L’evoluzione alla prova della matematica. L’approfondimento di Leonetto.

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Con il tema della matematica e l’evoluzione torna l’approfondimento di Leonetto.

 

 

Fratus al microfono del buon Salvatore “modera” il quartetto dove, oltre al rodato compagno di trasmissione Pennetta, si inseriscono due  fisici, il prof.Ferdinando Catalano, di cui alcuni ricorderanno questo intevento su RadioGlobeOne ed il prof. PierMaria Boria,che alcuni ricorderanno per il suo intervento nel “dibattito” ospitato su “La Voce d’Italia”,aperto proprio, fortuna volit, dal prof.Piergiorgio Odifreddi (http://www.enzopennetta.it/2012/04/su-la-voce-dibattito-sul-darwinismo/), il matematico impertinente, l’anfitrione del Non senso della vita.

La puntata infatti si apre introducendo come argomento la abbastanza popolare lettera con cui Joseph Aloisius Ratzinger, già romano pontefice, ha risposto appunto al Piergiorgione Nazionale. Catalano va a spiegare e commentare subito quello che è uno degli argomenti più importanti per comprendere non solo la vicenda, non solo gli argomenti della puntata, ma diverse cose che interessano l’argomento evoluzione e neodarwinismo: la legge di Hardy e Weinberg , che la proposero indipendentemente (http://it.wikipedia.org/wiki/Equilibrio_di_Hardy-Weinberg ).

Tutto iniziò, racconta Catalano, quando nel 2009, l’anno caldo per il bicentenario della nascita di Darwin e per il centocinquantenario della pubblicazione de “L’Origine delle specie”, quindi dove anche  per leggi di marketing era fruttuoso pubblicare su Darwin, Odifreddi pubblicò “In principio era Darwin”. Quì il matematico muove un attacco al fisico Antonio Zichichi (di chiara fede cattolica) perché in un suo saggio “Perché io credo in colui che ha fatto il mondoafferma che l’evoluzionismo non è una valida teoria scientifica perché manca di carattere predittivo. Infatti spiega che ogni teoria ,degna di tal nome, debba essere in grado di descrivere sì un fenomeno,ma di avere anche predittività, ovvero avere una legge temporale che dica come il sistema  “evolverà” nel tempo, cosa che l’evoluzionismo evidentemente non fa. Ed è quindi così che Odifreddi  afferma che questa legge invece esista e sia proprio l’equilibrio di di Hardy e Weinberg.

Beh,così non è,ma è stata un’affermazione tanto grossolana da fare vincere ad Odifreddi l’ “Equus asinus  aureum. Ora,il professor Catalano svela subito l’arcano,in pochissime parole, se l’evoluzione avviene quando non si verifica il teorema di H&W, in quei casi in cui il teorema fa per così dire “cilecca”, esso non può essere la formula per spiegare questi momenti di eccezione, questi casi in cui fa cilecca. In buona sostanza,e ripropongo anche di leggere questo approfondimento (http://www.enzopennetta.it/2013/04/chi-erano-veramente-i-neanderthal/ ), l’equilibrio di  Hardy & Weinberg  è vero per popolazioni ideali, dove con ideali si intende che siano verificate queste condizioni:

 1)La mutazione può essere ignorata
2)Si hanno generazioni discrete, non sovrapposte
3)Gli individui si accoppiano in maniera casuale
4)La dimensione della popolazione è molto grande
5)La popolazione è chiusa
6)La selezione non influenza le frequenze alleliche

Fintanto che non si “spezza” questo equilibrio non si può parlare di “evoluzione”, e esso si spezza appunto lapalissianamente, in presenza di forze evolutive. E quali sono? Sono selezione naturale, incroci non casuali, deriva genetica, migrazioni, selezione artificiale, tutta una serie di contingenze… ibridazioni, speciazioni, formazione di chimere, mutazioni intra-specie (robertsonian fusion, tandem fusion etc..), trasposizioni, adattamenti all’ambiente propri di certe specie (metaprogrammazione, borrowed information), endogenizzazione, simbiosi, processi Innovazione – Amplificazione – Divergenza, processi Potenziamento – Attualizzazione – Perfezionamento e molti altri…

Tutte  queste forze però, benché importanti nel campo della biologia evoluzionista,della genetica delle popolazioni non portano, questo riferiscono i dati, ad una vera evoluzione, dove con essa intendiamo la comparsa nella biosfera di nuove funzioni, organi e gruppi tassonomici,mentre tutto il resto che lo si chiami adattamento, involuzione, microevoluzione o altro è irrilevante ma se lo si chiama evoluzione poi occorre non mescolare le cose. Altrimenti si corre il rischio nel cadere nell’errore per cui in presenza di due fenomeni A e B, riuniti in un unico macro-fenomeno, dimostro, spiego, osservo che avvenga e in buona misura come avvenga B e poi vado ad estendere tutte le conclusioni anche ad A. Ma se A è un fenomeno distinto da B, che richiede il verificarsi di cose che non interessano B, anche se i due siano collegati,questo procedimento logico risulta profondamente errato.

Le mutazioni (errori di copiatura del DNA) si verificano continuamente (anche senza la selezione), ma la maggior parte di esse sono “neutrali”, cioè rendono il genoma di pochissimo “difettoso” rispetto all’originale e senza che ciò pregiudichi la vitalità dell’organismo. Una piccola parte delle mutazioni sono non neutrali (anche più mutazioni a catena nel tempo) e possono causare incompatibilità o favorire un’adattamento. Poi secondo l’ipotesi neodarwiniana dovrebbero anche portare delle novità, cosa che però manca… e fra l’altro fintanto che non influenzano il fenotipo la selezione non interviene,per definizione.

Bisogna anche fare una precisazione, ovviamente in quanto scritto si tiene anche conto dell’impatto che l’ambiente ha anche a livello di genotipo. Lo stress ambientale che interviene per esempio su alcune popolazioni può avere ricadute sulla prole influenzando più o meno drasticamente l’espressione di tratti e quindi conseguentemente “dare vita” a  fenotipi che sono un risultato adattativo allo stress che l’ha indotto.

Ma tutti gli impatti ecologici, tutti questi meccanismi (comprensivi anche di attivazioni/disattivazioni di geni o blocchi di geni) che fanno parte di tutto quell’elenco di cui sopra sono fenomeni propri dell’adattamento di una popolazione, e sono cose che, per estensione, si ritrovano concettualmente per esempio nel caso della Drosophyla  ma non possiamo parlare di evoluzione. Non è possibile farlo. Abbiamo più volte rimarcato, spiegato ed argomentato il perché evoluzione non debba intendersi in alcuni modi (http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-rischio-del-ridicolo/ ) e perché ciò porti ad errori e a fare confusione.

Ora, è bene precisare anche questo : L’evoluzione è una congettura ragionevole, ma  non un fatto, perché nessuno ha mai osservato la nascita di un individuo della specie 2 da un individuo di una specie diversa.

Se l’evoluzione interspecifica 1 -> 2 -> 3 è tuttora inspiegata dalla scienza, ancor più lo è il “salto ontologico ” tra una specie senza simbolo, come sono tutte quante  le varie specie animali, e la specie umana (http://www.enzopennetta.it/2012/09/il-cicap-e-l-abiura-di-tattersall/ ). Il neodarwinismo di per sé non offre quello che i suoi “sacerdoti” spesso raccontano, mancando di corroborazione-i e di un criterio di falsificabilità, non essendo quindi neppure una teoria scientifica galileiana. Ora,se con neodarwinismo intendiamo una “teoria evoluzionistica, proposta nella sua forma base dai  naturalisti C.R. Darwin ed A.Wallace, secondo cui all’interno di una specie sopravvivono e si impongono gli individui e i caratteri più adatti a superare determinate difficoltà o modificazioni ambientali, e si  prendono distanze dal  genecentrismo, dal ruolo unico o fortemente maggioritario della selezione naturale e della mutazione casuale nella novità biologica e a non essere riduzionisti integrali allora ovvio che ci si possa dire tutti darwinisti. Sì, ma di cosa si sta parlando? Si va a ricadere nell’errore di cui scrivevo poco sopra. Pennetta quindi,ricordato il premio  insignito da Andrea Macco, racconta dell’ingresso sulle pagine di CS di Piergiorgio Odifreddi in risposta ad un articolo del prof.Umberto Fasol, del quale vorrei ricordare anche l’intervento durante il Mendel Day.

Odifreddi si è così espresso:

 “Caro Umberto,ho cominciato a leggere il suo post credendo che fosse ironico, ma temo che invece lei volesse essere “serio”. e temo anche che lei sia (“dio non voglia”, come dice appunto ratzinger nella sua lettera) un docente di scienze.Aa un teologo ottantaseienne, che ha passato la vita a fare altro, si può perdonare molto. ma che un docente di scienze in attività si vanti di preferire le opinioni di un papa come benedetto xvi a quelle di un premio nobel come monod, è veramente un segno del livello inqualificabile a cui è caduto l’insegnamento nel nostro paese.”

 

Pennetta va quindi a commentare e torna a ribadire concetti già espressi, ovvero non si tratta, ma non solo in quest caso, in generale, di valutare da dove provengono le affermazioni ma di andare a valutare i contenuti con far critico andando a vedere i vari perché e percome. Nullius in verba è (era?) il motto della Royal Society, Cartesio si espresse ricordando che l’inizio della conoscenza è il dubbio e vogliamo il nostrano Pier maria “Confucio” ha ricordato che ‘Dubitare delle teorie scientifiche è cosa scientifica’.

Al di là del fatto che a detta di alcuni fautori del neodarwinismo per mettere bocca sull’argomento bisognerebbe essere biologi del SIBE, insigniti col Nobel o sponsorizzati da un buon numero di questi, con consolidata esperienza di ricerca nel campo, con peer review pubblicate, con laurea e/o cattedra solo a determinate Università e non credenti, però questi stessi fautori sono filosofi, matematici, insegnanti di lettere, poveri scrittori a cui a loro insaputa dei biechi individui affibbiano titoli che non hanno come quello di giornalista etc etc..fra l’altro credenti.

Qualcosa non quadra.. va anche ricordato che il credere o il non credere o in cosa si creda non interessa il piano scientifico. Rimando alla lettura di questo articolo (http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-falso-dilemma-tra-evoluzione-e-creazione/ ). Infatti un conto è il piano, il campo della scienza galileiana un conto è quello della storia naturale dove allora interviene la fede, se interviene. Catalano spiega che imboccare la via secondo la quale fede è superstizione, la religione è superstizione, Dio razionalmente non può esistere vuol dire fare un discorso vecchio,stantio ,logoro ed assurdo. Basti fare riferimento ai vari Schrödinger, Heisenberg, Rubbia, Sanford…. ma non ve n’è bisogno,è sufficiente considerare quanto sopra ricordato.

Il metodo scientifico (http://www.enzopennetta.it/2013/09/i-misuratori-delluniverso/ )si trova al di fuori di discorsi sulla fede. Fra l’altro limitando il “credente” a chi crede nel Dio Rivelato giudaico-cristiano, perché credente sarebbe chi accetta qualcosa per fede, anche un naturalista per intenderci è un credente… Ad ogni modo, la scienza inoltre  avanza per errori, revisioni, confutazioni, lacune, omissioni; il vero di oggi è il falso di domani. Catalano fa l’esempio di Einstein, se oggi esiste una teoria della relatività qualcuno è partito dal fatto che potessero essere scardinati anche principi cardine della fisica come spazio, tempo, contemporaneità e ne ha rivoluzionato il concetto fisico.

La scienza non è democratica, se ne frega delle maggioranze, ma semplicemente ha ragione chi mostra di  averla. Conta la sostanza ed Einstein non fu ricevuto dall’Accademia Francese perché la sua teoria non era appoggiata. I Tolemaici tempo prima si arroccavano nel loro modello (che pur imperfetto, lacunoso etc.. dava comunque alcune previsioni, tanto per dire..). Ma si sa, Einstein si può  mettere in discussione ma Darwin proprio no (http://www.enzopennetta.it/2012/04/boncinelli-einstein-si-puo-mettere-in-discussione-darwin-no/). Chi lo fa è un mistificatore, un matto etc etc… Anche il discorso del Nobel va a essere un po’ poco valido non solo per quanto osservato, ma allora Odifreddi dovrebbe dare ragione a J.Watson (http://www.enzopennetta.it/2011/11/homo-sapiens-mostra-a-roma/ ) e se un pastore Lucano (con il massimo rispetto per i pastori Lucani), magari sull’ottantina, sostenesse che il Nobel abbia detto una fesseria non gli va dato credito…Va rigettato anche il solito discorso sulle peer review. Infatti da un lato va preso con le pinze l’argomento in sé (http://www.enzopennetta.it/2012/11/quelli-che-le-peer-rewiew) dall’altro si ritrova documentazione contro aspetti cardine del neodarwinismo (http://www.enzopennetta.it/2012/11/quelli-che-le-peer-rewiew/#comment-9195) ma anche (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12419661 ) o anche ( http://www.biomedcentral.com/1471-2164/9/626 ), da cui si può dire che i casi sono due,per dirla brutalmente, o i meccanismi neodarwiniani non sono validi neanche per giustificare un”evoluzione’ (nel senso di trasformazione graduale da ‘specie’ (non unicamente biologica) A a specie B in un certo lasso di tempo) fra due popolazioni di individui così vicine come il mus musculus e il mus spretus oppure sono sufficienti,ma le due varietà derivano da una popolazione originaria comune,quella di un antenato comune, con pool genico più ampio da cui per soli processi microevolutivi sono spuntate ‘almeno’ quelle due varietà. Tertium non datur. Inoltre il caso di questa pubblicazione (http://www.uccronline.it/2011/12/21/continuita-e-salti-la-chiusura-ideologica-del-mondo-biologico/ )non è che uno degli esempi per cui certi argomenti tendono a non essere pubblicati su riviste di biologia e non perché non abbiano validità scientifica,ma per altri motivi… In tasmissione la discussione porta a parlare di d’Arcais sul tema già affrontato precedentemente (http://www.enzopennetta.it/2013/05/flores-darcais-vito-mancuso-e-le-false-certezze/). La penna di Micromega, benché  Dove, fra le varie cose, si legge:

“Il Modello Standard, però, ha dei punti deboli, ad esempio non riesce a includere in modo soddisfacente un fenomeno come la forza di gravità e non spiega né l’esistenza né la natura di energia e materia oscura: due entità di cui non si conosce quasi
nulla, se non il fatto che rappresenterebbero il 95% di ciò che esiste nel cosmo.” ,afferma tranquillamente come si legge nel precedente approfondimento che sappiamo tutto. E si riporta e si commenta la sua spiegazione della nascita della coscienza religiosa(pg. 39-40):

“Nella nostra neo corteccia di sapiens l’evoluzione ha infatti radicato una predisposizione all’animismo come è stato magistralmente raccontato nel bellissimo libro di Telmo Pievani et al..in sintesi la propensione al desiderio di religione che nell’evoluzione infantile del singolo ripercorre quella dell’intera specie,vien fatta risalire ,udite udite,ad n vantaggio evolutivo,che porta a vedere dietro ogni fenomeno naturale una volontà animata.In soldoni, fra  un gruppo di sapiens per un gruppo di sapiens illuministi dietro uno spezzarsi di un ramo c’è solo un fenomeno naturale(un predatore, il vento..) ,ma un altro gruppo è invece convinto che  ci sia sempre un’entità intenzionale,e dunque minacciosa,il livello di attenzione e di allarme sarà molto  diverso garantendo un differenziale di sopravvivenza a vantaggio del gruppo più allarmato.”

 

Non è forse anche questa una delle storielle evoluzioniste che possono rientrare in tutte quelle “just so stories”?

 

Una puntata questa dove si può rivolgere ancora una volta l’attenzione sul fatto che  spesso e volentieri nell’argomento evoluzione e neodarwinismo si verificano dei casi di “percezioni involontarie”, cioè quando uno sente quel che vuol sentire per poter criticare quello che non ha sentito. Si assiste ai soliti cambi,dirottamenti di discorso,cambiare il significato alle parole,rispondere alle obiezioni ricordando che la quasi totalità degli esperti sostiene la teoria e che quindi questo vuol dire che sia ben corroborata e concettualmente valida.

Si assiste al raccontare storielle o dei credo  spacciandoli per scienza,al voler mettere di tutto e di più nel calderone del neodarwinismo facendovi rientrare perfino obiezioni e trasformarle in varianti eventuali della teoria.

 

La puntata è disponibile al seguente link:

https://www.dropbox.com/s/elv2ivbeervcowv/28_09_13.mp3

 

 

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53 commenti

  1. Jacques de Molay on

    Finalmente! Qui c’era già chi paventava l’ipotesi di una tua conversione al darwinismo… 😀 Bentornato Leonetto!

  2. Giorgio Masiero on

    Bentornato, Leonetto.
    Quando, nei giorni scorsi, Odifreddi ha inserito tra i suoi commenti in questo sito delle madornalità scientifiche che non commetterrebbe nemmeno uno studente di liceo (dalle mutazioni biologiche di tipo quantistico all’abiogenesi, alle refutazioni sperimentali di proposizioni metafisiche, ecc., ecc.), il tutto condito in uno stile gentile e niente affatto polemico, mi sono detto: ma è proprio Odifreddi?
    Io, infatti, lo conoscevo per un logico-matematico dallo spirito aspramente polemico, e mi aspettavo da lui anche una certa conoscenza della fisica, della biologia, dell’epistemologia… E invece che mi sono trovato? un agnellino, incoerente nel ragionamento logico (ha scritto per 3/4 commenti filosofici di disprezzo della filosofia!), e con una grande confusione in testa in scienze naturali, mascherata solo dalla sicumera dialettica dell’oratore convinto di avere una platea d’ignoranti onnibevitori.
    Questo tuo reportage su come abbia usato la legge HW me lo conferma.

    • Uno dei dieci on

      Anche lei, Masiero, però… Schiaffargli in faccia che per ogni nobel ateo ce n’è uno credente!? A quanto pare, lì Odifreddi ha contato giusto. O no?

      • Giorgio Masiero on

        Io non li ho mai contati, ma quando ho chiesto ( per 2 volte) di darmene il numero ha preferito sorvolare. Ho l’impressione che sia un gran polemista quanto un po’ superficiale.
        Cmq, 1/10, io preferirei parlare con Lei di scienza, ma non ho mai avuto da Lei il privilegio di farlo, su nessuno dei 6 articoli (su 7, uno era di filosofia) che ho pubblicato su CS.

        • Uno dei dieci on

          Al di là del numero esatto, mi sarei aspettato che si concentrasse un poco sul concetto… Ma fa lo stesso.

          Per il resto, in tutta umiltà mi sembra di averle detto, una volta, che io di scienza non ne mastico molta. Spero se ne sia dimenticato e che non abbia voluto infierire con il suo finto bon ton che, palesato spesso nei confronti di coloro che non ama (per usare un termine comprensibile), rivela un tono non propriamente caritatevole.
          Detto questo, con lei amo discorrere ai limiti delle mie conoscenze, che non so gestire, come fa lei, tra parte scientifica e parte metafisica o, meglio, sempre dichiaro con molta onestà intellettuale quel che penso, indipendentemente da quello che potrà giudicare l’interlocutore,lei compreso, che comunque ammiro per la conoscenza dello scibile umano, almeno in misura dignitosa e sempre con stile dialettico impeccabile, assai curato.

          • Giorgio Masiero on

            Numeri e concetti, 1/10, li ho contestati a Odifreddi con studi e cifre alla mano. Cui ha replicato con parole come si fa al bar, senza numeri (come invece si richiede in scienza).
            Sarebbe stato interessante anche che Odifreddi avesse risposto allo studio propostogli da Santoni, secondo il quale i matematici sono tra gli scienziati quelli che annoverano la più alta percentuale di credenti, il che significherebbe – secondo il criterio di Odifreddi – che i matematici (della cui categoria Odifreddi fa parte) sono i più cretini tra gli scienziati.

            Quanto a Lei, 1/10, io posso anche continuare a parlare con Lei di filosofia, religione, metafisica, ecc., … a condizione però che poi non mi accusi, come ha fatto anche due giorni fa, di parlare sempre di Dio e di creazione!

    • Mah..beh il commento di apertura aveva lo stile di Odifreddi,confesso che il dubbio di autenticità è venuto,non tanto per l’illogicità di alcuni interventi perché spesso e volentieri sia nelle apparizioni mediatiche nei salotti che quando scrive alcuni libri o articoli le castronerie,gli scivoloni,le leggerezze non sono poche tanto da fargli meritare più volte l’asino d’oro.premio che trae origine proprio per Odifreddi e i suoi passati con Diodati(se non erro)

      Ma del resto un ateo abbastanza popolare , Arrigo Levi scrisse di lui sulla stampa come di un dogmatico,più dogmatico di quel dogmatismo che egli stesso va criticando..

      Non c’è nulla da dire i suoi interventi,benché sia possibile apprezzarlo sia spiegando logica matematica,sia quando racconta Godel o in libri dove non cerca di lanciare quelle punzecchiature e di fare propaganda,per il resto si abbandona a dare contenuti veramente poco rigorosi,anti-scientifici, dogmatici,densi spesso di ignoranza nella materia,lacune,pressapochismo,illogicità..

      Era lui che parlando di probabilità dell’abiogenesi fece l’esempio di un mazzo di 30 carte..Mi dica lei Masiero che senso può avere un esempio del genere..o quando si lascia a parlare sulla Bibbia dove per l’errore non serve neanche aver maturato chissà quale livello di lettura,ricerca o studio a riguardo ma si tratta spesso di errori logici di analisi testuale..

      Con H&W porta una formula che spiega il fenomeno contrario di quello che vuol dimostrare…

      Per mio modestissimo parere lo vedo investire molto sulla regola -zero del marketing..”bene o male che sia l’importante è che se ne parli..”
      e cecare appunto di stuzzicare e intanto avere visibilità.
      Di sicuro direi che c’è cmunque anche dietro un certo esser prevenuto ed inquadrato per una sua ideologia,che però lo porta a cadere.

      • Giorgio Masiero on

        Dico solo una cosa, Leonetto, per spiegare una delle tante balle “scientifiche” di Odifreddi, quella sull’abiogenesi problema risolto: che appena 2 anni fa, Stuart Kauffman ha aperto un convegno internazionale con le parole: “La questione irrisolta dell’origine della vita”. Che cosa è stato scoperto di nuovo in 2 anni, prof. Odifreddi?!

    • Ciao Francesco, quest’anno ad un certo punto non si è saputo più niente riguardo l’attribuzione del premio al quale tra l’altro avevo candidato Dario Fo.
      Tu sapresti dirmi qualcosa?

    • Ti dirò Francesco non avevo letto il tuo intervento e l’ho fatto con piacere adesso ti sei trovato a dover dare risposta a chi paventava una sospetta ambiguita della chiesa (cattolica?)sull’evoluzinismo,oltre a dichiarare fiero il tuo voto per Odifreddi ^^
      Beh sicuramente essendo un dialog fra un matematico anticlericale,ateo,presidene onorario UAAR e un già romano pontefice..è ovvio che di sfondo ci sia la posizione cattolica circa l’evoluzionismo,cosa che sicuramente,come ho richiamato,è stata più elaborata inserita in un discorso più ampio qui:
      http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-falso-dilemma-tra-evoluzione-e-creazione/

      dove appunto si parlava del falso dilemmma fra evoluzione creazione e quindi riferimento al cristianesimo in generale in rapporto anche a quelli che sono i dati scientifici che interessano l’argomento evoluzione.

      • Quello che dici tu era il mio primo intervento. Però io facevo riferimento ad uno dei miei post successivi (28 febbraio, 2010 alle 0:30), quello dove mi sono dilungato a parlare di HW, di logica, di Platone, di Zichichi e di altre cosette 🙂

        Comunque se hai tempo leggitela tutta quella discussione, mi ricordo che erano venute fuori cose abbastanza interessanti.

        • Ho avuto modo di leggere l’intera discussione,mi ero perso alcune cose interessanti in effetti,soffermandomi più che altro sul duo Diodati-Odifreddi.

          Odifreddi ha provato ad arrampicarsi e svicolare secondo me proponendo poi quel ragionamento che si riassume così:

          -Delle ipotesi (A)(più o meno generalizzate,quelle comnque espresse come condizioni per l’eq.H&W) garantiscono l’equilibrio (B)

          -Se B vale sempre vale per A che per non-A.

          -Se A garantisce che valga B, allora se cade B, cade anche A (->non B implica non A)

          -Dunque con H&W si va a dare una “spiegazione teorica” di un “fatto sperimentale”(l’equilibrio talvolta si roimpe etc.), dimostrando con una formula matematica cio’ che darwin aveva semplicemente postulato in teoria. questo era cio’ che andava dimostrato dell’evoluzionismo darwiniano, ed è stato dimostrato da un secolo.

          Ok.Quindi in buona sostanza rigetta la richiesta di Zichichi come non-sense..anche glissando su questa osservazione,quando afferma Odifreddi può essere corretto,ma come spiegato nell’approfondimento va ad essere la spiegazione matematica del perché avvengano o possano avvenire adattamenti o estinzioni,che sono i fatti sperimentali di cui parla Odifreddi.
          L’evoluzione resta fuori dall’argomento.

          Ora,va considerato l’errore “madornale”(cit.) di Odifreddi et che restano nella considerazione:
          http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Esiste_realmente_una_distinzione_tra_microevoluzione_e_macroevoluzione.aspx

          e qui si va in una osservazione che ,giustamente,fai tu Francesco.
          Ovvero B viene a mancare,e quindi una(o più di una) delle condizioni di A non sono verificate, cosa accade se resta l’assenza di mutazioni ?(e non ci soffermiamo sulle mutazioni neutrali,del resto H&W è ideale,caso del celacanto etc.. per cui si rimanda qui:
          http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-dna-spazzatura-non-esiste-reazioni-nervose-dei-darwinisti/
          http://www.enzopennetta.it/2013/05/flores-darcais-vito-mancuso-e-le-false-certezze/

          E la tua considerazione è esatta,ma devi tenere in mente che Odifreddi ipotizza(pur erroneamente):
          http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Esiste_realmente_una_distinzione_tra_microevoluzione_e_macroevoluzione.aspx

          Dov’è quindi ciò che non può sottrarlo all’asino d’oro..Molto efficace è a mio avviso il tuo paragone francesco con la legge di equilibrio PV=nRT dove se essa viene violata,cioè se l’equilibrio è rotto tale formula non può dire nulla più di questo.
          È perciò inutile a descrivere in qualsiasi modo il cambiamento.E pertanto avendo pure scritto Odifreddi che:

          “Il fatto che la formula per spiegare l’evoluzionismo darwiniano sia così semplice, è proprio uno degli aspetti interessanti della faccenda: in particolare, perché dimostra che coloro che avversano la teoria di darwin si situano al di sotto del livello di alfabetizzazione matematica della scuola media”

          fa si che l’asino d’oro sia per lui meritatissimo… esprimendo un pensiero che è fra il tautologico-lapalissiano e l’illogico.Anche semplificando all’estremo,anche dando per buone alcune cose e sorvolando su altre,dire se B non si verifica,e si osserva che in quel caso non-B sia uguale a una evoluzione,allora A è venuto meno equivale proprio a dire che l’evoluzione c’è quando c’è .
          Odifreddi non è riuscito a spiegare che questa fosse una impressione di alcuni suoi lettori,magari carenti di logica..
          Se invece erro invito chiunque a spiegare alla luce di tutto quanto detto perché ciò che ha scritto Odifreddi non sia equivalente a quella frase lapalissianamente ovvia.

  3. Grazie a tutti per il bentornato,

    colgo l’occasione subito per ricordare a chi leggesse che si invita caldamente,se si ha interesse,curiosità,dubbi,contestazioni riguardo a qualcosa inerente al neodarwinismo o su quanto detto in tasmissione a porre le domande alle quali Fabrizio ed Enzo risponderanno volentieri.

    Nellatrasmissione c’è stato modo di aprire una parentesi riguardo alla Coyaud,ma di quello ci sarà modo di parlarne in un’altro approfondimento in quanto è stato l’ oggetto centrale di un’altra puntata.

  4. Uno dei dieci on

    Come fa, Masiero, a sindacare sui matematici, e in base a che? Un sondaggio a cui hanno partecipato in molti studiosi a vario titolo, creando il presupposto che TUTTI i matematici sono tendenzialmente religiosi (di quale religione?), perciò, per parafrasare Odifreddi, con sommo piacere come fa lei, si può dire che sono più cretini dei fisici, solo per fare un esempio. Le pare serio? Dai, lo dica, che si sta divertendo e che tutto ha detto per celia, ché le cose serie sono ben altre.

    • Uno dei dieci on

      Riguardo all’altro aspetto, discutere di filosofia e affini, la penso come il filosofo Luc Ferry, ovvero che la filosofia dovrebbe essere “il tentativo di assumere le questioni religiose in modo non religioso, e finanche antireligioso”. Solo per questo la accuso di parlare sempre di Dio e di creazione, perché non può negare che a filosofeggiare al suo modo sempre lì si para…

  5. Giorgio Masiero on

    Curioso, Luc Ferry: si è costruito una definizione della filosofia secondo la sua taglia atea! Della serie, o la pensate come me o non pensate affatto…
    Io invece, 1/10, ritengo che la filosofia sia quella cosa che hanno inventato i Greci: phylo-sophia, cioè amore della verità e della sapienza.
    Una verità che alcuni trovano nel nulla ed altri in un Senso.

    • Giorgio Masiero on

      Riguardo, 1/10, al problema riguardante quali sottocategorie di scienziati si debbano annoverare più cretini (e, complementariamente, meno geniali), io non ho riportato il mio pensiero, ma esattamente quello di Odifreddi!
      E’ un po’ comoda la Sua posizione, non trova 1/10?, che su ogni questione scientifica non entra mai nel merito nascondendosi dietro la propria impreparazione, e però continua a dare fiducia su tutto ad un sofista come Odifreddi. Per esempio: nessuno Le chiede di studiare il mondo Rna, i liposomi autoriproducenti, l’autocatalisi, ecc., però se Odifreddi abbia detto il vero o il falso quando ha dichiarato in questo sito che il problema dell’abiogenesi è stato scientificamente risolto, Lei ha benissimo la possibilità di verificarlo, i-n-f-o-r-m-a-n-d-o-s-i.
      Verifichi quanto segue: appena 2 anni fa, esattamente il 20 maggio 2011, c’è stato un Workshop internazionale al Cern per fare il punto sullo stato di avanzamento della questione, cui hanno partecipato i massimi studiosi mondiali. Ad presiederlo, naturalmente, Stuart Kauffman, il più grande di tutti, colui che ha dedicato al problema dell’abiogenesi 40 anni di ricerca. E Kauffman come ha aperto la sessione dei lavori? Con le parole: “The unsolved question of the origin of life”, la questione irrisolta dell’origine della vita.

      • Per Frey, prof. Masiero, e per il suo discepolo Uno dei dieci, la filosofia non dovrebbe parlare di Dio, o dovrebbe parlare contro Dio (che bella logica! se non devo parlare di Dio, come faccio a parlargli contro?!), ma non deve comunque mai parlarne a favore.
        Un tribunale con il pubblico ministero, ma senza avvocato difensore! Che teste geniali, ragazzi!

        • Jacques de Molay on

          Beh Nadia, volendo la logica filerebbe pure: O non ne parli O, se lo fai, ne parli contro. Ma volendo salvare qualcosa delle parole di Ferry, leggendole avulse da qualsiasi contesto, così come riportate da Un Decimo, si potrebbe dire che il trattare temi propri della religione (es. esistenza Dio – anima) in maniera non religiosa é proprio della teologia razionale. E quindi eccoli serviti. Sull’ anti religioso non condivido invece, ma ripeto, servirebbe calare la frase in un contesto.

          • Giorgio Masiero on

            No, Jacques, ha ragione Nadia. I casi logici sono 3: o di Dio non parli in filosofia, o ne parli per negarlo (assurdo metafisico), o ne parli positivamente. Se escludi, come fa Frey, il terzo caso, devi prima spiegare perché, e qui cadi in contraddizione.

          • Jacques de Molay on

            Certo prof, ma io partivo dall’assunto, contraddittorio, dell’escludere a priori la terza possibilità da parte dell’ anti religioso, dal cui punto di vista tale logica “filerebbe” 🙂 Subito dopo infatti ho proposto una possibile interpretazione in cui, come evidente, le parole di Ferry assumono altro significato, alla luce della quale, tale logica non fila più. E perciò, come già detto, eccoli serviti!

          • Giorgio Masiero on

            Lei, Jacques, non è insegnante, altrimenti saprebbe che il ragionamento ad absurdum (come è partire da un assunzione contraddittoria), per la sua arduità, non deve essere usato con i nostri amici scientisti. Essi ammettono facilmente di ignorare la scienza, che stimano immensamente, senza rendersi conto di quanto più difficili siano la filosofia e la metafisica, che non stimano, ma che usano continuamente a vanvera.

          • Jacques de Molay on

            Eheh prof, questa invece è una lezione che da tempo ho ben appreso e che Lei sicuramente ha contribuito ad insegnarmi, tuttavia nel mio primo commento mi rivolgevo a Nadia che so non essere certo una scientista, sebbene ammetta che le parole debbano essere misurate attentamente per non trovarsi a prestare il fianco ad attacchi basati su fraintendimenti (voluti?) a cui ormai siamo abituati. Farò più attenzione!

  6. Uno dei dieci on

    Mah, allora, a voler essere così drastici, è come dire che gli atei non possono dedicarsi a pensare alle cose ultime perché non le chiamano Dio…

    Io, modestamente, non vorrei smettere di pensare alle cose ultime e a circoscriverle concettualmente liberandomi per sempre dalla protesi teologiche e alle forche dogmatiche a cui devono per forza di cose soggiacere i seguaci di tutte le chiese.

    • Giorgio Masiero on

      Lei filosofi come preferisce, ma lasci ai cristiani la stessa libertà, senza come Frey o Odifreddi chiamarli cretini.
      Non ho capito perché, secondo Lei, in filosofia si dovrebbe solo non parlare di Dio, o negarne l’esistenza.

      • Uno dei dieci on

        Forse perché c’è già il campo della teologia che parla di Dio? O forse solo perché la maggior parte di chi filosofeggia da credente non considera la propria fede un modo poetico o metaforico per spiegare le proprie emozioni di fronte al mistero dell’universo e della vita, ma come spiegazioni effettive di quel che siamo e di quanto possiamo attenderci…

        • Giorgio Masiero on

          Con questa risposta, 1/10, Lei dimostra di ignorare che cos’è la metafisica (sulla quale soltanto in passato io sono sporadicamente intervenuto), ed anche che cos’è la teologia (nel cui campo io non ho mai osato entrare, perché non me ne sento all’altezza).
          Io taccio su ciò di cui non so, secondo l’invito di Wittgenstein. Leggo, ascolto, al massimo faccio domande.
          Per es., non intervengo mai quando in questo sito si trattano temi di AGW, di politica internazionale, di finanza, di biologia molto tecnica, di medicina, ecc. Lei crede, 1/10, che la filosofia, la teologia, la metafisica, siano materie più semplici della medicina, della biologia, della fisica o della chimica, e che tutti possano dire la loro così, senza avervi 1) riflettuto a lungo e 2) studiato e confrontato le diverse risposte date in 3.000 anni dagli umani che ci hanno preceduti?

        • Buonasera a tutti,
          mi permetto di intervenire per commentare l’ultima affermazione del sig. Uno dei dieci in merito alla Filosofia e alla Teologia.

          Quando Lei, Uno dei dieci, dice “Forse perché c’è già il campo della teologia che parla di Dio?”, dovrebbe sapere che la Teologia, intesa appunto come “theos logos” ovvero indagine, discorso su Dio, è un campo della Metafisica (quindi della Filosofia) che ha come oggetto Dio, nella sua essenza e specificità. E’ nelle religioni rivelate, come il Cristianesimo, che la Teologia si separa nettamente dalla Filosofia, in quanto viene intesa come esercizio della ratio umana sulla rivelazione; pertanto, ne deriva che nel Cristianesimo non c’è Teologia senza Rivelazione in quanto quest’ultima, per dirla con un termine kantiano tanto caro alla tradizione teologica cristiana di area tedesca, è il “trascendentale” della Teologia, ovvero la possibilità stessa di esistenza del sapere teologico.

          Ricapitolando, quindi: se il nostro dominio sono le religioni rivelate, specialmente il Cristianesimo, allora la Teologia si configura come una disciplina differente dalla Filosofia, in quanto la sua finalità è la comprensione della Rivelazione alla luce della ratio umana. Se invece ragioniamo e discutiamo al di fuori delle religioni rivelate, allora la Teologia è un campo di studio specifico della Filosofia, esattamente della Metafisica, che riflette su Dio e sulle sue caratteristiche, a prescindere da qualsiasi tipo di Rivelazione positiva.

          Spero quindi di aver chiarito il motivo per cui dire che la Filosofia non dovrebbe occuparsi di Dio perché c’è già la Teologia non è corretto.

          Saluti e buona proseguimento.

    • Con tutto il rispetto 1/10, ma francamente io credo che né lei né Frey abbiate la benché minima idea di cosa sia la filosofia, a cosa serva e perché sia importante. Mi permetto di consigliare un testo recente, molto breve ed immediato, che tenta di rispondere a questa domanda. Le consiglierei di partire da lì.

      Rémi Brague, Ancore nel cielo. L’infrastruttura metafisica, Vita e Pensiero, 2012 http://www.amazon.it/Ancore-nel-cielo-Linfrastruttura-metafisica/dp/8834321200

      Qui una recensione http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2012/6/23/LETTURE-Remi-Brague-e-quella-domanda-che-dal-medioevo-arriva-fino-a-noi/294714/

      • Uno dei dieci on

        Potrei risponderle alla Bertrand Russel… Più o meno: i filosofi si sistemano come possono nella scomoda zona mentale che separa lo stabile suolo della scienza dall’etereo ed enigmatico cielo della religione…

  7. Salve a tutti…

    Seguo questo blog da quasi un anno circa, Non sono uno scienziato ma mi interesso di entomologia, sono un allevatore di insetti esotici ed ho queste domande:

    – Il Darwinisti hanno una spiegazione al mimetismo degli insetti in particolare dei fasmidi?

    – Se si hanno mai visto di persona dei fasmidi? Hanno mai osservato le come simulano i movimenti del vento?

    – Come si spiega che con migliaia di generazioni ogni anno di alcune specie in allevamento alcune si stiano indebolendo ma non adattando?

    – Prendiamo in esempio la sotto-famiglia “Lonchodinae” e le due specie “Periphetes forcipatus” e “Lonchodes brevipes” perchè anche se si accoppiano non nasce nulla?

    – Prendiamo altre due specie molto diffuse in allevamento “Extatosoma tiaratum” e “Eurycantha calcarata”, la prima nel tempo si sta indebolendo a causa del continuo allevamento, l’adattamento? possibile che con milioni di generazioni la prima specie non si stia adattando neanche un pò?

    Qualche criticone del sito ha una risposta Darwinista alle mie domande da “uomo comune”?

    Ps: Complimenti al prof. Pennetta & co. per il lavoro che fanno con questo blog.

    Pps: Ho altre domande da fare…ma per adesso può bastare…:)

    • Obiezioni molto interessanti grazie per averle poste 🙂

      Nel frattempo mi congratulo con lei in quanto la sua passione dev’esser davvero interessante. A me piace osservare la natura e le sue meraviglie e grazie a lei ora conosco una specie di insetti che simulano addirittura i movimenti del vento dei quali ignoravo totalmente l’esistenza.

      Ha per caso un sito internet ove poter vedere qualche fotografia?

      Le auguro un buon week end come a tutti gli altri lettori di CS.

    • Uno dei dieci on

      Per me sono i problemi tipici dell’allevamento in cattività, che non simula affatto la selezione naturale, le crisi ambientali a cui vanno incontro gli insetti in natura. Un po’ come capita agli allevatori di uccellini (dai canarini agli esotici più diffusi in cattività: diamante mandarino, diamante di Gould, passero del Giappone,ecc..), che di generazione in generazione si trovano ceppi sempre più deboli, dal piumaggio sfibrato, spesso incapaci anche di allevare e svezzare la prole.

    • @ Mattia

      Sul sito http://www.phasmatodea.com trovi molte foto ed info (in inglese)

      @ 1/10

      Le crisi ambientali in natura non equivalgono ad un allevamento? sempre di cambiamenti si tratta comunque rimanendo in tema, questo indebolimento non avviene in specie che si riproducono tramite partenogenesi, fatto curioso visto che non c’è variazione genetica….

      Per quanto riguarda l’impossibilità di ibridazioni mi domando:

      Se nasce un individuo con nuovi caratteri come fa a riprodursi?

      • Lamponius i miei commenti in risposta non sono venuti allineati al tuo commnento .Li trovi più in basso.

        Quanto all’ultima domanda è posta in modo un po’ non sense.
        Se comparissero nuovi caratteri in una popolazione non è detto che questa costituisca già un insieme isolato in temini di interfecondità ,e non è detto che questi possano diventare parte stabile del pool e non scomparire.In una popolazione numerosa le nuove mutazioni, anche se vantaggiose, fanno fatica ad affermarsi. Infatti, tendono a perdersi nel grande pool genico già perfettamente funzionante. Affinché le novità significative possano fissarsi in una popolazione, è necessario che questa sia piccola. Le grandi popolazioni, infatti, presentano un’inerzia genetica eccessiva.Questo vale anche per un adattamento e non per l’evoluzione tout court.Sicuramente l’isolamento favorisce la selezione naturale e successiva fissazione delle rimanenti informazioni genetiche, che sono ridotte rispetto alla popolazione parentale. Più è piccola la popolazione isolata, più va favorito la deriva genetica fino ad arrivare all’effetto fondatore con solo una coppia o un’animale gravida.Tuttavia se non è stata introdotta nuova informazione si è verificata solo una riduzione del pool.Ovvero,per dirla in altri termini,”l’isolamento riproduttivo, di cui l’ “effetto del fondatore” e il fenomeno del “reinforcement” sono elementi rilevanti”(cito Enzo)allora per discriminare se la cosa sia a favore o contro il paradigma neodarwiniano bisogna considerare se ci sono oppue no nuove informazioni.Quello è l’elefante nella stanza.

      • Grazie Lamponius. L’unico che conoscevo è il famoso “insetto stecco”, ma mi si è aperto un mondo nuovo, ve ne sono alcuni a forma di foglia veramente sorprendenti!

  8. Giorgio Masiero on

    E’ già un passo avanti, 1/10, rispetto ad Odifreddi e Frey.
    Solo che anche Russell sbaglia (d’altra parte era un filosofo, che aveva scelto per sé la “zona mentale scomoda”!), perché anche il suolo della scienza è molto instabile, come dimostrano le sue inversioni ad U e le sue rivoluzioni. Che ne dice, 1/10, se invece di un filosofo, facciamo parlare uno scienziato su che cos’è la scienza? “La scienza non è questione di provare qualche verità, ma piuttosto di provare ad immaginarsi dove sbagliamo e dove stanno gli errori” (Saul Perlmutter, premio Nobel per la fisica 2011).

    • Uno dei dieci on

      E pensi che potrei anche essere del tutto d’accordo… A piccoli passi, di scienza in scienza, di scoperta in scoperta, senza voli pindarici e fantasie di altra natura…

      • Giorgio Masiero on

        A proposito di voli pindarici, 1/10, Le farò una confidenza di vita personale vissuta. Quand’ero al liceo la mia intenzione era che all’università avrei seguito un corso di filosofia. Dopo il diploma però, al momento d’iscrivermi all’università, decisi improvvisamente di scegliere fisica, perché filosofia mi parve troppo astratta e slegata alla realtà.
        S’immagina la mia sorpresa all’università quando mi trovai a studiare gli oggetti più astratti ed eterei immaginabili, dai quark ai quaternioni, dalle stringhe ai campi, dal microcosmo al macrocosmo? Non so se Lei abbia letto il mio articolo “I misuratori dell’Universo”, ma Le chiedo se si può immaginare un volo pindarico più grande di quello che “va” ai confini dell’Universo, a miliardi di anni luce, e perfino costruisce universi “prima” del Big bang o “oltre” l’Universo osservabile!
        Non a caso, molti fisici sono teologi e viceversa…
        Ebbene, quando per diverse vicende mi trovai dopo la laurea ad amministrare aziende concrete e a gestire personale in carne ed ossa, sa che cosa Le dico? Che trovai – e tuttora trovo – molto più utile (nel management, nel CRM, nell’HR, e perfino nella definizione delle strategie aziendali) gli studi di filosofia (che privatamente non ho mai abbandonato), piuttosto che la mia laurea in fisica (sulle cui ricerche mi sono sempre tenuto aggiornato, ma solo per divertissement personale).
        Anche a giudicare dal tono dei Suoi interventi, 1/10, Lei mi sembra simile a me perché, al di là del doveroso omaggio alle scienze naturali (che dichiara di neanche conoscere), il Suo cuore si scalda molto di più ogniqualvolta sono in ballo questioni etiche, epistemologiche, politiche, estetiche o metafisiche, cioè… ogni volta che si tratta di filosofia.

        • Uno dei dieci on

          Intanto le dico che questa sua confidenza mi ha scaldato il cuore. E nel leggerla ho provato un’immedesimazione che mi ha stupito.
          Al di là delle nostre diatribe e schermaglie, spesso per causa mia assai modeste come contenuti di significato profondo, credo di riconoscermi sempre laddove si pone al centro l’Uomo. Nel mio piccolo vorrei che quando si parla di vita ci si riferisse sempre alla vita qui e ora, che per me è l’unica che conta; e se anche un senso finalistico non l’ha, questo senso dobbiamo darlo noi nel concreto delle nostre esistenze.

  9. ” Prendiamo altre due specie molto diffuse in allevamento “Extatosoma tiaratum” e “Eurycantha calcarata”, la prima nel tempo si sta indebolendo a causa del continuo allevamento, l’adattamento? possibile che con milioni di generazioni la prima specie non si stia adattando neanche un pò? ”

    “Come si spiega che con migliaia di generazioni ogni anno di alcune specie in allevamento alcune si stiano indebolendo ma non adattando?”


    L’adattamento non è un obbligo,né la norma,visto che la degnerazione è il fatto comune
    http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-dna-spazzatura-non-esiste-reazioni-nervose-dei-darwinisti/
    http://www.enzopennetta.it/2013/05/flores-darcais-vito-mancuso-e-le-false-certezze/
    e viste le probabilità l’estinzione e la decimanzioone restano più probabili.
    http://www.enzopennetta.it/2012/05/neodarwinismo-alla-deriva/

    O si evolve o si estinge(evolve ord die).Aut aut.

    Il darwinismo dovrebbe comunque vederla così.

    Prendiamo in esempio la sotto-famiglia “Lonchodinae” e le due specie “Periphetes forcipatus” e “Lonchodes brevipes” perchè anche se si accoppiano non nasce nulla?

    Sono di due generi diversi.Uno è un Lonchodes l’altro è un Periphetes.Per i darwinisti già sono “vere” specie diverse le specie biologiche..
    L’interfecondità al di fuori del genere(illimitata o limitata) è rara,le specie se provengono da una popolazione originaria archetipo comune si sono distanziate a tal punto da non essere più interfeconde…

    Il Darwinisti hanno una spiegazione al mimetismo degli insetti in particolare dei fasmidi?

    È la spiegazione standard..a parte l’evoluzione degli insetti a partire da artropodi una popolazione mutata in uno o più passaggi ha sviluppato quella capcità mimetico-imitativa che gli ha dato vantaggio evolutivo in senso di fitness.

    Può dire tutto anche che all’insetto stecco piaccia fare quel movimento e che questo provochi casualmente un vantaggio occultandolo…

    • P.S:

      Darwin stesso partì dall’allevamento,dalla selezione artificiale per dedurre come agisse la selezione naturale.
      Questa si è osservato (E. Hanel e K. S. Lashley et al.)ha valore quando agisce su popolazioni geneticamente eterogenee, cioè impure,permettendo di isolare i varî genotipi (genetica,ibridazione etc..), formando altrettante linee pure, ma non va oltre questo risultato,non fa quello che Darwin immaginava facesse,ma si osserva che invece aveva ragione Blyth.
      Come si è trattato in questo approfondimento, la stessa legge di equilibrio di H&W (comunque ideale)permette di calcolare le frequenze geniche e genotipiche nei casi in cui non tutti i genotipi sono distinguibili fenotipicamente.
      W.E. Castle riuscì a ottenere una razza di cavie con quattro dita ai piedi posteriori, invece di tre, come hanno normalmente.Ma di certo non si tratta di evoluzione nè è ovviamente un passo verso una futura evoluzione…

      Per esempio molti insetti come quelli foglia o stecco che si trovano in natura in certo ecosistema hannouna serie di circostanze a cui il loro organismo è abituato.L’alimentaione avviene prevalentemente per esempio con un determinato tipo di foglie o insetti propri di quel particolare ecosistema e difficili magari da esportare negli allevamenti,quindi rimpiazzati con altro.
      Questo già può avere ricadute sull’organismo,non è detto,come ricordato,che l’insetto possa adattarsi,neanche per il paradigma neodarwiniano,a simili cambiamenti,semplicemente se ce la fa ce la fa se non ce la fa non ce la fa.
      Non c’è predittività ma spiegazioni a poasteriori ad hoc.