Lettera ad un’insegnante darwinista su Pikaia

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Su Pikaia viene proposto un gioco da tavolo per simulare la genetica di popolazione.

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Vorrebbe essere uno strumento per insegnare la teoria neodarwiniana, ma finisce col confutarla.

 

L’ha ideato una professoressa di scuola cattolica che, bizzarie del caso, anni fa è stata una collega di Enzo Pennetta…

 

Gentile Marina Pescarmona,

mi scuso se mi rivolgo a lei, ma il caso è emblematico e merita di essere discusso.

Conosco le sue competenze scientifiche essendo stato per alcuni anni suo collega presso il liceo “Cristo Re”, e  non ho potuto fare a meno scrivere questa lettera aperta dopo aver letto il suo contributo sul sito Pikaia nella rubrica, dalla denominazione involontariamente umoristica, di “Labevo“.

Il suo contributo all’opera didattica del portale dell’evoluzione consiste nella proposizione di un gioco da tavolo denominato  “Popolazioni: Un gioco di simulazione di genetica di popolazione” il cui fine è indicato con le seguenti parole:

Il gioco mette in risalto il ruolo della contingenza nell’evoluzione delle popolazioni.

infatti al termine del gioco si potrà constatare che:

“Le tre popolazioni, alla fine del gioco, divergono per numero di individui, frequenze fenotipiche, genotipiche e alleliche,  a causa dell’assetto genico di partenza, della casualità e del tipo di eventi subiti.”

La composizione genetica è rappresentata da una coppia di carte colorate in giallo chiaro e giallo scuro, riportate di seguito:

(Le tre possibili composizioni ‘genetiche’ del gioco).

Alla fine del gioco, dopo una serie di eventi contingenti, la composizione delle carte in mano a ciascun giocatore sarà variata in modo aleatorio, ma le carte saranno sempre le stesse, nessun nuovo colore sarà apparso.

E questo dovrebbe rappresentare l’evoluzione?

Le domando allora:

-E’ comparso un nuovo carattere?

-Sono presenti specie che prima non esistevano?

La risposta ad entrambi i quesiti è un inevitabile NO.

La ringrazio quindi per questo gioco che offre l’opportunità di mostrare agli studenti quanto i meccanismi della selezione naturale siano del tutto inadeguati a spiegare l’evoluzione.

Non credo però che lo sottoporrò ai miei studenti liceali, ma chissà, potrei invitarli a leggere questa pagina di CS per mostrare loro l’inconsistenza della teoria neo-darwiniana, per quel che mi riguarda invece, come attività integrativa per capire cosa sia il darwin-ismo, faccio leggere e commentare “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, cosa che ovviamente le consiglio vivamente di fare.

Ma se vogliamo andare oltre al significato del gioco e considerare la pubblicazione dello stesso avvenuta su Pikaia, è possibile di parlare di un vero e proprio “esperimento” sul condizionamento di massa: nonostante l’evidenza dei fatti, nessuno si accorge di quello che ha davanti agli occhi.

Nessuno si accorge del fatto che non c’è stata evoluzione.

Ma a parte l’involontaria dimostrazione a sfavore della Sintesi Moderna, la ringrazio inoltre perché essendo l’istituto de Merode una scuola paritaria, e specificamente cattolica, questo suo contributo su Pikaia risponde alle ingiustificate preoccupazioni del prof. Pievani sull’insegnamento negli “istituti confessionali”, timori de lui recentemente espressi in una lettera al sottoscritto e di cui lungamente si è parlato su CS.

I saluti finali del prof. Pievani che concludono la lettera a cui ho fatto precedentemente riferimento non sono stati molto benevoli nei miei confronti:

Nel frattempo, tanti auguri sentiti e sinceri agli studenti romani del Liceo paritario della Fondazione Cristo Re. Ne hanno bisogno.

Ma non intendo ripagare chi si impegna sul versante opposto con la stessa moneta (sarà uno di quei retaggi della formazione cattolica…).

Concludo quindi con i più sentiti e sinceri auguri di buona Pasqua alla professoressa, ai suoi studenti e al prof. Pievani.

Enzo Pennetta

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

19 commenti

  1. Ci sono anche le carte evento..
    Fintanto che viene detto “Un gioco di simulazione di genetica di popolazione” niente che dire.
    Cosa che non credo divertirebbe nè coinvolgerebbe più di tanto meno di qualche esperimento con piselli o altro..
    Io,sarà che sono ancora un po’ confuso dai postumi dell’influenza,ma di queste iniziative,come la precedente http://www.enzopennetta.it/2012/03/scientific-american-favole-spacciate-per-scienza/,fatico fortemente a trovarne senso.
    Poi diciamolo tranquillamente spiegare i concetti base della contingenza e della genetica delle popolazioni è cosa tutt’altro che complessa che richieda chissà che stratagemmi di astrazione per renderla più comprensibile.
    Credo,beh è evidente,che il problema nasca con la frase che spiega l’obiettivo del gioco:
    “Il gioco mette in risalto il ruolo della contingenza nell’evoluzione delle popolazioni.”
    Che inserita com’è confonde semplicemente le idee,sempre visto e considerato il concetto universalmente accettato per ‘evoluzione’e non quello che abbastanza vergognosamente viene proposto.

    • Sì, il concetto della contingenza è facile, tutto sommato non è necessario impiegare mezzi particolari per spiegarlo.
      Comunque, come dicevo, il gioco dimostra che non c’è stata evoluzione, l’unica conclusione è che “è rimasto chi è rimasto”.

      Tautologico, proprio come la selezione naturale.

      PS: ma come si vince a questo gioco?

      • Jacques de Molay on

        PS: ma come si vince a questo gioco?

        Boh, vincerà chi si stufa per ultimo.
        Tra questo e la tombola al contrario dei boy scout non saprei cosa scegliere…

        • Già, dimenticavo la Tombola al contrario… basta, se continuano con questi giochi non riusciremo più a trovare il tempo per lavorare!
          :mrgreen:

        • Vabbeh ci son divesi tipi di gioco,in alcuni “il premio” è il risultato finale,sia in singolo che in team senza che vi sia vincitore,per esempio se si fa un puzzle di 1000000 pezzi insieme non è che vince chi mette l’ultimo pezzo o chi ne mette di più..
          Così come giochi di simulazione possono avere simili caratteristiche..
          La tombola degli scouts in verità a differenza di questo aveva un vincitore ed il senso dell’ultimo era far estrare più “suggerimenti” possibili da rispettare poi tornati a casa..
          Una boiata certamente,lì però magari si può contestare una cattiva realizzazione..ma qua…
          l’obiettivo del gioco è l’insegnamento di come la contingenza influisca nella genetica delle popolazioni(e vorrebbero pure nell’evoluzione)..Cioè questo sarebbe nella follia di qualcuno un modo per insegnare una data cosa in modo giocoso,magari più efficace,semplice ed interessante.
          Non potevano realizzarlo peggio,poi ripeto per insegnare un concetto che a spiegarlo creavano meno confusione che col gioco.
          E credo si potesse insegare fra l’altro con qualche gioco o esperimento più bellino che con carte gialle ed arancioni..

          • Jacques de Molay on

            Mah, in ogni caso preferisco decisamente questo. A mio avviso è decisamente più onesto: ci si evolve da una specie all’altra senza capire il perchè!

            Per ora sono riuscito ad evolvere da organismo unicellulare in leone!

          • Certamente come giustamente fai osservare Leonetto non in tutti i giochi c’è sempre un vincitore, ma c’è comunque un obiettivo da raggiungere come nel puzzle dove la soddisfazione è completare la figura.

            Ma in questo gioco qual’è il “goal”?
            A quanto sembra l’obiettivo è dimostrare la contingenza, dimostrare cioè che non esiste un obiettivo. Magari la natura procede davvero così, però giocare senza un obiettivo è davvero una gran noia!

          • @de Molay

            “… ci si evolve da una specie all’altra senza capire il perchè!”

            Perfetto… è esattamente l’applicazione della Sintesi Moderna!!!

          • Ricordo De Molay che questo fù l’archetipo videoludico dell’evoluzione con tanto di “disasters” fenomeni ambientali etc etc..:
            http://www.gameswin.biz/gameen.php?id=214

            Ad ogni modo il gioco da tavolo con le schedine gialle e arancio e i disegnetti linkati sopra sono stati sponsorizzati e proposti da Pikaia,Scientific America ed acquisiscono una sorta di ufficialità pertanto la questione è un po’ più rilevante di qualsivoglia giochino flash,videopgames o gioco da tavolo.

            @Enzo

            L’obiettivo ,dichiarato,come detto è un obiettivo didattico.
            Come detto,secondo me, mal realizzato e concordo assolutamente sul noiso.
            Alla fine non rimane una “creatura” particolare,magari buffa ma carte gialle e d arancioni,e neanche il giocatore ha potuto puntare su qualcosa prima degli eventi per vedere se ha puntato bene o male..Tante cose av rebbero potuto dare più senso,corpo e valore didattico a questo gioco,alla fine torno a constare che per insegnare un piccolo concetto crea confusione e la fa molto più lunga del dovuto annoiando pure.

  2. Proprio oggi, durante una lezione universitaria, parlando di DNA, si è passati a spiegare l’evoluzione: il mio prof. ha fatto l’esempio della biston betularia! Io gli ho chiesto: “Le biston nere già esistevano o erano una mutazione?”
    “Probabilmente già esistevano, la fabbrica di carbone invece non esisteva.”
    “Ma allora non è una vera evoluzione”
    Quindi mi ha spiegato che i caratteri di una popolazione hanno una distribuzione a campana e che le contingenze possono muovere la vetta di tale distribuzione verso una coda; poi ha aggiunto l’ipotesi dell’origine della giraffa (tanti erbivori di vario collo, ma quelli col collo più lungo sono avvantaggiati) infine mi ha detto che l’ambiente può modificare il DNA con mutazioni a volte negative ed altre volte positive.
    A questo punto, anche se avevo notato una definizione MOLTO estesa di evoluzione, non ero comunque preparato: a parte con le radiazioni, l’ambiente causa mutazioni genetiche?
    Mi piacerebbe una vostra risposta, grazie!

    • Buonasera htagliato,
      come hai potuto constatare i casi riferiti dal prof. non mostrano alcuna evoluzione, la curva si sposta verso una coda della campana ma non compare nulla di nuovo.

      Divertente la risposta sulla “fabbrica di carbone”, come dire che l’unica nuova specie che si è prodotta è la fabbrica!

      Infine il discorso è andato inevitabilmente verso le mutazioni, che certamente avvengono, ma l’affermazione che ne esistano di “positive” che creino nuovi caratteri è solo teorica, come dire che è possibile che modificando a caso i passi di un programma del pc si ottenga una nuova funzione. Certamente non è impossibile…

      Comunque nei casi reali e verificati le mutazioni portano solo danni:
      http://www.enzopennetta.it/2012/11/neodarwinismo-alla-deriva-4-un-genetista-di-stanford-afferma-che-le-mutazioni-provocano-degenerazione-non-evoluzione/

      http://www.enzopennetta.it/2012/11/neodarwinismo-alla-deriva-5-il-dna-umano-si-sta-deteriorando/

      A questo punto qualcuno potrà dire che esiste un caso di mutazione casuale che ha portato ad una evoluzione e citerà l’Escherichia coli.
      Su questo potrai trovare qualcosa in questi articoli:
      http://www.enzopennetta.it/2012/10/escherichia-coli-e-vera-evoluzione/

      http://www.enzopennetta.it/2012/11/escherichia-coli-e-vera-evoluzione-seconda-parte/

      Spero di esserti stato utile.

      PS: potresti proporre il gioco da tavolo al prof… 🙂

      • Grazie sign. Pennetta per i link consigliati, ne terrò conto. Quando tra qualche settimana il corso universitario starà nel pieno del suo programma, vedrò se potrò inserire questa semplice domanda:
        “ci può fare un esempio di una mutazione genetica o di un processo evolutivo in cui si possa vedere un incremento d’informazioni nel genoma?” 😉

        Un ultima cosa: il prof. mi ha citato la notizia che a Pozzuoli (NA) trovarono batteri in grado di resistere, al contrario di quelli più comuni, ad una temperatura di 120°C, ipotizzando che una qualche mutazione gli abbia dato casualmente questa capacità.
        Ne sa qualcosa lei? Grazie!

        • A quanto pare ce ne sono un paio di batteri termofili nelle solfatare di Pozzuoli, ma la domanda da porre è: abbiamo il genoma del batterio prima e quello dopo la “mutazione”?

          Se non l’abbiamo si tratta di un ragionamento circolare nel quale si parte dall’assunto che un carattere sia originato da mutazioni casuali e poi si afferma che poiché un carattere esiste ciò è dovuto ad una mutazione casuale.

          Se invece abbiamo la specie prima e dopo la mutazione sarebbe un caso interessante, se così fosse me lo faccia sapere.

          PS: non ponga la domanda alla Dawkins prima di aver sostenuto l’esame! 😉

        • alessandro giuliani on

          Pyrococcus Furiosus, un batterio molto studiato dai biochimici, è un estremofilo, quindi un archibatterio qualcosa di un pò diverso dai batteri. Le sue proteine sono estremamente stabili per un ‘criterio di costruzione’ molto diverso da quello delle proteine mesofile, hanno la stessa struttura 3D identica a quella dei mesofili, sequenze molto simili, ma diversi pattern di distribuzione di idrofobicità, un piccolo capolavoro biochimico…ma le mutazioni non sono certo una o due, sono proprio una classe di organismi molto diversi dai batteri, c’è chi parla addirittura di un regno a parte…

          • Quindi essendo il Pyrococcus Furiosus un Archaea, allora a rigor di logica l’archeobatterio estremofilo sarebbe quello di origine e i batteri mesofili sarebbero quelli “evoluti”.

            E comunque, altro che una mutazione…

          • Vi ringrazio, Giuliani e Pennetta, per questo utile approfondimento sugli archibatteri: ne terrò conto.

    • Achille,quanto alla campana ti consiglio:
      http://www.enzopennetta.it/2011/10/asino-doro-2-i-testi-scolastici/
      La “curva a campana” in realtà è un po’ generico.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Selezione_naturale
      In questa pagina puoi vedere rappresentate tre curve relative alla distrubizione delle specie e l’effetto quidi delle varie selezioni:stabilizzante,diversificante,direzionale.
      Nessuna delle tre porta alla comparsa di nessun nuovo carattere e mai alla formazione di una “nuova” specie con nuova informazione.
      Si potranno vedere “nuove” qualità,varietà..espressioni diverse di quanto già c’è.
      Circa la Betularia,melanismo industriale,sempre in merito ad asini d’oro:
      http://www.enzopennetta.it/2011/10/asino-doro3-dario-fo/
      Ad ogni modo bisognerebbe vedere in che termini stesse spiegando l’evoluzione il professore,ad ogni moddo le cose indicate non possono in alcun modo avere peso nella formazione di una nuova specie.

      Quanto alle modifiche “positive” e “negative” del DNA lascia un po’ sbigottiti.
      Esistono casi di trasposizioni,rimescolazione dell’informazione,riarrangiano totale che specie hanno del loro DNA,’attivazioni e disattivazioni’ di geni,processi di borrowed information,di endogenizzazione,processi Innovazione – Amplificazione – Divergenza,processi Potenziamento – Attualizzazione – Perfezionamento (come nella Salmonella e nell’E.Coli) tutte cose che possono conferire vantaggi adattativi,ma non si forma nuova informazione e non si formano nuove specie e non c’è vera evoluzione.

      Quanto emerge è semplicemente la tautologia neodarwinista:
      Chi è adatto? Chi sopravvive. E perché sopravvive? Perché è adatto

      P.S:
      http://www.enzopennetta.it/2013/03/a-scuola-cosa-insegnano-agli-studenti-quale-teoria-dellevoluzione-approfondimento-di-leonetto/#comment-12246
      Lucy,Hardy etc..sono icone squalificate,sse ne è parlato ache qua:
      http://www.enzopennetta.it/2012/11/radio-globe-one-recensione-1711-la-scimmia-discende-dalluomo/
      e le rappresentazioni fornite sono un mix di fantasia e di subordinazione completa ed acritica al paradigma.
      Nel video di Ulisse si vedono delle scimmie mezze scimmie-mezze uomo di 6 Mla che scappano da una tigre dai denti a sciabola zompettando su due zampe…follia.
      E puoi notare come un po’ subdolamente venga proposto il lamarckismo come soluzione all’evoluzione:
      http://www.enzopennetta.it/2012/03/le-scienze-unidea-sbagliata-sulle-origini-delluomo/#comment-3743

      • Grazie Leonetto per avermi fatto notare i grafici ben fatti di Wikipedia e i link di Enzo Pennetta.
        Vedo che sei d’accordo con me sulla follia che sta dietro persino in certi documentari. Non per vantarmi, ma ricordo che già quando ero bambino nutrivo dei dubbi sulle cose che mi insegnavano, del tipo “perché nell’evoluzione dell’uomo i vari homo erectus, abilis ecc. prima sono alti, poi bassi, poi alti?” oppure: l’ultima frase della voce narrante di un documentario della BCC sui dinosauri diceva “…ma in realtà i dinosauri sono ancora tra noi, si sono evoluti, e sono…gli uccelli!” e io, bambino, ero triste, perché gli uccelli non mi consolavano: io volevo vedere i dinosauri, gli uccelli non gli somigliano per niente!
        Adesso che sono diventato “grande” ho capito cos’è che sbagliavo da bambino: amavo la Scienza per quello che diceva e non per il COME lo diceva.
        Il mio prof. una cosa onesta l’ha detto, ha introdotto l’argomento dicendo: “Per chi crede nell’evoluzione…”
        Questo coincide con una cosa che ho imparato al Corso di Fisica, cioè che la Scienza è tanto più esatta quanto più è puramente descrittiva e si rivolge al “qui ed ora”. Se è vero che l’evoluzione è iniziata 3 miliardi di anni fa e si è svolta in una Terra molto diversa da quella di oggi, oppure è iniziata da un meteorite proveniente da un altro pianeta, allora come posso dar torto ai miei amici che non studiano Scienze quando dicono: “ma gli scienziati come fanno a dire cos’è successo?”
        Non rispondetemi, era solo uno sfogo 😀