uno stile di alimentazione generalista, con un altro picco occupato da pesci specializzatisi nell’alimentarsi di prede dal guscio duro, mentre la competizione aveva eliminato quelli che si trovavano nella valle fra questi due picchi

 

Insomma, proprio come nel caso della nota Biston betularia, la selezione naturale ha favorito alcuni individui rispetto ad altri aumentando la frequenza di determinati alleli. In pratica l’esperimento dimostra che la formazione di specie affini avviene per sottrazione di caratteri e non per nascita di nuovi caratteri.

Quelle che nell’articolo sono state definite “tre specie affini” si dimostrano quindi non essere altro che la stessa specie che perdendo delle informazioni si manifesta in varietà diverse, né più né meno che quello che accade agli allevatori quando selezionano delle nuove varietà, come mostrato in questa immagine di canarini d’allevamento:

Nei canarini dell’illustrazione, così come nei pesci dell’esperimento pubblicato da Le Scienze (e nel caso della Biston betularia), non si ha dunque la comparsa di nuovi caratteri e non si ha quindi evoluzione.

Dal punto di vista logico questi casi non sono evoluzione. Il problema nasce però quando si applica la definizione di definizione in “termini genetici”, come riportato sul glossario del portale dell’evoluzione Pikaia:

 Le frequenze alleliche sono definite, sempre sullo stesso glossario, come:

Frequenza allelica (allelic frequency): la frequenza in una popolazione di un allele particolare rispetto agli altri alleli che occupano il medesimo locus.

 

Abbiamo quindi che dal punto di vista della logica i casi precedenti non possono essere assolutamente definiti esempi di evoluzione, se però volessimo applicare la definizione “in termini genetici” dovremmo invece classificare le varietà ottenute come casi di evoluzione.

Qual è dunque la corretta definizione di evoluzione?

Questo punto è di fondamentale importanza:

non è tollerabile che la definizione di evoluzione rimanga “materia controversa” e si sostenga al tempo stesso di avere una teoria dell’evoluzione.

Ma questo essere “materia controversa” è di fatto molto comodo, dietro la confusione su cosa si debba effettivamente considerare “evoluzione” si possono infatti nascondere molti problemi, si può ad esempio far passare per casi di evoluzione l’esperimento di Lenski (link) e la resistenza dei batteri agli antibiotici (link), si può spacciare per evoluzione il caso del salmone rosa che diventa… salmone rosa (link), degli squali pinna nera che “fanno baldoria” e si incrociano con squali pinna nera (link)…

Insomma, è controversa la definizione di evoluzione, anche il concetto di informazione in biologia è tutt’altro che assodato… ma la teoria neodarwiniana deve essere data come certa.

 Per quanto tempo sarà ancora possibile nascondere il fatto che il neodarwinismo non è una teoria scientifica ma un dogma?

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

30 commenti

  1. Siciramente coglierei l’occasione per richiamare alla mente questo articolo in primis:
    http://www.enzopennetta.it/2012/07/evoluzione-cosi-e-se-vi-pare-una-teoria-che-ciascuno-puo-vedere-come-preferisce/

    Questa è infatti un’altra ottima occasione per ribadire il concetto chiave.
    Ibridazioni, speciazioni, incroci, chimere, mutazioni intra-specie (robertsonian fusion, tandem fusion etc..), trasposizioni, adattamenti all’ambiente propri di certe specie (metaprogrammazione, borrowed information), endogenizzazione, simbiosi,deriva genetica,processi Innovazione – Amplificazione – Divergenza,processi Potenziamento – Attualizzazione – Perfezionamento portano anche a un gran numero di varietà ma non si può parlare di evoluzione nel vero e corretto senso della parola se non compare nuova informazione.
    Se non si può cioè rispondere alla famosa domanda che ha senso e che venne posta a R.Dawkins.
    Se non si spiega come si “rompe l’equilibrio” espressop dall’eq. di Hardy Weinberg.
    A tal proposito si rimanda alla lettura di :
    http://www.enzopennetta.it/2011/10/asino-doro-2-i-testi-scolastici/

    Sono d’accordissimo Enzo e trovo giustissimo che si torni a ribadire un concetto su cui si è “prenmuto molto”.

    “Qual è dunque la corretta definizione di evoluzione?Questo punto è di fondamentale importanza:
    non è tollerabile che la definizione di evoluzione rimanga “materia controversa” e si sostenga al tempo stesso di avere una teoria dell’evoluzione.”

    Sottoscrivo ogni parola.

    Come tu Enzo hai scritto:
    “Il colpo di genio è stato aver modificato la definizione di “evoluzione” rendendola identica a quella di microevoluzione per cucirla addosso al neodarwinismo!”

    Se si definisce ed usa ,anche in buona fede,ma causando inevitabilmente confusione alcuni termini ad hoc non si fa buona divulgazione,non si fa informazione…
    Specie,Evoluzione,Informazione,micro-macro -evoluzione…

    Riconosciamo,già detto più volte come il termine evoluzione sia tranquiillamente riconosciuto da tuttoi per quel che dovrebbe essere

    Fra l’altro,e visto che recentemente si è parlato di finalismo,è utile ricordare
    http://www.enzopennetta.it/2012/05/darwinismo-e-cambiamenti-climatici-un-binomio-sospetto/#comment-5084
    che il termine evoluzione è qualcosa che in sé per sé ha un che di finalistico e venne trapiantato nella biologia dalla filosofia,nella fattispecie dalla filosofia economica con Spencer.
    Evoluzione fa riferimento a un progresso,è un termine che ,figurativamente e non ,assume in tutti i campi,in tutti i contesti,in tutti gli ambiti in cui viene usato un significato concorde tranne in uno(il neodarwinismo) dove per lo più richieda un’explicatio terminorum affinchè si comprenda di cosa si stia parlando.

    Si passò infatti da trasformismo a evoluzione sotto determinati presupposti filosofico ideologici e ipotesi scientifiche poi non confermatesi.
    Il punto è che si hanno invece l’origine delle “varietà”(chiamiamole così) e l’origine delle specie.
    ossia un qualcosa che non ha bisogno di nuova informazione e un qualcosa che non può esistere senza nuova informazione.

    Se ad un qualcosa si aggiungesse nuova informazione ecco che allora il significato di evoluzione potrebbe ritrovare significato.

    Canarini,Piccioni,fringuelli,Spinarelli,Salmoni…davvero si parla seriamente di evoluzione o si vuole solo veicolare un messaggio?

    P.S.
    Segnalo che su Antidarwin è recentemente uscito un articolo collegato all’argomento a firma del dott.N.Nobile Migliore
    http://antidarwin.wordpress.com/2013/01/30/ma-quale-selezione-naturale/

  2. Non vorrei sparare uno sfrondone ma mi ricorda il fenomeno avvenuto per i ciclidi africani: in quel caso fu la natura a separarli, si differenziarono e alcuni “tipi” oggi non sono più in grado di accoppiarsi tra loro..Ma sempre di ciclidi parliamo. Questo (ri)apre una serie di domande interessanti, fra cui la definizione di specie, oltre a quelle giustamente evidenziate come quella di informazione ed evoluzione..

    • Quello che riporti è un caso di speciazione allopatrica,una separazione,una differenzazione dovuta ad un isolamento geografico.
      E’ ovvio infatti che se uno parla di speciazione vuol dire che si tratta di un evento che produce specie.
      Che è vero,ma sono specie biologiche.
      Non quel concetto più corretto,sulle basi delle scoperte nei campi della genetica,necessario per fare un discorso sull’origine delle specie.
      Infatti in quel caso si parla di varietà.

  3. Salve,
    riflettendo sul neodarwinismo, non sembra strano che una teoria “campi” sulle eccezioni di un’altra teoria? Nel nostro caso, sappiamo che in genetica le mutazioni sono “errori”, cose che il DNA cerca di “evitare”, mentre nel neodarwinismo l’evoluzione è possibile tramite esse, ossia sono una regola di base.
    Volendo fare un paragone con la Termodinamica, si può dimostrare che non tutta l’energia immessa un una macchina diventa lavoro, ma che al contrario è un impresa ottenere rese alte(come rapporto energia/lavoro).
    Ora, se io sviluppassi una teoria delle “macchine ad alta resa”, che o non esistono o servono a poco, e magari voglio fare previsioni sul loro impiego nel futuro, io credo che sarei solo uno scienziato di scarso valore!
    Cosa ne dite?

    • Beh un rendimento di 1 o del 100% che dirsi voglia è ideale per qualsiasi macchina.Migliorare il rendimento,così come dualmente il rapporto segnale rumore è proprio una priorità della progettazione.
      Alta resa ..vuol dire poco.Alcuni anni fa in un determinato campo una resa poteva essere alta,oggi è bassissima,domani sarà quasi nulla..
      Se uno teorizza una macchina fatta per massimizzare una certa resa fa un progetto che è importante perchè aiuta a capire dove intervenire per avvicinare il valore a quello ideale e/o su dove ricercare per migliorarlo in futuro.

      Sinceramente non comprendo benissimo il legame fra questa cosa e il neodarwinismo.
      La mutazione del genotipo può avvenire, come dimostrato in laboratorio, sia nella fase di copia che nell’eventuale combinazione di più catene di DNA in una, e può andare ad interessare solo una singola base del DNA (mutazione puntiforme), oppure un’intera sequenza di basi (mutazione di segmenti) ed in genere si tratta di ricopiatura di un pezzo di DNA in un’altro punto della catena.

      Ora esistono casi di Robertsonian fusion,che portano a diversi di topi quelli di casa e di campagna,i furasacchi..Trasposizioni ,riarrangiamenti drastici,”disattivazione-attivazione” di geni..però si vedono uscire solo varietà,ovvero nessuna nuova infotrmazione.Cioè è possibile dire che avviene un adattamento.Si possono individuare meccanismoi neodarwiniani.Però non c’è nuova informazione.

  4. Prof. Pennetta, mi perdoni…

    ma quale certezza le fa sostenere che le tre specie di pesce usate nell’esperimento descritto siano la stessa specie? Non si citano quali sono e lei riesce a sapere che è una sola specie, ma come ha fatto?

    E poi, riguardo ai canarini raffigurati in tavola, si tratta di varietà della stessa specie, è verissimo. Ma come fa a paragonare l’ibridazione (ottenuta nel caso dell’incrocio tra pesci di specie differenti) con l’ottenimento di varietà di canarini sortiti dall’incrocio di soggetti della stessa specie?

    • Effettivamente per avere la definizione di specie bisognerebbe sapere se gli ibridi ottenuti siano fertili, e questo l’articolo non lo dice.
      Ma questo è solo un aspetto secondario dell’articolo, il punto che si vuole evidenziare è la mancanza di nuovi caratteri e l’insufficienza della selezione naturale per spiegare l’evoluzione.

      I canarini, come spiegato già nell’articolo, servono a dimostrare come si possano avere delle varietà per riduzione di informazione genetica e che quindi la selezione può dare origine all’impressione di un’evoluzione mentre si tratta di impoverimento genetico.

  5. In genere gli ibridi tra specie diverse non sono fertili, ma non ha risposto alla mia domanda.
    Le chiedevo come poteva supporre che le tre specie di pesci dell’esperimento fossero una sola specie. Non penso che gli sperimentatori fossero così sprovveduti da accoppiare soggetti della stessa specie, e a che scopo?

    • Nell’articolo viene indicato solo il genere comune, non viene menzionata la specie. Abbiamo allora due possibilità:

      Se si tratta di tre varietà, a prescindere che siano ibridi fertili, non c’è evoluzione perché con il concentrarsi sui picchi adattativi c’è perdita o ridistribuzione delle stesse informazioni.

      Se si tratta di tre specie che hanno prodotto ibridi sterili, la conclusione è la stessa: si è tornati sui picchi adattativi con perdita o ridistribuzione delle stesse informazioni.

      Quindi in entrambi i casi non fa alcuna differenza rispetto alla tesi dell’articolo

      Questo era il messaggio dell’articolo, quindi francamente incentrare il discorso sul fatto che si trattasse di specie diverse o sottospecie non cambia nulla, serve solo a fare un’inutile polemica.

  6. Ahi, professore. Che fa? Mi cade sull’ibrido?

    Ovviamente, se come da sua ipotesi (?) le specie si pesce menzionate sono una stessa specie non si possono generare ibridi… Me la spiega, questa?

    Paolo

    • A parte che è conoscenza di quante definizioni di specie esistono?
      E’ a conoscenza di quale sia il corretto “concetto” di specie per parlare di TdE?
      Asino e cavallo sono considerate due specie diverse,idem leone e tigre,danno ibridi sterili.
      Lupo,coyote,sciacallo,idem gattopardo e gatto e lince,sono considerate specie diverse e danno ibridi fertile.
      Si veda anche:
      http://www.unita.it/scienza/notizie/che-storia-ingarbugliata-br-quella-dei-nostri-antenati-1.318771
      Si legge:
      “tre specie diverse del genero umano”
      Se si tratta di varietà o sottospecie come scrive Enzo si ha in buona sostanza,fertili o meno un ibrido intraspecifico.
      La faraona si ibrida anche con specie di altre famiglie.
      Ci possono essere ibridi sia fertili che sterili fra famiglie,generi e specie diverse.Embè?
      Il punto, e l’ha espresso chiaramente, vagliando ogni punto è che,a parte sterile polemica,comunque la si metta un’ibridazione è un’ibridazione e c’è perdita o ridistribuzione delle stesse informazioni non si forma nuova informazione.
      Come nel caso sostenuto come prova dal CICAP durante una conferenza dell’Heliconius heurippa
      http://www.enzopennetta.it/2012/06/il-cicap-e-la-presa-per-il-cuneo/
      Come fa un ibrido ad essere un esempio di evoluzione(in una concezione di evoluzione che abbia un senso ovviamente)?

      E comunque dove sta scritto questo?
      ” le specie si pesce menzionate sono una stessa specie non si possono generare ibridi…”

      Se si riferisce al fatto che Enzo abbia scirtto:
      “Effettivamente per avere la definizione di specie bisognerebbe sapere se gli ibridi ottenuti siano fertili, e questo l’articolo non lo dice.”
      Come ho scritto ad inizio commento esistono diverse definizioni di specie,una prevede il generare prole illimitatamente feconda nella definizione per cui…

      Ma c’è così buon assotimento di troller perchè si avvicina il darwin day?

    • Mi scusi ma non la seguo: sei lei prende un San Bernardo ed un Bassotto e li fa incrociare ottiene una varietà ibrida, questo non significa certo che siamo di fronte a due specie diverse, anzi.

      L’ipotesi (analoga al mio esempio) che le 3 “specie” di pesci possano essere 3 varietà di una stessa specie non è affatto stupida (come a quanto leggo sembra a Lei e a Giuseppe) dal momento che definizioni di specie ne esistono a volontà e la più “gettonata” è proprio quella biologica secondo la quale due individui che non hanno sviluppato meccanismi di isolamento riproduttivo e che si incrociano in natura appartengono alla stessa specie (zac! ecco che immediatamente rientrano i nostri 3 “cosi” nella stessa specie biologica!)

      Dov’è il trucco? La definizione di specie biologica andrebbe applicata per organismi in stato naturale in quanto i meccanismi di isolamento riproduttivo si sono adattati a funzionare efficacemente proprio in natura e non certo in laboratorio in una gabbia di un metro per un metro dove l’incrocio è decisamente forzato e potrebbe dare falsi positivi (ma anche falsi negativi!) :D.

      Comunque tutto questo battibecco evidenzia il fatto che non sappiamo bene cosa sia una specie e prima di parlarne bisognerebbe mettersi d’accordo sulla sua definizione 😉
      … Così come il prof Pennetta nell’articolo suggerisce di chiarire la definizione di Evoluzione, anch’essa piuttosto nebulosa!

      Saluti 😀

  7. Il rispetto per un interlocutore si misura anche dagli errori di sintassi e forma estetica di uno scritto. Gli incisi di solito vanno tra virgole… E dopo la virgola ci va uno spazio,

        • Io per un interlocutore,anche di idee completamente differenti delle mie ne ho massimo.Come lo ho per le persone in generale.Un troller non è un interlocutore e certo non è qualcuno che merita o si guadagna rispetto,imho.
          Ci sono molti che non tollero,se li levino pure tutti i dubbi:
          violenti,prepotenti,bulli,razzisti,mistificatori etc..e voi troller appunto.
          Un po’ servite da “useful idiots”,un po’ fate anche sorridere,un po’ pietà però ad un certo punto risultate “nagging”.
          Enzo è fin troppo buono…
          E comunque anche come troller è un po’ scarsino eh..potrebbe applicarsi di più…

    • E soprattutto alla fine di una frase non ci va una virgola.

      E dopo la virgola ci va uno spazio,

      • Solo una precisazione… Quella virgola finale, e tutto lo spazio che c’è dopo, era solo una metafora. Mi spiace che non sia stato colto. Colpa mia!

          • Piero a me non piace questa sua opera di delegittimazione dell’arte moderna. Significa che non ha capito nulla riguardo questa faccenda, ma riporta esclusivamente un opinione ideologica, al pari direi, dei darwinisti di professione.

            « A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino. »
            Pablo Picasso

          • E’ morto nella sua casa di Lugo di Romagna lo scultore Giuseppe Sbrindellini, inventore della scultura invisibile. L’artista aveva esposto le sue opere praticamente in tutto il mondo. Diceva lui.

            Gino e Michele

          • L’arte moderna e’ cio’ che accade quando i pittori smettono di guardare le ragazze e si persuadono di aver avuto una buona idea. (John Ciardi)

            Il fatto che nessuno ti capisca, non vuol dire per forza che tu sia un artista. (Anonimo)

            Il giovane Van Gogh sta mangiando quando per distrazione si versa addosso un piatto di insalata. La madre arrabbiatissima guarda i jeans nuovi macchiati e gli urla: “Cos’hai fatto, Vincent !”. E lui tranquillo: “Olio su tela!”.

            Non comprate quadri astratti, fateveli da soli. (Mino Maccari)

            E’ davvero ovvio quello che Picasso cerca di dirci: ho bisogno di soldi. (Joey Adams)

            Scultura e’ quella cosa su cui inciampi mentre indietreggi per guardare un quadro. (Guida di Schmidt all’arte)

          • Quelli che porti non sono fatti, è un’accozzaglia di semplici commenti fatte da persone che non sono state nel settore.
            Picasso era un pittore tecnico contrariamente a quello che -in genere- afferma la vulgata di lui.
            Ha frequentato l’istituto di Belle Arti a Barcellona ed era uno dei migliori.
            La sua “evoluzione” successiva è dovuta ad un passaggio fondamentale, storico dell’arte moderna.
            L’Arte tradizionale, tanto per capirci: autoritratti reali, natura, paesaggi, corpo umano ecc.. non aveva più senso nel Novecento!
            1)L’avvento della fotografia rendeva superfluo il pittore. Non solo, lo stesso fotografo è “etichetta bile” come artista, lo è a tutti gli effetti.
            2)I drammi storici del Novecento: le due Guerre Mondiali, il colonialismo, lo Statalismo, la crisi economica del 29, l’omologazione, la standardizzazione di ogni processo umano… rendevano il “pittore” realista un disperato, un emarginato. Quindi serviva un arte semplice, viva, emozionante che potesse riscuotere successo come avanguardia.
            Non dimentichiamoci il Movimento Moderno, importante quanto Picasso, che enfatizza un arte industriale (Architettura, Design, Moda, Costumi…) oggettiva ed elegante.
            Per cui nell’arte ci sono tanti stili e correnti, tutto è importante.
            Naturalmente per poter sperimentare bisogna conoscere le tecniche storiche, in questo ti do ragione.

          • L’avvento della fotografia rendeva superfluo il pittore

            Non aveva più senso?? rendeva superfluo???
            Ma per favore!!!
            Ma se ancora per la Gioconda o per Raffaello, tanto per fare due nomi, ancora ci si accapiglia sui significati!!!
            O per La Pietà, che riprende i versi di Dante “Vergine Madre, Figlia del Tuo Figlio…”
            Scommettiamo che se attacco un pennello alla coda del mio cane e lo faccio dipingere non distinguerai il risultato dalle opere di qualche Sommo Pittore?
            Meglio la foto di una scatola di zuppa vero?

          • Ho capito Piero non riesci a cogliere le sottigliezze…
            Tutto quello che è arte moderna è implicazione.
            E’ arte tutto ciò che è rappresentabile e proviene da una realtà o più realtà percettive.
            Kubrick, il mio regista preferito, direbbe: « Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato. »
            Questo discorso vale, fino a una certa misura, nell’Arte Contemporanea, infatti coinvolge la sfera personale, intima del soggetto.
            La spersonalizzazione dell’individuo moderno è un tema che colgono, ad esempio, gli artisti, perché loro -per definizione- sono sempre in movimento.
            Agli artisti piace il fermento! Non possono stare fermi, devono scoprire come “impegnare” la loro realtà. Non è facile come sembra.
            L’arte tradizionale ha dato tanto al mondo, ma ha esaurito la sua carica due secoli fa. Questo è un fatto.
            Sarebbe ridicolo Piero se lei si mettesse a fare un autoritratto fedele e andasse in giro a sentirsi un’artista. Ipotizziamo per assurdo che lei realizzi fedelmente una nuova Gioconda identica all’originale. Che cosa ha aggiunto in più alla Storia?
            Nulla, ha soltanto replicato…
            Invece gli artisti veri devono innovare.