Gli eventi estremi e l’inutilità della lotta alla CO2

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E’ stato pubblicato il rapporto ONU sugli eventi estremi negli ultimi 40 anni.

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Un caso che potrebbe essere oggetto di studio su come si possano veicolare informazioni fuorvianti.

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E’ da poco stato pubblicato l’ Atlas of mortality and economic losses from weather, climate and water extremes (1970–2012), un documento della World Meteorologica Association che riporta i danni causati dagli eventi estremi tra il 1970 e il 2012. I dati contenuti all’interno sono certamente corretti, ma non si tratta di uno studio sulle cause degli eventi stessi e non c’è niente che farebbe emergere un collegamento tra la teoria dell’AGW e un incremento degli eventi estremi e di danni da essi causati, eppure questo collegamento viene proposto. Nello studio della WMA troviamo infatti a pag. 4 una denuncia delle conseguenze delle emissioni dei gas serra:

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Della pubblicazione se ne è occupata anche Le Scienze che sintetizza la situazione:

Il dato più evidente che emerge dalle statistiche è che i disastri naturali legati al meteo o al clima sono in costante aumento, nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo. E come mostrano le analisi più dettagliate, questo trend è dovuto sia a un aumento della frequenza degli eventi sia a una crescente vulnerabilità delle società umane, specialmente per quella fascia di popolazione che sopravvive ai margini dello sviluppo.

In molte nazioni, per esempio, lo sviluppo avviene nelle aree più sensibili agli eventi estremi, come i litorali, minacciati dall’innalzamento del livello del mare, oltre che da cicloni tropicali o tempeste nelle regioni extra-tropicali.

Un altro fenomeno evidente è che la globalizzazione ha amplificato l’impatto economico degli eventi estremi. Nel 2011, per esempio, la Thailandia è stata colpita da un’alluvione di notevoli dimensioni che ha interrotto la fornitura di pezzi per l’industria automobilistica ed l’elettronica, prodotti nel paese e destinati all’esterno. Il risultato è stata una perdita economica stimata in 41 miliardi di dollari.

 

La tendenza dei disastri legati agli eventi estremi viene indicata in aumento, ma i danni sono in realtà da attribuire alla maggiore vulnerabilità delle società umane poste in condizioni economiche insoddisfacenti e quindi non in grado di realizzare strutture adeguate. In sintesi la conclusione sembra adattarsi alla situazione della favola dei tre porcellini in cui era la diversa robustezza della casa a fare la differenza e non una diversa intensità della minaccia. Negli stessi giorni in cui veniva pubblicato il report della WMA, il prof. Roger Pielke, Jr.  “professor of environmental studies at the Center for Science and Technology Policy Research at the University of Colorado“, pubblicava un grafico ricavato dai dati del Munich Re e dell‘ONU stessa, nel quale la situazione appare diversa:

 

In questo grafico le perdite economiche dovute ai disastri naturali di origine meteorologica, rapportati al PIL, appaiono in costante diminuzione.

Se quindi sull’articolo di Le Scienze i disastri vengono indicati in aumento e dai dati di Pielke Jr. emerge invece l’incidenza sul PIL è in diminuzione, chi dei due ha ragione? Probabilmente entrambi, infatti la differenza è in cosa si è evidenziato nei due casi.

Facendo una sintesi dei due studi si giunge ad una conclusione unificata che vede una maggiore vulnerabilità dei paesi poveri in termini di perdita di vite umane, e una maggiore vulnerabilità dei paesi sviluppati in termini di danni economici. Ma al tempo stesso i danni economici hanno rappresentato in termini percentuali una porzione decrescente del PIL.

In conclusione viene indicato un aumento degli eventi estremi ma non ci sono prove che sia dovuto alle emissioni di CO2. Ma, fatto ancor più importante, certamente i danni causati non dipendono dagli eventi in sé ma dalle strutture su cui vanno a verificarsi. Non saranno quindi gli investimenti nella riduzione delle emissioni di CO2 a diminuire la mortalità ma gli investimenti in strutture realizzate secondo delle buone regole edilizie e urbanistiche. E riguardo alle società più forti economicamente, è proprio la riduzione in termini di incidenza percentuale sul PIL dei danni prodotti dagli eventi estremi a dimostrare che  esse hanno ridotto le conseguenze di tali eventi, un dato in controtendenza all’aumento di numero degli eventi stessi.

Lo studio del WMO dimostra in definitiva quanto sia dannoso investire sulle riduzioni delle emissioni di CO2, una politica che sottrae risorse agli interventi strutturali sul territori che sarebbero invece risolutivi per affrontare gli eventi estremi.

E in ultima analisi lo studio dimostra che la teoria dell’AGW, riversando le colpe sulla CO2, può mascherare le responsabilità di scelte economiche che mantengono il sottosviluppo derubricando i danni causati dall’impoverimento economico a danni dovuti ai cambiamenti climatici.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

48 commenti

  1. Gia’ caro Enzo.
    Le voglio poi ricordare lo scomparso dissesto idrogeologico. Decenni di scempi territoriali che sappiamo bene essere cause di tanti eventi “estremi”, tutto spazzato via. Tutta colpa dell’umanita’.
    E mica di specifici corrotti.
    A che serve dettagliare di piu’, qui siamo al solipsismo collettivo. Io capisco che politica e massmedia appoggino il regime (anche se non lo condivido).
    Non capisco invece minimamente questo silezio DI TUTTI sugli scempi che per anni hanno giustamente riempito i telegiornali e poi.. scomparsi.
    Che manna dal cielo sto Global Warming.
    Rinominamo poi furbamente in Climate change, che e’ piu’ elastico.
    Identico discorso si puo’ fare per gli inquinanti: anche qui decenni di inquinamento, poi un bel giorno ZAC, che se ne frega dell’ SO3, del NO2 (o almeno mi pare). Prendiamocela con la CO2, che la emettono tutti, cosi’ tutti colpevoli.

    Io non vorrei fare un post dove lo scopo sia quello di sentirmi dire che ho ragione. Certo che ho ragione ;).
    Non vedo pero’ alcun modo di puntare il dito contro i pochi veri inquinatori, contro i parecchi disinformatori, contro la quasi totalita’ di sottomessi mentali.
    Quel che ho scritto e’ vero. E quindi? Cosa cambia?
    Ecco perche’ apprezzo il suo sforzo di critica scientifica. Qui stanno usando la “scienza” per manipolarci.
    E punto il dito anche contro i tronfi sostenitori di questa nuova religione.
    Ma, ripeto, io capisco chi ha una scopo. Gli unici che hanno tutto da perdere sono i milioni di persone silenti, che basterebbe attingessero alla loro memoria per capire, se volessero.
    Ma loro non vogliono.
    Bravi tutti a dare la colpa ai politici, scordandosi che la quasi totalita’ di noi ha rinunciato alla propria responsabilita’ di cittadino.
    Siamo bestie in stalla, agiamo come il contadino vuole. PENSIAMO come il contadino vuole.
    Ma non vede che anche nella dialettica della politica ormai i politici sono piu’ simili ad aristocratici “benevoli”, invece che essere nostri DIPENDENTI?
    Ma non si puo’ dare questa colpa a loro, la responsabilita’ e’ nostra collettiva.
    …sara’ per questo che praticamente nessuno punta il dito contro il solipsismo collettivo?
    Meglio dire “cattivi” ai politici, e poi continuare a guardare la tv, divertendosi.
    diverto,-is,-verti,-versum,-ĕre
    E allora ridiamo!
    In Inglese, per fortuna, mantiene ancora il vero senso: deviare (o sviare, aggiungo io per maggior chiarezza).

    • Caro Fabio, come tu stesso con grande consapevolezza hai detto, hai talmente tanto ragione che non c’è davvero molto altro da aggiungere! 🙂

      Ma volendo proprio aggiungere qualcosa, direi che quando scrivi “Siamo bestie in stalla, agiamo come il contadino vuole. PENSIAMO come il contadino vuole.”, la situazione che hai descritto non può che rimandare alla “Fattoria degli animali”, basta cambiare “contadino” con “maiali” e il paragone è perfetto.
      E secondo me il termine “maiali” è molto più adatto che “contadino”…

  2. Eheh certamente che rimanda alla Fattoria degli animali, mi scuso se ho storpiato la citazione.
    Altra citazione e’ il solipsismo collettivo, che voglio anzi riportare, da 1984:

    Ti sbagli, però, questo non è solipsismo. È solipsismo collettivo, se vuoi. In realtà è tutta un’altra cosa, è esattamente l’opposto.

    Non lo faccio per attingere ad una cultura dotta, ma e’ perche’ pochi, come Orwell, hanno attribuito le responsabilita’ sia ai potenti sia a chi accetta di far parte al balletto solipsista (al contrario di una pletora di intellettuali che sollevano i cittadini dalle loro responsabilita’… “divertendo” il problema…).
    Perche’ e’ sempre una scelta, quella di ballare.
    WInston (di 1984) non era un supereroe, un dotato, un privilegiato. Semplicemente usava la memoria.

    Caro mio, almeno una notizia positiva c’e’: le tecniche dei nostri “avversari” sono di fatto abbastanza banali. E’ la loro massificazione che le rende estremamente efficaci, grazie all’accettazione collettiva.

    Un altro modo di dire la cosa e’ affermare (o ricordare?) che la Democrazia parlamentare rappresentativa ha fallito.
    Gia’ ma che ci mettiamo al suo posto? Ho sentito proporre la Democrazia partecipativa, o il Fabianesimo (mi pare). Su queste materie mi dichiaro incompetente ma magari puo’ essere uno spunto.

    • Fabio, come è noto Orwell è uno dei miei autori preferiti, non posso fare altro che continuare a sottolineare quanto scrivi!

      Riguardo al fabianesimo, esso è stato la radice e l’essenza del sistema che avrebbe condotto alle distopie immaginate da Orwell e Huxley, e la cosa interessante è che si tratta di un movimento tuttora operante e influente in UK.
      La democrazia ha fallito perché il modello antropologico è egoistico e allora qualsiasi sistema porterebbe alle stesse conseguenze. Insisto sul fatto che si deve cambiare la visione antropologica, se non ogni riforma possibile sarà inefficace.

      • Corbezzoli Enzo, mi sono divertito a scartabellare il sito ed ho trovato riferimenti a Orwell, Huxley, all’impossibilita’ degli “addetti alla scienza” di notare le strumentalizzazioni eccetera…
        Sono quasi commosso!
        Come mai ci ho messo cosi’ tanto a trovare questo sito 🙂

        Aggiungo qui una considerazione sul legame Sole-riscaldamento. Premetto che c’e’ un po’ di dietrologia.
        Scordiamoci le chiacchiere, supponiamo che anche chi guida la propaganda dell’AGW sappia benissimo che e’ tutto dovuto all’attivita’ solare.
        Bene… a questo punto puo’ essere istruttivo notare che:
        1) il ciclo scorso e’ stato piuttosto forte. Guarda un po’ l’AGW e’ stato propagandato in quel periodo (ma a me risulta che come teoria sia ben piu’ vecchia). Time to market?
        2) secondo le previsioni NASA del 2007 (mi pare) il ciclo successivo (cioe’ l’attuale) sarebbe stato un 30-50% piu’ forte. Insomma si aspettava un picco nel 2012. Time to market?
        3) Ma il Sole ragiona a modo suo, questo ciclo e’ estremamente debole, il Time to market si e’ rivelato assolutamente sbagliato.

        Ripeto, della dietrologia c’e’ ma e’ tanto ridicolo supporre che, cosi’ come nei tempi andati la previsione delle eclissi veniva usata per soggiogare il popolo ignorante, altrettanto si sia tentato di fare oggi?
        I dati supportano egregiamente questo ragionamento paranoide…

  3. E perché sarebbe “dannoso” investire sulla riduzione delle emissioni di CO2 proprio non lo capisco. Nonostante i suoi proclami, il cambiamento climatico causato dal riscaldamento globale è reale e le conseguenze – anche in termini di incremento dell’intensità e della frequenza degli eventi estremi – potrebbero essere persino peggiori di quelle ipotizzate (sono ancora tante le cose che non sappiamo di non sapere e quasi tutte quelle di cui ci siamo accorti negli anni hanno una caratteristica in comune: innescano o contribuiscono ad amplicare delle retroazioni positive). Già questo dimostra l’opportunità di intervenire per ridurre le emissioni (scelta che rimane valida fino a quando lei o qualcun altro riuscirà a smentire un paio di secoli di conoscenze accumulatesi nei campi della fisica e della chimica).
    Oltre a questo, a me risulta che praticamente tutte le azioni di riduzione delle emissioni di CO2, oltre a dei vantaggi (a oggi ancora lievi e difficilmente quantificabili) in termini di occupazione, di tassi di innovazione e di crescita economica complessiva, abbiano come effetto “collaterale” delle ricadute positive sulla qualità dell’aria, dei suoli e delle acque, cioè quelle cose che, attendo smentite, supportano la civilizzazione da qualche migliaio di anni.
    Solo per fare qualche esempio: le misure proposte per la riduzione delle emissioni delle centrali a carbone, oltre a ridurre gli impatti delle attività di estrazione/smaltimento delle scorie, di trasporto e gestione degli scarti, contribuirebbero a ridurre la dispersione in atmosfera, nei suoli e nel ciclo idrologico di inquinanti come arsenico, piombo, mercurio, cadmio, cromo. Oppure: tra le tante misure suggerite per ridurre le emissioni dai rifiuti urbani ci sono la separazione e il trattamento dei rifiuti urbani biodegradabili con il riciclaggio, il compostaggio e la digestione anaerobica, oltre al recupero dei gas in discarica con la loro combustione/utilizzo. E ancora: tra gli interventi proposti per ridurre le emissioni del settore dei trasporti ci sono l’adozione dello standard Euro 6 a livello globale e il sostegno alla diffusione di tecnologie ibride e/o full electric. E che dire delle misure per la riduzione delle emissioni del settore residenziale? Provi a fare due conti, e veda quali ricadute in termini di occupazione, Pil, qualità dell’aria e sicurezza idrogeologica potrebbe avere un massiccio piano di efficientamento dell’edilizia esistente.
    E ancora, visto che il tema dei paesi poveri le sta a cuore: lei è mai stato in una capanna in cui si cucina e si fa luce usando sterco o legna o qualunque altra cosa si riesca a trovare? Io sì, e mi rallegro del fatto che tra le misure proposte ci siano l’introduzione di fornelli a bruciatura pulita di biomassa per la cottura e il riscaldamento e il sostegno alla diffusione dei pannelli e dei forni solari.

    • Perché* è inutile investire nella riduzione delle emissioni di CO2?
      Intanto perché gli ultimi dati diostrano che sono svincolate dal Global Warming, è dannoso perché vengono sprecate risorse che potrebbero essere megli impiegate in opere sul territorio che in quanto ad occupazione e aumento del PIL sarebbero anche più efficaci.
      Riguardoi le misure adottate per le centrali a carbone riguardano il particolato e non la CO2, quindi niente a che vedere con l’AGW.
      Ripeto ch ele ricadute in termini di occupazioen sarebbero quantomeno uguai anche se si investisse in opere pubbliche di riassetto idrogeologico, e sicuramente risolverebbero problemi più concreti.
      Riguardo alle capanne in cui si cucina e si fa luce usando sterco o legna facciamo così, la proposta di cucine a biomassa pulita e a pannelli solari la vada a fare al comune di Milano o a Berlino ecc… vediamo se in pochi minuti non l’accompagnano alla porta.
      L’Africa è ricca di petrolio e uranio, diamogli delle vere centrali elettriche, questa è la vera soluzione!
      Non quella ‘carità pelosa’ per i ‘poveri negretti’ che ci mette la coscienza a posto e che a noi occidentali piace tanto.
      Al riguardo rimando all’intervista a Padre Albanese.

  4. Diego non hai capito : sono tutti scemi (nasa,comunita’ europea,protocollo di kyoto). L’agw e’ una teoria figlia del complotto pluto giudaico massonico,insieme a darwinismo,nozze gay e aborto. Per fortuna c’e’ pennetta,unico,che ha capito come stanno le cose.

    PS io non ho ancora capito se pennetta neghi il riscaldamento globale,o l’aumento della CO2,o il fatto che un aumento della CO2 provochi surriscaldamento. Saro’ scemo anche io.

    • Gentile Lapalisse,
      i suoi argomenti sono davvero tecnici e convincenti, immagino che adesso un sacco di gente avrà cambiato opinione grazie a questo intervento.

      PS la risposta alla domanda è stata data di seguito.

  5. pers' homme on

    Gli studi dimostrano che la co2 è svicolata dall aumento di temperatura ? E quali sono? Ah ah son curioso di vederne uno

  6. mi perdoni,pennetta,non capisco i pallini neri e la linea rossa cosa significhino (qual’e’ la temperatura?).forse se mi posta lo studio originale posso dargli un’occhiata.
    e non ho capito,lei nega l’aumento di temperatura globale osservabile dal 1900 ad oggi? o l’aumento della CO2? o il fatto che la CO2 sia responsabile di un effetto di surriscaldamento? mi illumini.

    • I pallini neri rappresentano la CO2 e la linea rossa la temperatura.
      La temperatura dal 1900 ad oggi è aumentata, ma i dati, non io, indicano che negli ultimi 14 anni la CO2 è aumentata mentre la temperatura si è stabilizzata, quindi la temperatura non aumenta in proporzione alla CO2 come la teoria dell’AGW prevede.

      Quello che ho inserito non è uno studio ma un raffronto fra dati, so che i sostenitori dell’AGW non amano molto i dati, ma si tratta di un procedimento molto semplice, si prende un grafico della CO2 e uno della temperatura per uno stesso periodo e si confrontano.
      Spero che si sia illuminato…

  7. be’ ma scusi lei non crede che l’aumento della co2 negli ultimi 100 anni abbia avuto quanto meno un ruolo nel riscaldamento che c’e’ stato? mah..

    • Un ruolo come causa o come effetto? Se due fenomeni sono correlati resta sempre da capire quale dei due sia la causa dell’altro o se non esiste una causa terza che li guida entrambi.
      (Senza quel mah.. il suo intervento sarebbe stato meno da polemica sotto l’ombrellone)

      • Dò un’informazione ai lettori di questo blog. È possibile dimostrare che la CO2 in atmosfera è aumentata per effetto delle attività umane. Non dico però come si fa a dimostrarlo, in quanto immagino che lei lo sappia già e lo voglia spiegare di persona.

        • Il “lei” era riferito al prof. Pennetta, mi scuso per aver scritto malamente.

          • Caro Pennetta, vedo che lei non conosce la letteratura scientifica sul GW. Le sue fonti sono inattendibili, come chiunque può verificare.
            Le ho già dimostrato più volte che lei non legge con attenzione gli articoli, ma ne dà interpretazioni fantasiose. Adesso mi esce con un articolo di uno statistico che non si occupa di clima. Strano che tutti gli ‘scettici’ in oltre 20 anni non si fossero accorti che bastava un’elaborazione statistica per far crollare tutto!
            Quanto alla mia fonte, libero di non credere che esista, ma io l’ho trovata in dieci minuti con Google scholar, se lei non è capace di fare altrettanto……
            Le considerazioni in libertà, purtroppo, sono sempre e soltanto le sue.

          • Inox, lei sta veramente scadendo nella più sterile delle polemiche.
            Siamo arrivati all’esaurimento degli argomenti tecnici ed ecco che rovescia una serie di accuse generiche.
            E come ho detto non intendo entrare in un loop in cui si dicono continuamente sempre le stesse cose, la lascio alla risposta che lei non vuole darsi: le previsioni dell’IPCC basate sulla teoria dell’AGW si sono dimostrate errate.
            Quindi la teoria è confutata e tutto il resto sono chiacchiere.
            Buonasera.

        • Inox, lei (è rivolto proprio a lei) continua a portare falsi argomenti, dove avrei detto che la CO2 non è aumentata ANCHE per le attività umane?
          Solo che vale un misero 3,75% annuo e sono molto maggiori gli effetti dei cicli solari.

          Faccia la persona seria.

          • Enzo Pennetta scrive:
            26 luglio 2014 alle 10:55

            Un ruolo come causa o come effetto? Se due fenomeni sono correlati resta sempre da capire quale dei due sia la causa dell’altro o se non esiste una causa terza che li guida entrambi.
            Qui lei dice che la CO2 potrebbe essere effetto e non causa del riscaldamento, mi corregga se sbaglio.
            Quindi, se l’aumento della CO2 fosse effetto del riscaldamento (come lei sembra preferire), cosa c’entrerebbero le attività umane?
            Se poi mi dice a cosa si riferisce quel 3,75% annuo che butta lì come un dato acquisito, le posso rispondere anche su quello, non si preoccupi.
            Ma stia attento a non essere bannato: mi ha appena dato della persona poco seria…..

          • Non c’è niente da fare, Inox non riesce a togliersi di dosso quel tono da sfida anziché di confronto, vabbè.

            Allora, se la CO2 fosse la conseguenza del riscaldamento dovuto al sole ciò non toglierebbe che si avrebbe un secondario effetto di rinforzo, ma in tal caso sarebbe inutile ridurne le emissioni perché bisognerebbe andare invece sul sole a togliere di mezzo quelle dannate macchie…

            E sarebbe inutile ridurle anche perché sono già al 3,75% del totale 15ppm su 400, come afferma un recente studio che se vuole si può studiare visto che oggi sembra avere abbastanza tempo libero(semmai mi fa un piacere se ci fa sopra anche una relazione dato che io devo uscire):
            http://www.atmos-chem-phys.net/14/7273/2014/acp-14-7273-2014.html

          • Adesso ripiega sul tono di sfida, ma non risponde nel merito.
            Se, come sostiene lei (e pochi altri…), fosse principalmente colpa del Sole, perché mai dovremmo rinforzarne l’effetto invece di mitigarlo? Mi sfugge la logica, ancora una volta.
            Quanto al suo 3.75%, è l’ennesima dimostrazione del fatto che di scientifico qui non si vuole discutere. Nell’articolo al quale lei fa riferimento infatti, quel dato di 15 ppm è riportato nella sueguente frase:
            average gradients of fossil fuel CO2 in the lower 1200 m of the atmosphere are close to 15 ppm at a 12km×12km horizontal resolution.
            Ovvero non ha nulla a che fare con la quantità cumulata di CO2 in atmosfera, è un dato di concentrazione maggiore che va sfumando dalle aree di produzione per combustione di combustibili fossili verso il resto dell’atmosfera (infatti si parla di aree limitate).
            In più, quell’articolo parla del C radiogenico (non dell’accumulo in atmosfera).
            Ancora una volta lei utilizza in modo, diciamo allegro?, le fonti. Senza averle lette con un minimo di attenzione.
            Ecco, ho fatto anche il compito per lei, prof, adesso è contento?

          • Inox, guardi che io non ripiego su niente, è lei che ha un tono di sfida e io glielo faccio solo notare.

            Adesso le spiego il resto, vede se il driver della temperatura è i sole e la CO2 segue,limitare le emissioni di CO2 è un palliativo che non risolve niente, se uno ha un’infezione può anche prendere un’aspirina ma non è quella la soluzione.
            Allora, anziché investire in eolico o altre sperimentazioni che non risolvono nulla, i miliardi di dollari che si spendono per un’inutile diminuzione della CO2 si spendano in lavori per il riassetto idrogeologico.
            L’ho già detto ed è l’ultima volta che rispondo alla medesima domanda.

            Riguardo allo studio citato, se 15ppm è una concentrazione massima che si registra nelle vicinanze delle aree di produzione dobbiamo ritenere che quella media nell’atmosfera sia ancora più bassa, o no?

            Però mi viene adesso in mente una domanda, Inox, mi sa indicare una fonte che secondo lei dia con precisione quanta CO2 proviene da combustibili fossili?

          • Caro Inox, l’unica cosa su cui lei infierisce è il mio tempo, il discorso andrà avanti fin quando non si comincerà a tornare su cose già dette, sa ho una vita sociale… poi potrà anche andare dall’oca a dire quanto è cattivo Pennetta.

            Da come la vedo io è lei che si sta incartando insistendo a cercare fatti accessori quando quello fondamentale è che l’PCC ha sbagliato le previsioni e quindi la teoria è invalidata.
            Va bene, parliamo del manico della mazza dell’hockey stick, un grafico che proprio pochi giorni fa è stato mostrato essere una ricostruzione alterata (http://www.enzopennetta.it/2014/07/cacao/) se vuole usare un dato errato faccia pure, ma io non la seguo su tale strada.

          • Pennetta, la prova della provenienza della CO2 è nella composizione isotopica della stessa, però il lavoro se lo trova lei, non faccio consulenze gratis. 😉
            I 15 ppm sono un gradiente (quindi una differenza, non un valore assoluto…….), se lei legge con attenzione. O pensa davvero che la CO2 abbia concentrazione 15 ppm?
            Il grafico fantasioso al quale lei fa riferimento è, come il resto delle sue “fonti”, inconsistente.
            Ci credo che lei non segue le fonti scientifiche, sono tutte opposte alle sue convinzioni.
            Andare dall’oca? Quella del gioco?

          • Cos’è un modo per dire che lei non sa indicare nessuna fonte che possa dire quanta percentuale di CO2 è di origine antropica? E allora su cosa si basa tutto il baraccone dell’IPCC?

            Poi, il grafico che lei definisce ‘fantasioso’ e che dimostra ii ritocchini apportati dall’IPCC dopo il ’90 è stato elaborato da un ricercatore che di statistica è un esperto ed è stato pubblicato su una peer review, che succede, quando le ricerche non le piacciono diventano fantasiose?

            Io ho citato tutte fonti scientifiche, ma vedo che lei invece sta cominciando a buttarla su considerazioni in libertà.

  8. Pennetta nega l’effetto serra della CO2. E confronta mele con patate, mettendo in grafico la concnetrazione di CO2 e l’aumento della temperatura (non la temperatura assoluta, che sta ancora crescendo). In più,considera un intervallo inferiore ai 30 anni, ovvero uno nel quale le oscillazioni naturali possono mascherare il trend generale. Con questo sistema, posso dimostrare il global warming tra la primavera e l’estate e anche il global cooling tra l’autunno e l’inverno.

    • Inox, e lei che che fa? Nega l’effetto del Sole sulla temperatura!
      Allora, o parliamo seriamente rinunciando alle tentazioni di buttarla in caciara o lasciamo perdere.

      1- Non nego l’effetto serra della CO2, nego che sia il driver dell’attuale aumento di temperatura che invece è stato causato dal ciclo delle macchie solari:

      2- Non so cosa c’entrino le mele e le patate ma nega l’evidenza dicendo che la temperatura assoluta sta ancora crescendo (correttamente deve dire ‘è cresciuta’) mentre è ferma da circa 15 anni.

      3- Non c’entra nulla il tempo proprio della climatologia (30 anni) con il disaccoppiamento tra crescita della CO2, che è continuata, e le temperature che si sono stabilizzate.

      Infine, una domanda, Inox secondo lei erano giuste le previsioni dell’IPCC basate sul ruolo della CO2?

      • Traduzione delle e commento alle affermazioni di Pennetta:
        1. “non nego che l’effetto serra riscaldi, nego che sia la causa del riscaldamento!” Senza parole.
        2. “la temperatura non è cresciuta negli ultimi 15 anni” Degli ultimi 30 non vogliamo proprio parlarne. Però se prendo da dicembre 2007 a marzo 2010 ho un aumento di 0,6°C, non smentibile. Vogliamo continuare così?
        3. “il numero 30 mi dà fastidio, quindi dico che non c’entra nulla. Così posso continuare a sostenere la mia tesi preconfezionata”. Le regole del gioco si usano sempre, non solo quando fa comodo.
        4. “presento un grafico che compara dati dell’alta atmosfera con quelli di superficie (ancora mele con patate) e dimostro che i modelli IPCC (sulle temperature in superficie) sono sbagliati”.
        Ritenti, sarà più fortunato.

        • Inox, lei vuole fare caciara e stravolge quello che ho detto, tutti qui i suoi argomenti?

          1- lei nega che il Sole riscaldi la Terra. Senza parole se permette lo dico io!

          2;3 – lei si barrica dietro la cifra dei 30 anni per non vedere un dato che non le piace. Si bendi pure gli occhi, io preferisco non farlo.

          4- il grafico presenta misurazioni con palloni sonda e da satellite, ma i che satelliti misurino solo la temperatura atmosferica non sta scritto da nessuna parte. Chi è che scarta i dati che gli danno fastidio?

          • Nuova traduzione:
            quello che dico io è ‘caciara’, quello che dice Pennetta è la verità rivelata.
            1. mi dica dove ho negato che il Sole riscaldi la Terra (straw man argument, come al solito).
            2, 3. Non ho deciso io che il clima si misuri su periodi di 30 anni. Lo hanno deciso persone che ci lavorano su, detti climatologi. Se a lei non piace, perché non sostiene la sua tesi, si rivolga a loro. Però, siccome al momento la regola è questa, a questa ci dobbiamo adeguare tutti.
            4. Le sfugge la differenza tra ‘scartare dati’ e ‘comparare tra loro cose diverse’. I dati vanno interpretati, caro Pennetta.

          • Inox lei fa caciara per il modo in cui condisce sarcasticamente le sue affermazioni, come mai? I dati asciutti non bastano?
            Troppa frequentazione dell’oca l’ha condizionata negativamente nel modo di relazionarsi?

            Nuovissima traduzione:
            1- Mi dica dove ho negato l’effetto serra.

            2;3- Che la correlazione CO2 temperature dovesse essere mantenuta anche in questi ultimi 17 anni l’hanno detto i climatologi dell’IPCC con la storia dell’hockey stick(vedi grafico) non io, mica hanno detto, Al Gore in testa come testimonial, che avrebbe potuto anche esserci una pausa. Che fa gliela scrive una mail magari un po’ sarcastica su questo errore?

            4- quando lei scarta i dati fa un’interpretazione, gli altri fanno manipolazione?

          • 1. Non ha trovato nessun punto dove io abbia negato che il Sole riscaldi la Terra. Straw man argument.
            In compenso, lei (non io) ha affermato che la lotta alla CO2 è inutile (titolo del suo post, o neghiamo anche questo?), ovvero che l’effetto serra da CO2 è trascurabile. Io non ho detto che lei nega l’effetto serra in quanto tale, rilegga con attenzione.
            2,3. L’hockey stick si misura su un millennio, la sua ‘argomentazione’ davvero non sta in piedi. Che ci aggiunga Al Gore dimostra chi sta facendo davvero caciara. Non ha smentito che le medie climatologiche si facciano su 30 anni e che periodi più brevi siano inutili per individuare le tendenze.
            4. Non ha smentito la mia affermazione. Quel grafico compara oggetti diversi ed è, per usare un termine elegante, spazzatura.

          • Inox, il riferimento era alla sua citazione provocatoriamente distorta e commentata: “1. “non nego che l’effetto serra riscaldi, nego che sia la causa del riscaldamento!” Senza parole.”

            Lei non ha capito che se lei afferma che io nego l’effetto serra e non che esso sia all’origine del GW in quanto causato dalle emissioni umane, è come se io affermassi che lei nega che il sole riscalda la terra solo perché nega che sia la causa del GW. Capito adesso il gioco di parole?

            Per il resto che l’hockey stick si misuri sul millennio vuol dire che dobbiamo incorporare tutto il bastone, insomma adesso non le bastano più neanche i 30 anni, ok… allora facciamo così diamoci appuntamento tra mille anni e salutiamoci qui.

          • Pennetta, io non voglio infierire, ma lei si sta incartando sempre più. Quindi l’effetto serra funziona, la CO2 ne è responsabile, ma ciònonostante non è causa del riscaldamento globale? Sopra lei mi dice che è “ininfluente” basandosi su un dato che è riferito ad altro.
            La sua posizione è sempre più contorta: se fosse dimostrato invece che a quasi raddoppiare la concentrazione di CO2 è stata l’attività umana lei sarebbe disposto a cambiare idea?
            Che l’hockey stick sia riferito a un millennio ancora una volta non l’ho inventato io. Che il bastone abbia un manico (molto più lungo della parte che colpisce la palla) non mi sembra così strano.
            “Adesso non le bastano più neanche i 30 anni”. Ma stiamo parlando d’altro. Resti in tema.
            E poi, perché mai dobbiamo salutarci qui? A meno che lei non interrompa unilateralmente il dialogo, io ho intenzione di continuare ad intervenire.

  9. mah,continuo a essere molto perplesso,pennetta. fermo restando che la verita’ non ce l’ha in tasca nessuno, il buon senso suggerisce una correlazione tra lo spaventoso aumento della CO2 degli ultimi 100 anni (con il conseguente effetto serra dovuto alle caratteristiche molecolari di co2,cfc,N2o che assorbono nell’infrarosso ecc) e l’aumento della temperatura (sicuramente dannoso in quanto fonte di calamita’ naturali ecc). Non so quanto le macchie solari guidino il riscaldamento globale,ma mi stupirei se un aumento cosi marcato della co2 antropica non avesse effetti sul clima.
    comunque liberissimo di reputare tutti scemi o senza cervello…sa,per quello che conta la sua opinione…la faccia e’ la sua.
    saluti.

    • Vede, siamo d’accordo su qualcosa, la verità non ce l’ha in tasca nessuno, ma esiste e va cercata, qui vengono offerte argomentazioni affinché ciascuno possa controllare se la verità che gli è stata messa in tasca non sia sbagliata.

      Come altre volte lei si perde nel finale, prima dice che la verità è da trovare poi afferma che se metto in dubbio certe conclusioni reputo gli altri degli scemi, o l’una o l’altra.
      E comunque se reputassi tutti senza cervello non perderei tempo a condividere dati e riflessioni sul sito.